camorra

Resoconto della mia partecipazione alle Regionali Campania 2015

meetup giugliano

Ho svolto una campagna elettorale per il moVimento 5 stelle, senza promuovere me stesso, così come il gruppo di 50 candidati aveva concordato con la nostra candidata Presidente e Consigliera, nessun comunicato stampa, nessun materiale con il nostro nome ed il nostro volto, a parte i “santini” che abbiamo pagato con i nostri soldi spendendo non più di 100 euro.

Nonostante questa limitazione più di 1800 elettori hanno deciso di scrivere il mio nome “DISOGRA” sulla scheda, il moVimento ha avuto un buon risultato anche se forse ci aspettavamo qualcosa in più.

Ma questa è solo l’inizio della storia.

Nel solo seggio dove sono riuscito a presidiare sono successe alcune cose strane, cercherò di riassumere solo le principali.

Nel parcheggio antistante la scuola, una squadra di malviventi con un pacco di soldi compravano voti sotto gli occhi di tutti, chiamata la polizia, questa è intervenuta dicendo “domani fate denuncia” ed è finito lì.

Durante lo spoglio una sezione era senza rappresentanti di lista, si sono chiusi dentro, non hanno consentito l’accesso neanche come osservatori (è facoltà del presidente),  hanno finito velocemente, sono stati i primi ad andare a casa, è stato il seggio con minori preferenze per il movimento 5 stelle.

Almeno 30 presidenti di seggio non si sono presentati all’appello e sono stati prontamente sostituiti con persone già presenti, come se già sapessero.
Si scoprirà in seguito che alcuni di questi presidenti sono stati minacciati ed è stato intimato loro di non presentarsi, probabilmente nessuno denuncerà.

In un seggio entra un signore senza titolo ed inizia a maneggiare le schede elettorali, il presidente lo richiama chiedendogli di allontanarsi, lui minaccia il presidente. Chiamo le forze dell’ordine, arriva un carabiniere dalla guardiola con la camicia aperta in petto mentre fuma un sigaro e mi minaccia di portarmi in caserma, neanche dopo insistenza viene messo niente a verbale.

Nei giorni precedenti un nostro attivista è stato mandato al pronto soccorso perché avevamo denunciato una compravendita di voti di fatto, scoperto una discarica abusiva in un terreno comunale, al momento non c’è stato nessun intervento, le persone individuate sono a piede libero e lo sversamento denunciato è stato interrato.

Stiamo chiedendo di accedere agli atti ed ad ogni verifica si riscontrano irregolarità. La mia domanda è semplice: QUANDO INIZIA LA RIVOLUZIONE?

movimento

Mille domande una risposta : ma cosa succede nel movimento a Giugliano?

Ci sono dei post che non vorrei scrivere, ma in nome della trasparenza credo siano dovuti.

Era l’inizio del 2012 quando ho conosciuto il gruppo di Giugliano, il comune non capoluogo di provincia più grande della regione, ad un chilometro da casa mia, composto da un numero di persone che ho visto variare dai 30 ai 130 attivisti.

Un gruppo di persone non omogenee, ma con l’obiettivo comune di mettere in pratica i principi del movimento, che non sono di così immediata comprensione ed applicazione. Un gruppo di persone combattive, che i problemi non li legge su un blog ma che li vive quotidianamente, quindi davvero in prima linea ad affrontare i problemi quotidiani come la camorra e la mala politica.

Un gruppo di persone che negli anni ha subito attacchi dall’esterno e dall’interno, che ha ospitato persone di diverse estrazioni che a volte i principi del movimento hanno tentato di interpretarli e fare della forza di un gruppo un mezzo per raggiungere un interesse, che nella quasi totalità dei casi, rappresentava un riscatto personale verso una società che li aveva emarginati per ragioni diverse.

Ho ascoltato, ho guardato, ed ho sempre cercato di dare il mio contributo come attivista cercando di tenere a bada la suscettibilità e l’arroganza di persone che consideravano le assemblee come degli sfogatoi o come un trampolino di lancio verso chissà cosa.

E’ successo che il gruppo ha attraversato un brutto periodo, in cui alcune personalità più forti hanno inventato, e poi acquisito, ruoli particolari, neanche contemplati nella filosofia del movimento 5 stelle, ed hanno messo da parte alcune persone che avrebbero ostacolato la loro visibilità, ad un certo punto c’è stato il pericolo che si creassero due gruppi, cosa che a volte accade.

