movimento

Mille domande una risposta : ma cosa succede nel movimento a Giugliano?

Ci sono dei post che non vorrei scrivere, ma in nome della trasparenza credo siano dovuti.

Era l’inizio del 2012 quando ho conosciuto il gruppo di Giugliano, il comune non capoluogo di provincia più grande della regione, ad un chilometro da casa mia, composto da un numero di persone che ho visto variare dai 30 ai 130 attivisti.

Un gruppo di persone non omogenee, ma con l’obiettivo comune di mettere in pratica i principi del movimento, che non sono di così immediata comprensione ed applicazione. Un gruppo di persone combattive, che i problemi non li legge su un blog ma che li vive quotidianamente, quindi davvero in prima linea ad affrontare i problemi quotidiani come la camorra e la mala politica.

Un gruppo di persone che negli anni ha subito attacchi dall’esterno e dall’interno, che ha ospitato persone di diverse estrazioni che a volte i principi del movimento hanno tentato di interpretarli e fare della forza di un gruppo un mezzo per raggiungere un interesse, che nella quasi totalità dei casi, rappresentava un riscatto personale verso una società che li aveva emarginati per ragioni diverse.

Ho ascoltato, ho guardato, ed ho sempre cercato di dare il mio contributo come attivista cercando di tenere a bada la suscettibilità e l’arroganza di persone che consideravano le assemblee come degli sfogatoi o come un trampolino di lancio verso chissà cosa.

E’ successo che il gruppo ha attraversato un brutto periodo, in cui alcune personalità più forti hanno inventato, e poi acquisito, ruoli particolari, neanche contemplati nella filosofia del movimento 5 stelle, ed hanno messo da parte alcune persone che avrebbero ostacolato la loro visibilità, ad un certo punto c’è stato il pericolo che si creassero due gruppi, cosa che a volte accade.

Io ho sempre pensato che l’esistenza di due gruppi sullo stesso territorio fosse sintomo di incomprensione, oppure di mala fede. Il movimento 5 stelle è uno, i principi sono semplici e banali da capire, se qualcuno si sente di sposare questi principi lo fa per un obiettivo molto più alto del proprio personalismo, e non concepisco il fatto che debbano esistere due gruppi se veramente sono formati da persone che la pensano allo stesso modo.

Per questo motivo un gruppo di persone si sono allontanate dal meetup ed hanno iniziato ad incontrarsi per capire come porre fine ad una serie di comportamenti che si ritenevano non giusti. Nel frattempo il meetup provvedeva a designare un attivista come candidato portavoce a sindaco per le prossime elezioni comunali, una scelta che non ha coinvolto tutti gli attivisti che nel frattempo erano stati messi alla porta con motivazioni pretestuose.

Ho cercato di parlare con tutti e mi sono reso conto che tra tutti gli attivisti solo alcuni erano causa di questi dissidi, persone che portavano avanti questioni di principio personali e non il bene comune. Si è deciso quindi di protestare, la protesta è la forma più nobile per difendere i principi, indicando in maniera precisa quali si ritenevano fossero gli abusi e le irregolarità presenti all’interno del gruppo, lo abbiamo fatto in una pubblica assemblea leggendo un comunicato in cui si denunciavano i comportamenti che non erano in linea con il non-statuto, unico documento a cui gli attivisti veri dovrebbero far riferimento.

Questa mia presa di posizione mi è costata la mancanza di supporto durante le “primarie” online del movimento 5 stelle per le Regionali da parte della maggior parte degli attivisti di Giugliano, ma non potevo barattare il consenso con i principi morali.

Successivamente, dopo che inaspettatamente sono risultato tra le persone che la maggior parte degli attivisti Campani ha reputato di voler candidare per le prossime elezioni del consiglio regionale della Campania, una parte degli attivisti del gruppo di Giugliano, quelli che credono nei principi del movimento, mi hanno riconosciuto un ruolo di portavoce, ed allora ho chiesto a tutti loro di fare un passo indietro rispetto alle posizioni personali e di rimettere tutti i ruoli autoassunti o frutto di elezioni svolte in maniera non democratica.

Il primo a rispondere a questo appello è stato proprio il candidato sindaco, che si è reso disponibile a dimettersi nel caso in cui una nuova assemblea, questa volta aperta a tutti, non avesse confermato la scelta di candidarlo.

