camorra

La camorra è di destra o di sinistra?

La “camorra“, o la “mafia” o qualsiasi altro nome inventato per farci credere che esista una linea di demarcazione tra il bene ed il male, ha assolutamente bisogno della complicità della politica, e la politica corrotta ha bisogno dei “poteri forti” senza scrupoli della criminalità organizzata.

Questo sono concetti obsoleti, di quando si poteva ancora sperare che la politica e la mafia fossero due cose diverse, oggi le organizzazioni criminali strutturate, hanno i loro uomini all’interno di tutti i comparti ed hanno possibilità di manovra dall’interno della politica, dell’imprenditoria, delle banche, della magistratura, dei mezzi di comunicazione e della mafia.

Si, ho messo la mafia tra i poteri inquinati, perché chiunque conosce le origini della mafia (termine utilizzato la prima volta nel 1863 in un’opera teatrale siciliana), sa che la mafia non nasce come una organizzazione criminale, come non lo erano i “briganti” napoletani, ma erano dei “movimenticontro il sistema che poi sono stati utilizzati come “nemici invisibili”. Oggi nessun criminale si iscrive al club della “mafia”, l’appellativo gli viene dato dalla stampa e dalla magistratura, ed i cittadini fanno di tutta un’erba un fascio, quando si parla di un disoccupato disperato che deruba un appartamento, si parla di camorra, e mi sta bene, ma perché non si parla di mafia quando un gruppo di politici si organizzano per rubare milioni di euro truccando appalti pubblici ?

Quali sono i partiti “mafiosi” ?

E’ molto semplice capirlo, non sono i partiti che ricevono i voti ad essere i partiti della camorra, ma sono i partiti che ricevono i voti ad essere obiettivo della camorra.

In pratica non vale la pena cercare di spostare i voti durante una campagna elettorale, anche se costassero veramente 50 euro ed una busta della spesa, la mafia, quella vera, aspetta la fine delle elezioni e sposta direttamente le persone elette.

E’ più facile minacciare migliaia di cittadini, o un solo politico?

La mafia/camorra non ha bandiere e non ha colori, o meglio, assume i colori di chi vince le elezioni. Considerate poi che i colori in politica non esistono più, avete il quadro preciso del perché questo sistema va cambiato e si deve restituire il potere ai cittadini, perché è molto facile corrompere un parlamentare, un ministro o un sindaco, ma questo ha senso solo se queste persone continuano ad avere un potere, la possibilità di essere complici in qualcosa, la facoltà di commettere atti senza trasparenza e senza possibilità concreta di essere puniti.

In una Italia dove si vuole dare più potere ad un presidente del consiglio, i cittadini valgono sempre di meno. 

La camorra siamo noi, siamo noi ogni volta che giriamo la testa dall’altra parte, ogni volta che facciamo finta di non capire, ogni volta che abbiamo il culo pesante e non ci alziamo per andare a far rispettare i nostri diritti, ogni volta che ci arrendiamo, ogni volta che andiamo a votare.

Noi siamo di destra o di sinistra? 

La stupidità fatta voto

Da quando esiste la “democrazia” chi vuole detenere il potere deve avere la capacità di acquisire consenso attraverso il “voto“.

I cittadini italiani hanno la facoltà di consegnare il potere attraverso l’esercizio del “voto”, entrano in una cabina ed affidano il loro voto ad un partito.

I “partiti” sono delle organizzazioni “di parte“, ovvero originariamente si proponevano di rappresentare “una parte” degli italiani, quindi anche il simbolismo utilizzato dichiarava apertamente quale “parte” degli italiani si rappresentava.

Tempo fa, e per alcuni versi ancora, gli italiani erano molto ignoranti, quindi queste “partizioni” dovevano essere molto elementari e chiarire in maniera inequivocabile la linea di demarcazione tra i vari insiemi di popolazione che andavano a rappresentare.

Il popolino era così diviso originariamente, con una primordiale strategia di marketing : quelli che stavano con Gesù (Democrazia Cristiana, scudo crociato, preti) e quelli che a Gesù non tanto lo tenevano di fiducia e lavoravano nei campi o nelle fabbriche (Comunisti, falce e martello, Pepponi)

Tutto era molto elementare, i due “marchi” aggregavano in maniera abbastanza netta una Italia facile da strumentalizzare e tutti avevano l’impressione di poter scegliere, ed a questo gli italiani sono stati ben istruiti da subito anche con l’uso del cinema, con stereotipi come “Don Camillo e Peppone”.

Da quando la società ha cambiato i propri modelli, la terra non si lavora più, a Gesù non se lo fila più nessuno, gli operai hanno aperto la partita IVA, il “potere” ha dovuto adottare delle strategie di marketing più evolute.

Perché parlo di “strategie di marketing”? Perché quando andiamo a donare il nostro voto, siamo come dei consumatori che entrano in un centro commerciale ed acquistano una bibita gasata. Le bibite gasate sono presumibilmente tutte uguali, come quasi tutte le altre categorie di prodotti in vendita nella grande distribuzione, e vengono vendute solo attraverso la pubblicità, i messaggi pubblicitari servono a dare ai prodotti delle caratteristiche inesistenti, e giocano su leve psicologiche concepite da una vera e propria scienza.