Io ho sempre pensato che l’esistenza di due gruppi sullo stesso territorio fosse sintomo di incomprensione, oppure di mala fede. Il movimento 5 stelle è uno, i principi sono semplici e banali da capire, se qualcuno si sente di sposare questi principi lo fa per un obiettivo molto più alto del proprio personalismo, e non concepisco il fatto che debbano esistere due gruppi se veramente sono formati da persone che la pensano allo stesso modo.

Per questo motivo un gruppo di persone si sono allontanate dal meetup ed hanno iniziato ad incontrarsi per capire come porre fine ad una serie di comportamenti che si ritenevano non giusti. Nel frattempo il meetup provvedeva a designare un attivista come candidato portavoce a sindaco per le prossime elezioni comunali, una scelta che non ha coinvolto tutti gli attivisti che nel frattempo erano stati messi alla porta con motivazioni pretestuose.

Ho cercato di parlare con tutti e mi sono reso conto che tra tutti gli attivisti solo alcuni erano causa di questi dissidi, persone che portavano avanti questioni di principio personali e non il bene comune. Si è deciso quindi di protestare, la protesta è la forma più nobile per difendere i principi, indicando in maniera precisa quali si ritenevano fossero gli abusi e le irregolarità presenti all’interno del gruppo, lo abbiamo fatto in una pubblica assemblea leggendo un comunicato in cui si denunciavano i comportamenti che non erano in linea con il non-statuto, unico documento a cui gli attivisti veri dovrebbero far riferimento.

Questa mia presa di posizione mi è costata la mancanza di supporto durante le “primarie” online del movimento 5 stelle per le Regionali da parte della maggior parte degli attivisti di Giugliano, ma non potevo barattare il consenso con i principi morali.

Successivamente, dopo che inaspettatamente sono risultato tra le persone che la maggior parte degli attivisti Campani ha reputato di voler candidare per le prossime elezioni del consiglio regionale della Campania, una parte degli attivisti del gruppo di Giugliano, quelli che credono nei principi del movimento, mi hanno riconosciuto un ruolo di portavoce, ed allora ho chiesto a tutti loro di fare un passo indietro rispetto alle posizioni personali e di rimettere tutti i ruoli autoassunti o frutto di elezioni svolte in maniera non democratica.

Il primo a rispondere a questo appello è stato proprio il candidato sindaco, che si è reso disponibile a dimettersi nel caso in cui una nuova assemblea, questa volta aperta a tutti, non avesse confermato la scelta di candidarlo.

Questa decisione non fu presa di buon grado da tutti, in particolare da chi aveva paura che delegittimando quella votazione, si sarebbe delegittimato il proprio ruolo, ma ormai i sani principi dovevano essere messi in prima linea, e questo sarebbe stato l’unico modo per tutelare l’onestà delle tante persone che avevano dedicato anni della propria vita a combattere affinchè anche Giugliano avesse almeno un gruppo di cittadini onesti intenzionati a stravolgere il sistema politico-mafioso esponendosi in prima linea.

Nicola Palma, unico nome che farò in questo testo per rispetto della privacy di tutti, da candidato portavoce a sindaco, ha rimesso il suo mandato, in più di una assemblea, quasi tutti (e dopo tornerò su questo punto) gli hanno ribadito pubblicamente che lui sarebbe stato il candidato ideale, se questo non fosse stato scelto da una assemblea che difettava di democrazia.

Nicola ha incontrato tutti, in assemblea, in piazza ed a casa di diverse persone ci siamo incontrati per evidenziare tutte le criticità di un movimento che non rispetta i propri principi, abbiamo invitato chi volesse proporsi come alternativa al portavoce di farsi avanti, di dirlo in assemblea, di palesare le proprie intenzioni e di sottoporsi al voto di una assemblea che adesso non aveva più una maggioranza costituita, ma era formata di liberi cittadini, che si erano riuniti ed avevano deciso di fare un passo indietro per rispetto del movimento 5 stelle.

In quelle occasioni ho visto la coerenza e la serietà di molti attivisti, e la mala fede di chi voleva che Nicola Palma si dimettesse solo per danneggiare il movimento, infatti di li a breve alcuni di questi attivisti si sono allontanati dal gruppo ed hanno sfruttato i social network per diffamare il resto delle persone, oppure hanno inviato dei comunicati stampa in cui si definivano “veri attivisti cacciati dal movimento”, mistificando la verità.

Tutti hanno avuto la possibilità di cominciare a partecipare e ricostruire, con un processo democratico, il movimento 5 stelle di Giugliano.