Questa decisione non fu presa di buon grado da tutti, in particolare da chi aveva paura che delegittimando quella votazione, si sarebbe delegittimato il proprio ruolo, ma ormai i sani principi dovevano essere messi in prima linea, e questo sarebbe stato l’unico modo per tutelare l’onestà delle tante persone che avevano dedicato anni della propria vita a combattere affinchè anche Giugliano avesse almeno un gruppo di cittadini onesti intenzionati a stravolgere il sistema politico-mafioso esponendosi in prima linea.

Nicola Palma, unico nome che farò in questo testo per rispetto della privacy di tutti, da candidato portavoce a sindaco, ha rimesso il suo mandato, in più di una assemblea, quasi tutti (e dopo tornerò su questo punto) gli hanno ribadito pubblicamente che lui sarebbe stato il candidato ideale, se questo non fosse stato scelto da una assemblea che difettava di democrazia.

Nicola ha incontrato tutti, in assemblea, in piazza ed a casa di diverse persone ci siamo incontrati per evidenziare tutte le criticità di un movimento che non rispetta i propri principi, abbiamo invitato chi volesse proporsi come alternativa al portavoce di farsi avanti, di dirlo in assemblea, di palesare le proprie intenzioni e di sottoporsi al voto di una assemblea che adesso non aveva più una maggioranza costituita, ma era formata di liberi cittadini, che si erano riuniti ed avevano deciso di fare un passo indietro per rispetto del movimento 5 stelle.

In quelle occasioni ho visto la coerenza e la serietà di molti attivisti, e la mala fede di chi voleva che Nicola Palma si dimettesse solo per danneggiare il movimento, infatti di li a breve alcuni di questi attivisti si sono allontanati dal gruppo ed hanno sfruttato i social network per diffamare il resto delle persone, oppure hanno inviato dei comunicati stampa in cui si definivano “veri attivisti cacciati dal movimento”, mistificando la verità.

Tutti hanno avuto la possibilità di cominciare a partecipare e ricostruire, con un processo democratico, il movimento 5 stelle di Giugliano.

Alcuni di loro, di li a breve, li abbiamo visti creare liste alternative, appoggiare la vecchia politica, fare accordi, altri in maniera meno palese sono ancora sul mercato aspettando un compratore ed altri restano seduti a casa e da dietro ad una tastiera, senza mai essere venuti più in assemblea, distorcono la verità, commentando continuamente ogni post degli attivisti di Giugliano ed ancora non hanno palesato la loro posizione.

Alcuni si autodefiniscono “eccellenze” non prese in considerazione, ma non dimostrano di dare alcun contributo reale, altri stanno a guardare.

Ho scritto questo post perché devo continuamente dare le stesse spiegazioni a centinaia di commenti lasciati dalle stesse 3 o 4 persone, una tecnica di disinformazione che serve a ricattare, portando alla esasperazione chi è in buona fede e deve passare le giornate a difendersi da notizie false invece di potersi dedicare ai progetti del movimento 5 stelle.

La scelta del candidato sindaco a Giugliano si è ripetuta, ha coinvolto tutti gli attivisti che hanno scelto di dare la loro partecipazione, provenienti dalla parte sana di tutti i “due gruppi”, e Nicola Palma è stato scelto all’unanimità, ricevendo il voto degli attivisti a cui ha dimostrato la maturità di mettere al primo posto il movimento 5 stelle, e non comportandosi in maniera compiacente pur di elemosinare consenso, ma questo non lo sanno tutti, non lo sa chi conosce il movimento leggendo i giornaletti di partito che diffondono su scala nazionale il commento infelice di un candidato del movimento 5 stelle, e non si scandalizzano per l’arresto di un esponente politico di altri orientamenti.

Leggete questo post quando vi raccontano che a Giugliano ci sono persone “epurate”, le assemblee sono pubbliche e tutti gli attivisti possono partecipare. Leggete questo post quando vi dicono che a Giugliano c’è una segreteria di partito, l’unico potere decisionale a Giugliano lo ha l’assemblea, e mai può deliberare qualcosa in violazione dei principi del movimento.

Leggete questo post quando trovate un commento che accusa questo gruppo di cose inesistenti, leggete quanta rabbia è contenuta, verificate le informazioni, sono sempre generiche, astratte, che fanno riferimento ad episodi passati e superati, e purtroppo molte volte anche puerili e volgari.
Verificate chi scrive questi commenti, a volte si definiscono “attivisti eccellenti”, ma nella maggior parte dei casi non sono ne attivisti e ne eccellenti, oppure hanno solo interesse a screditare il movimento 5 stelle.