Il “potere” non potendo più dividere gli italiani in “democristiani” e “comunisti” ha sfornato un numero di varianti tali da riuscire a soddisfare ogni genere di “consumatore“, questa tecnica si chiama “diversificazione“.

E così dalla classica “destra” e “sinistra” si è introdotto un “centro“, poi una “estrema destra” ed una “estrema sinistra” per accontentare chi non ama i colori sciapiti.

Il “centro” poi è disponibile nelle varianti “centro-destra” e “centro-sinistra” tanto per soddisfare gli amanti delle posizioni.

Inoltre sono tappati tutti i buchi disponibili anche per quanto riguarda alcuni temi sentiti dagli italiani. L’ecologia, ad esempio, è uno di quegli argomenti a cui non si può essere contrari, ed i prodotti disponibili vanno dai partiti “verdi” puri, a quelli con optional, oppure con pacchetti che comprendono sia la sinistra, che l’ecologia e, perchè no, anche un po’ di libertà.

La libertà è anche un altro fattore importante, nessun partito è contro la libertà, quindi è stato possibile coniare alcuni marchi che raggruppassero prodotti che assieme promettono la “libertà”, come “la casa delle libertà” o “popolo delle libertà“. (“a libertà, a’libertà… pure o’pappavall l’adda pruvà” cit.)

Sul fronte patriottico possiamo trovare “forza Italia“, che sforna per pulire un po’ la faccia “fratelli d’Italia“, derivato dei prodotti contrassegnati dalla fiamma tricolore.

Per i più esigenti abbiamo “Lega Nord” che con un bel colore verde che non guasta mai, viene venduto ai popoli del Nord, ma che inspiegabilmente trova clienti anche al sud Italia (forse perchè adatto anche a luoghi come Napoli-Nord) a dimostrazione del fatto che ci si trova sempre al nord di qualcun’altro.

Esistono poi tanti altri “packaging” disponibili per i consumatori più esigenti e di nicchia, grazie a delle specifiche “verticalizzazioni” ovvero prodotti specializzati per soddisfare esigenze particolari.

Avrà sicuramente dimenticato qualcuno, forse il movimento 5 stelle che nasce per raccogliere i “vari ed eventuali“, quelli che usano il computer e quelli incazzati che vogliono cambiare.

Tutti quelli descritti non sono “prodotti” diversi tra di loro, sono solo delle “confezioni” diverse, con colori e scritte diverse, ma che contengono sempre la stessa bibita gasata, più o meno dolce, più o meno gasata.

In Italia, come in altre parti del mondo, la pubblicità di prodotti commestibili è regolata da alcune leggi che impongono ai produttori di scrivere chiaramente quale siano i contenuti, elencando almeno gli ingredienti principali.

Quindi io posso acquistare una bibita piuttosto che un’altra perchè spinto dal prezzo, o dal disegno, o dalla pubblicità, ma poi giro la bottiglia e leggo quante calorie contiene, quanto sodio, calcio o stronzio è contenuto in quello che andrò ad ingerire.

Per i partiti questa legge non esiste, la vera composizione che andiamo a votare dovrebbe essere il “programma elettorale” ma i programmi sono quasi tutti uguali, tutti condivisibili e, in realtà, scritti proprio per questo motivo. Nei programmi viene scritto quello che i partiti promettono di fare, senza specificare come e siccome non esiste il “vincolo di mandato“, ovvero dopo le elezioni il programma nessuno è tenuto a rispettarlo, la lettura dello stesso è assolutamente indicativa.

Insomma, nei partiti non è dato sapere quale è la quantità di stronzio contenuta, almeno non prima che inizino a lavorare. Certo questo potrebbe essere un buon metro di misura, anche se postdatato, ovvero, io osservo come lavora un partito, ed alle prossime elezioni decido a posteriori se premiarlo o meno dando il mio voto.

Purtroppo neanche questo è possibile, perchè se pure il partito che sbaglia decidesse di non cambiare nome, come avviene spesso, basta che cambi “segretario” per acquistare una nuova verginità agli occhi del consumatore italiano medio.

E’ inutile pensare ad una soluzione, perchè ogni soluzione che tenda a togliere potere a chi oggi ha il potere (e non è il caso di approfondire adesso) comporta una reazione, che fornisce al “mercato” un motivo per essere contento e distogliere l’attenzione.

Vi siete mai chiesti perchè molte pubblicità contengono immagini di donne nude? Il sangue deve defluire dal cervello ed affluire in altri luoghi per impedire ai neuroni di capire dove sta il trucco, per le donne vale lo stesso ma si usano altri mezzi.

L’importante è lasciare l’illusione di fare una scelta, sprecare tonnellate di carta e di matite e far credere agli italiani che stanno scegliendo. Poi dopo, chiunque venga scelto va a fare una alleanza, un accordo, viene benedetto da un Presidente dell Repubblica incostituzionale, e la televisione fa il resto, ce li fa vedere che litigano, ogni tanto qualcuno viene sacrificato ed usato come capro espiatorio, poi inizia il Grande Fratello, poi ci sono i mondiali di calcio e quando tutto tace scoppia una zizza a qualche star del cinema. L’importante è tenere impegnati gli italiani.