MA QUALE TERRA DEI FUOCHI???

I roghi tossici non sono la causa, ma l’effetto di un problema sociale.
L’ultimo stadio di un percorso di rifiuti nati da un comparto produttivo sommerso, figlio di una politica industriale fallimentare.
Regolarizzare la salute delle piccole industrie e del terziario è l’unico modo per spegnere i fuochi di disperazione di questa terra.

Vorrei che questa terra non fosse più chiamata Terra dei Fuochi per il solo motivo che dare importanza al fumo distrae sulle vere tematiche, che nessuno affronta perché sono troppo scomode e non restituiscono consenso.

È facile dire che il fuoco è il male, non ti metti nessuno contro, ma se dicessimo la verità?
Centinaia di imprenditori operano senza regole ed un sistema sommerso (che dà lavoro a migliaia di persone) si libera degli scarti della lavorazione illegale di prodotti (a volte di eccellenza) che sfuggono al fisco e così nascono i roghi tossici.

Tutti riescono a criticare i “roghi” disegnando “estintori” di ogni colore, ma pochi sono gli onesti che hanno il coraggio di mettere in discussione i posti di lavoro a nero di migliaia di “elettori”.

I ROGHI TOSSICI SI SPENGONO CON IL CORAGGIO, questo territorio deve ritornare LA TERRA DEI CORAGGIOSI

UAC, caratteristiche tecniche

L’UAC ha subito molte modifiche nel tempo, l’ultima versione si basa su un drone a basso costo, che è stato modificato per migliorare l’assetto di volo e la durata della batteria.

Al momento, sto cercando di risolvere alcuni problemi con il software che ho scritto, a differenza degli altri software che sono abituato a scrivere, un errore in un programma che pilota automaticamente un drone potrebbe essere costoso oltre che pericoloso.

Il drone è dotato di due telecamere, una frontale ad alta definizione ed una posizionata sul basso che serve al computer di bordo per migliorare l’orientamento in fase di decollo e di atterraggio.

Nella parte bassa è presente un sonar, un dispositivo che invia un ultrasuono al suolo e calcola il tempo impiegato da questo suono ad essere riascoltato da un sensore, in questo modo è possibile calcolare la distanza dal suolo del dispositivo.

Altri sensori montati a bordo sono la bussola elettronica, per rilevare l’orientamento rispetto al nord magnetico, un giroscopio per controllare l’inclinazione nelle 3 dimensioni, ed un ricevitore GPS che permette al drone di conoscere la sua posizione.

Il drone UAC è autonomo, il software gli consente di raggiungere autonomamente un luogo, restare fermo ad una certa altezza, eseguire delle operazioni , e tornare alla base.

Tra le operazioni che il drone è capace di eseguire ci sono la valutazione della qualità dell’aria oppure la ripresa di filmati in alta risoluzione, e le informazioni raccolte sono immediatamente disponibili a terra senza bisogno di attendere che il drone sia tornato a destinazione.

Al momento il drone ha una autonomia di volo di circa 20 minuti e può muoversi ad una velocità di circa 22 km orari, caratteristiche sufficienti a testare il software di controllo, l’autonomia del UAC e la sua velocità possono aumentare impiegando tecnologie migliori, ma più costose ed al momento non necessarie.