Io personalmente rispetto ogni idea politica che una persona possa avere, ho le mie convinzioni ma non le voglio imporre, cerco di non essere volgare anche se vengo provocato, preferisco lavorare a progetti concreti piuttosto che partecipare a sterili conversazioni sui social network, anche se non mi sottraggo al sano confronto. Io credo che una persona che si ritiene attivista del movimento 5 stelle non possa criticare il movimento 5 stelle, ma non per questioni campanilistiche, semplicemente perché sta criticando se stesso, sarebbe molto più efficace attivarsi e dimostrare con il buon esempio come si fanno le cose.

lgbt

La comunità LGBTE

Tutti gli esseri umani sono uguali? Fortunatamente no, la ricchezza del genere umano è proprio la sua diversità, discorso diverso è quello dei diritti, tutti gli esseri umani dovrebbero avere diversi gli stessi diritti.

E' chiaro che una società ideale non dovrebbe perseguire l'uguaglianza ma molto più semplicemente l'equità, e questo passaggio per essere accettato deve passare per una crescita culturale.

La "comunità LGBT" è formata dai cittadini che, avendo un orientamento sessuale diverso da quello ritenuto "comune", evidenzia di essere oggetto di discriminazione nella nostra società in diversi campi.

Io appartengo alla comunità "LGBTE", la cui sigla comprende le iniziali delle parole Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender ed Eterosessuali.

Anche la sola esclusione della categoria "E" eterosessuali, a mio avviso è discriminante, non tutti gli eterosessuali si sentono di appartenere a questa categoria scegliendo di non nascondere la propria "omofobia", come anche appartenenti della comunità LGBT non riescono a non sentirsi esclusi manifestando la propria "eterofobia".

 

 

Esseri umani al di là delle sigle

la posizione del Movimento 5 Stelle

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il movimento 5 stelle di è espresso favorevolmente sulle unioni civili e sui matrimoni gay, come anche sul principio che ogni persona può sentirsi di non appartenere al sesso attribuitele alla nascita e, di conseguenza, una legge deve favorirne il cambio di identità.

Il tema delle adozioni non è ancora stato affrontato, i cittadini attivisti del movimento non hanno avuto modo di esprimersi. Personalmente (ma solo personalmente) ritengo che sia un argomento che riguardi più la tutela dei minori che i diritti di coppia, e l'affidamento di minori ad una coppia coinvolge problematiche che vanno affrontate da tutta la comunità LGBT+E.

Per i meno pratici, molte famiglie sono formate da un solo genitore, quindi un secondo genitore dello stesso sesso non sarebbe un problema per la crescita di un bambino, l'importante che nella famiglia ci siano i mezzi, ed il clima giusto, per la sicurezza e la crescita. Il clima viene dato da una serie di fattori, gli argomenti sono molti, ma tra questi parametri non credo che il sesso dei genitori debba essere una discriminante.

Molti appartenenti alla comunità LGBT sono conosciuti per il lato folkloristico della loro vita, a volte non ci si rende conto che la vita di tutti i giorni non è un gay-pride, e che conducono una vita regolare ed idonea alla crescita di un bambino, il tribunale dei minori che affida un bambino ad una coppia dovrà quindi tenere conto degli aspetti di cui tiene conto quando affida un figlio in adozione ad una coppia etero.
Al momento queste tematiche sono tematiche che deve affrontare il governo centrale, non le regioni o i comuni, a parte l'istituzione del registro delle unioni civili.

movimento 5 stelle

Rispetto e dignità

Esistono diversi problemi reali che non riguardano le coppie omosessuali ma la dignità dei singoli. I limiti culturali di una parte della nostra società possono essere affrontati difficilmente dall'azione politica, dovrebbe esserci una maggiore apertura culturale da parte di tutti, ma ci sono degli aspetti che molte persone non conoscono.

I transgender, in particolare i transessuali, hanno ad esempio delle serie difficoltà a rivolgersi alle strutture ospedaliere che sono completamente impreparate a gestire l'identità sessuale di questi pazienti, non avendo nè mezzi, nè cultura per collocarli in idonei reparti.

La gestione di questi problemi di integrazione sociale parte dalla sua conoscenza, e la creazione di progetti idonei al rispetto della dignità umana.

espo campania

Riprendiamoci la Campania

La Campania è il vero ombelico del mondo, terra di eccellenze, porto del Mediterraneo, culla della cultura.

