cava Alma

Interrogazione Parlamentare sulla cava Al.Ma. a Villaricca (NA)

Atto Camera pubblicato in data 28 marzo 2015 su Atti Indirizzo e Controllo della camera dei Deputati. Interrogazione a risposta scritta 4-08606

presentato da MICILLO Salvatore
testo di Venerdì 27 marzo 2015, seduta n. 401
MICILLO, BUSTO, DE ROSA, DAGA, MANNINO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
nel comune di Villaricca (Napoli), a ridosso dell’istituto comprensivo Italo Calvino e della villa comunale di Via Bologna, vi è una cava denominata «AL.MA.», risalente al 1994 e oggi chiusa al conferimento e, almeno formalmente, messa in sicurezza;
la presenza di tale cava desta preoccupazioni per tutti gli abitanti della zona, principalmente per l’incertezza della tipologia degli scarichi che vi si sono operati e per le emissioni che tutt’oggi si diffondono nell’aria e che sono percepibili chiaramente in prossimità della cava. A testimonianza della fondatezza della preoccupazione degli abitanti, basti pensare che questi, fino a qualche anno fa, avevano la visuale parzialmente coperta dalla presenza della cava ed ultimamente la visuale si è liberata in quanto la discarica si è materialmente «abbassata»;
nessuna notizia si ha dell’esistenza di impianti di trattamento del percolato in tale cava per cui è certo che gli inquinanti provenienti dalla discarica, quali percolato ed altre sostanze, vengano assorbiti direttamente dal terreno;
come se non bastasse, gli abitanti di via Bologna sono assillati anche delle discariche abusive presenti alla fine di via Bologna, a confine con i comuni di Giugliano e Qualiano;
a detta degli abitati: «Con le giornate di vento siamo costretti a chiuderci in casa per la puzza nauseabonda proveniente dalle discariche»;
cava AL.MA. prende il nome dalla società AL.MA. di Villaricca la quale a sua volta è riconducibile all’imprenditore Luca Avolio;
la discarica dell’AL.MA. era al centro di un traffico di rifiuti che coinvolgeva il gotha criminale dello smaltimento dei rifiuti, così è riportato dalle dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo e così emerge dalla relazione finale della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta nella XVI legislatura da Gaetano Pecorella;
Luca Avolio, il titolare dell’Alma, partecipava ai summit con Gaetano Vassallo, ora collaboratore di giustizia e l’avvocato Cipriano Chianese ritenuto il capo della cupola dei traffici di rifiuti tra nord e sud; importante è il passaggio della sentenza di condanna emessa dal giudice per l’udienza preliminare in data 19 luglio 1994, procedimento n. 9731/93 R.G. nei confronti di Gaetano Cerci ritenuto il braccio destro di Cipriano Chianese. Qui si ricostruisce anche il ruolo di Avolio: «… il Cerci era stato delegato da Francesco Bidognetti (detto Cicciotto e’Mezzanotte) a rappresentarlo, in quanto latitante, nella gestione del traffico di rifiuti […] partecipando alle riunioni operative con i gestori delle discariche interessati dai traffici illeciti: Avolio, Vassallo e Chianese»;
lo stesso Luca Avolio fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Adelphi, la sua discarica riceveva indebitamente le autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti da parte dell’ex assessore provinciale Raffaele Perrone Capano –:
se il Ministro intenda inviare un’ispezione del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente nelle aree descritte al fine di valutare quanto segnalato in premessa. (4-08606)