Alcuni di loro, di li a breve, li abbiamo visti creare liste alternative, appoggiare la vecchia politica, fare accordi, altri in maniera meno palese sono ancora sul mercato aspettando un compratore ed altri restano seduti a casa e da dietro ad una tastiera, senza mai essere venuti più in assemblea, distorcono la verità, commentando continuamente ogni post degli attivisti di Giugliano ed ancora non hanno palesato la loro posizione.

Alcuni si autodefiniscono “eccellenze” non prese in considerazione, ma non dimostrano di dare alcun contributo reale, altri stanno a guardare.

Ho scritto questo post perché devo continuamente dare le stesse spiegazioni a centinaia di commenti lasciati dalle stesse 3 o 4 persone, una tecnica di disinformazione che serve a ricattare, portando alla esasperazione chi è in buona fede e deve passare le giornate a difendersi da notizie false invece di potersi dedicare ai progetti del movimento 5 stelle.

La scelta del candidato sindaco a Giugliano si è ripetuta, ha coinvolto tutti gli attivisti che hanno scelto di dare la loro partecipazione, provenienti dalla parte sana di tutti i “due gruppi”, e Nicola Palma è stato scelto all’unanimità, ricevendo il voto degli attivisti a cui ha dimostrato la maturità di mettere al primo posto il movimento 5 stelle, e non comportandosi in maniera compiacente pur di elemosinare consenso, ma questo non lo sanno tutti, non lo sa chi conosce il movimento leggendo i giornaletti di partito che diffondono su scala nazionale il commento infelice di un candidato del movimento 5 stelle, e non si scandalizzano per l’arresto di un esponente politico di altri orientamenti.

Leggete questo post quando vi raccontano che a Giugliano ci sono persone “epurate”, le assemblee sono pubbliche e tutti gli attivisti possono partecipare. Leggete questo post quando vi dicono che a Giugliano c’è una segreteria di partito, l’unico potere decisionale a Giugliano lo ha l’assemblea, e mai può deliberare qualcosa in violazione dei principi del movimento.

Leggete questo post quando trovate un commento che accusa questo gruppo di cose inesistenti, leggete quanta rabbia è contenuta, verificate le informazioni, sono sempre generiche, astratte, che fanno riferimento ad episodi passati e superati, e purtroppo molte volte anche puerili e volgari.
Verificate chi scrive questi commenti, a volte si definiscono “attivisti eccellenti”, ma nella maggior parte dei casi non sono ne attivisti e ne eccellenti, oppure hanno solo interesse a screditare il movimento 5 stelle.

Io personalmente rispetto ogni idea politica che una persona possa avere, ho le mie convinzioni ma non le voglio imporre, cerco di non essere volgare anche se vengo provocato, preferisco lavorare a progetti concreti piuttosto che partecipare a sterili conversazioni sui social network, anche se non mi sottraggo al sano confronto. Io credo che una persona che si ritiene attivista del movimento 5 stelle non possa criticare il movimento 5 stelle, ma non per questioni campanilistiche, semplicemente perché sta criticando se stesso, sarebbe molto più efficace attivarsi e dimostrare con il buon esempio come si fanno le cose.

camorra

La camorra è di destra o di sinistra?

La “camorra“, o la “mafia” o qualsiasi altro nome inventato per farci credere che esista una linea di demarcazione tra il bene ed il male, ha assolutamente bisogno della complicità della politica, e la politica corrotta ha bisogno dei “poteri forti” senza scrupoli della criminalità organizzata.

Questo sono concetti obsoleti, di quando si poteva ancora sperare che la politica e la mafia fossero due cose diverse, oggi le organizzazioni criminali strutturate, hanno i loro uomini all’interno di tutti i comparti ed hanno possibilità di manovra dall’interno della politica, dell’imprenditoria, delle banche, della magistratura, dei mezzi di comunicazione e della mafia.

Si, ho messo la mafia tra i poteri inquinati, perché chiunque conosce le origini della mafia (termine utilizzato la prima volta nel 1863 in un’opera teatrale siciliana), sa che la mafia non nasce come una organizzazione criminale, come non lo erano i “briganti” napoletani, ma erano dei “movimenticontro il sistema che poi sono stati utilizzati come “nemici invisibili”. Oggi nessun criminale si iscrive al club della “mafia”, l’appellativo gli viene dato dalla stampa e dalla magistratura, ed i cittadini fanno di tutta un’erba un fascio, quando si parla di un disoccupato disperato che deruba un appartamento, si parla di camorra, e mi sta bene, ma perché non si parla di mafia quando un gruppo di politici si organizzano per rubare milioni di euro truccando appalti pubblici ?

Quali sono i partiti “mafiosi” ?

E’ molto semplice capirlo, non sono i partiti che ricevono i voti ad essere i partiti della camorra, ma sono i partiti che ricevono i voti ad essere obiettivo della camorra.

In pratica non vale la pena cercare di spostare i voti durante una campagna elettorale, anche se costassero veramente 50 euro ed una busta della spesa, la mafia, quella vera, aspetta la fine delle elezioni e sposta direttamente le persone elette.

E’ più facile minacciare migliaia di cittadini, o un solo politico?

La mafia/camorra non ha bandiere e non ha colori, o meglio, assume i colori di chi vince le elezioni. Considerate poi che i colori in politica non esistono più, avete il quadro preciso del perché questo sistema va cambiato e si deve restituire il potere ai cittadini, perché è molto facile corrompere un parlamentare, un ministro o un sindaco, ma questo ha senso solo se queste persone continuano ad avere un potere, la possibilità di essere complici in qualcosa, la facoltà di commettere atti senza trasparenza e senza possibilità concreta di essere puniti.

In una Italia dove si vuole dare più potere ad un presidente del consiglio, i cittadini valgono sempre di meno. 

La camorra siamo noi, siamo noi ogni volta che giriamo la testa dall’altra parte, ogni volta che facciamo finta di non capire, ogni volta che abbiamo il culo pesante e non ci alziamo per andare a far rispettare i nostri diritti, ogni volta che ci arrendiamo, ogni volta che andiamo a votare.

Noi siamo di destra o di sinistra? 

Operazione FIATO SUL COLLO

Questo post è rivolto a chi sa cosa sia il moVimento 5 stelle per definire la mia personale operazione FIATO SUL COLLO, per tutti gli altri credo che scriverò un post “movimento for dummies“.

Il movimento è radicato su alcuni semplici principi che lo hanno reso così popolare ed ha aggregato milioni di persone, i presupposti su cui si basa sono meravigliosi e rasentano l’utopia, ecco perchè esistono tantissimi scettici.

Io il movimento lo conosco dall’interno e da tempo, e vi posso assicurare che quei principi sono rispettati QUASI sempre, e lì dove non vengono rispettati, esistono degli “anticorpi” che entrano in funzione e combattono per eliminare il “male” dall’interno.

Chi vi scrive si ritiene uno di quegli anticorpi, nella fattispecie, un forte antibiotico che si assume per via anale 6 volte al giorno fino a che il male non sparisce. E’ un mio diritto nonché dovere.

Quanto maggiore è la speranza che riponi in un progetto, tanto più è la forza che impieghi per difendere quegli ideali, nel mio caso difendere gli ideali del movimento 5 stelle significa difendere i propri principi ed i propri sogni.

Quando il movimento è nato ha iniziato ad intraprendere una strada giustissima, al grido “FIATO SUL COLLO“, secondo il principio che lì dove qualcosa non sia fatta alla luce del sole, è possibile che si nasconda una inculatura per i cittadini.

Questo, ad esempio, è il principio che ha portato  tantissimi gruppi locali del movimento, a richiedere che i consigli comunali fossero trasmessi in streaming, e che le decisioni pubbliche non venissero prese nei corridoi o negli studi privati.

Per questo motivo nessuno deve avere paura della trasparenza, e bisogna diffidare da chiunque voglia tenere qualcosa nascosta, sopratutto se parliamo di movimento 5 stelle.

Qualche volta sono anche stato minacciato di denuncia, ma adesso vi spiego quale è il metodo che applico verso tutti gli attivisti (ma proprio tutti) che, secondo il mio avviso, stiano ledendo i principi del movimento (e quindi i miei).

Fase 1 : conciliazione amichevole

Sicuramente molti errori sono ammissibili e dovuti magari alla troppa carica emotiva di un momento, ad una distrazione, ad un po’ di ignoranza, oppure dal fatto di avere sottovalutato che “ca’ nisciuno’ è fesso” (cit. Antonio De Curtis)

Quindi io avvicino privatamente la persona e gli faccio presente che la sua condotta non la condivido e cerco di argomentarne pacificamente le ragioni, non per imporre la mia volontà ma perchè magari ragionando si rende conto che sta commettendo un errore, oppure è capace di convincere me del contrario.

Fase 2 : terapia di gruppo

Se la prima fase fallisce, ed è plausibile che accada, allora cerco di raggruppare una cerchia ristretta di persone di cui l’elemento malato si fida e cerco di fargli spiegare da tutti (meetup locale nella maggior parte dei casi) che quello che sta facendo non è corretto.

In questo caso, a meno che non si sia diffusa una malattia infettiva all’interno del meetup che attacca le cellule dell’onestà, la terapia di gruppo funziona, ed in questo caso è necessario che il meetup locale prenda un posizione. A volte funziona.

Ci possono essere diverse ragioni per cui anche il secondo grado di giudizio può lasciare impunito l’attivista pazzo,  ed in genere è il rapporto umano costruito all’interno del gruppo, dove le persone perdono di vista gli obiettivi comuni ma danno peso al senso di amicizia, o alcune volte a qualche promessa di “far parte dello staff”.

Per ovviare anche alle difficoltà di una discussione in un gruppo ristretto, che come ho spiegato da un lato garantisce una certa riservatezza al problema nella speranza di risolverlo prima che i danni siano consistenti e dall’altra parte si potrebbe rischiare che non venga preso nella giusta considerazione, esiste il terzo grado di giudizio.

Fase 3 : accendiamo i riflettori

Dopo aver trattato prima direttamente e poi in maniera ristretta la situazione, si può procedere alla lapidazione in pubblica piazza.

In questa fase mi espongo personalmente alla lapidazione, perché in genere io non vado quasi mai ad affrontare argomenti facili da digerire, per esempio quando ho combattuto contro l’apertura di una associazione che voleva accentrare dei poteri all’interno di una struttura piramidale, spacciandosi per movimento 5 stelle locale, ho dovuto rischiare di far saltare diversi “onorevoli” che avevano usato la stessa tecnica per farsi la campagna elettorale. (fare riferimento alla guida pratica sul m5s per capire perchè non si possono fare associazioni)

Insomma, ci sarà un motivo se a me qualcuno proprio non mi può vedere….

La fase 3 non fa più sconti di pena, relaziono su un noto blog tutto l’accaduto, il blog è firmato e controfirmato quindi sono disposto ad essere denunciato.

Al momento sono poche le segnalazioni che arrivano ad affrontare il terzo grado di giudizio, la maggior parte delle cose che non vanno all’interno del movimento 5 stelle (almeno dalle mie parti) le risolvo già con il primo grado, al massimo il secondo.

Sopratutto le persone che già sono passate alla fase 3 una volta nella vita se ne guardano bene dal commettere errori, o a ripeterli. 
Voglio sottolineare che con la mia operazione “FIATO SUL COLLO” non influenzo o ricatto nessuno, ma do il mio piccolo contributo affinchè il movimento resti quello che ho conosciuto e non diventi un COLLOCAMENTO A 5 STELLE fatto da ARRIVISTI A 5 STELLE.

Ed ora sono “cavoletti di Bruxelles”

Da quando il moVimento 5 stelle è riuscito ad entrare nei “palazzi” molte cose in Italia sono cambiate, anche agli occhi degli osservatori meno attenti. Il popolo italiano, abituato ad apprendere i fatti della politica dalla stampa e dalla televisione, sta acquisendo una sempre maggior consapevolezza dei meccanismi che realmente ci hanno ridotto nelle condizioni disperate in cui versiamo. Abbiamo capito che in Italia non esiste una vera attività parlamentare. Abbiamo visto con i nostri occhi che i parlamentari votano su indicazione delle segreterie dei partiti, del Governo, delle lobby, non si spiegherebbe come mai sono sempre così compatti nel voto, pur essendo dotati tutti di una coscienza personale. Abbiamo imparato a conoscere la tecnica dei “decreti di urgenza”, delle proposte “accorpate” che prevedono di votare un pacchetto di disposizioni disomogenee, una di tipo “populista” (abolizione IMU, femminicidio, lotta alla mafia) che da il titolo al pacchetto, assieme ad altre di natura completamente diversa (favori alle lobby, militarizzazione dei cantieri che tutelano interessi privati, abbassamento delle pene ai politici che speculano sulla disperazione dei cittadini).

Questi sono modelli utilizzati da sempre, la politica di palazzo non al servizio dei cittadini ma soggiogata ai poteri economici di privati di cui tutela gli interessi economici. Il M5S ha fatto una cosa semplice, ha acceso i riflettori su questo sporco mondo finora protetto da una diffusa complicità elitaria, e sono iniziati a scoprirsi gli altarini. Giovanni Falcone diceva “segui i soldi e troverai la mafia”, ed è proprio questo il cammino naturale dei milioni di attivisti del moVimento 5 stelle che stanno per entrare nel covo dei boss : Il Parlamento Europeo, il luogo dove tutto ha avuto inizio.