Il tema dell’EXPO di Milano sarà quello della nutrizione, a 1000 chilometri di distanza dall’epicentro della cultura culinaria della nostra nazione, dal laboratorio di espedienti che ha dato vita alla cucina mediterranea, dall’origine di capolavori che hanno fatto il giro del mondo. La sfogliatella, la pizza, il babà, la mozzarella, il pomodoro e la cultura per la tavola.

La Campania è anche il luogo dove il cibo non è solo un culto, ma una religione, il luogo dove sempre più persone hanno difficoltà a mettere il piatto a tavola, ma le nostre donne trovano sempre la creatività per ridurre gli effetti della crisi.
La Campania ha tutte le caratteristiche per ospitare l’ESPO’
Non ho scritto male, non EXPO (da exposition) ma ESPO’ (da esposito, cognome tipico napoletano)

L’origine etimologica del cognome Esposito è ben nota, e proviene dalla parola esposto, cioè messo nella ruota degli esposti. Quest’ultima, tuttora visibile presso la parete esterna dell’Ospedale dell’Annunziata di Napoli, era destinata ad accogliere tutti i bambini abbandonati dalle madri. I bambini venivano cioè affidati (esposti) alla misericordia della Madonna dell’Annunziata.

Il meccanismo della ruota era tale da consentire alla madre di mantenere ignota la propria identità, in quanto dall’interno non era possibile visualizzare chi lasciasse il bambino. Nella sala interna, il bambino veniva accolto e dotato di un segno di riconoscimento, di cui una parte veniva data alla madre (una mezza medaglietta, un lembo di lenzuolo, o altro oggetto). Questo accorgimento consentiva, in caso di pentimento, che madre e figlio potessero essere ricongiunti.

E’ arrivato il momento che noi tutti, prendiamo il pezzo di lenzuolo mancante, ed andiamo a riprenderci la nostra Campania.

osservatorio regionale per la tutela della dignità

Osservatorio Regionale per la tutela della Dignità

osservatorio regionale per la tutela della dignitàIl progetto dell’Osservatorio sulla Dignità sta andando avanti, il tavolo di lavoro sta sviluppando idee e i vari aspetti sono in fase di studio più approfondito. Ho con piacere visto che il tema è molto sentito da tutti gli attivisti con cui ne sto parlando.

In questi giorni mi sto confrontando con associazioni ed Istituzioni per raccogliere pareri e suggerimenti e sto mettendo assieme un documento descrittivo dell’iniziativa.

Dopo una adeguata condivisione del lavoro con tutti gli altri candidati alle prossime elezioni regionali in Campania, spero che questo progetto sia inserito nel programma del moVimento 5 Stelle.

Dopo il mio primo post che lanciava l’idea dell’Osservatorio, ho ricevuto molti consensi e contributi dai cittadini e dagli attivisti, e questi sono stati tenuti in considerazione per migliorare la struttura di questo importante strumento di recupero sociale, sviluppo occupazionale e molto di più.

Su questo blog cercherò di tenere aggiornati tutti, e continuo ad invitare chiunque volesse collaborare a mettersi in contatto con me.

regolamento 5 stelle

Il regolamento del moVimento 5 stelle

Il moVimento a 5 stelle nasce su alcuni principi ispiratori presenti nella “Carta di Firenze” ed alcune semplici regole riportate nel “non-statuto“.

Non-regole così elementari che qualcuno spesso pensa che siano da non-rispettare.

Oggi viene presentato un “regolamento del movimento a 5 stelle” che, a mio avviso, non introduce nessuna novità rispetto alle regole precedenti, che vengono solo riscritte in maniera più chiara, e la mia speranza è che riduca il rischio di “interpretazione” che può diventare molto pericolosa se usata da personaggi senza scrupolo che hanno l’unico obiettivo di sfruttare le speranze di un popolo per reintrodurre lo stesso vecchio modo di fare politica.

Prendiamo ad esempio l’uso del logo. Io conosco personalmente persone che si sono auto nominate “addetti stampa” ed inviano periodicamente “comunicati stampa del movimento 5 stelle” con il solo scopo di diffamare persone o promuovere iniziative personali che non seguono i principi del movimento 5 stelle, promuovendo individualità e millantando così “poteri” di influenza sull’opinione pubblica.

Fino ad oggi queste persone si sono sempre nascoste su una libera interpretazione circa l’uso del logo del movimento 5 stelle, ed in realtà si sono sempre vantati del fatto che, nonostante le numerose segnalazioni allo staff, nessuno abbia mai provveduto a bloccare le loro iniziative.

Io sono sempre più convinto che garantire ai cittadini che le iniziative promosse sotto la bandiera del movimento siano iniziative “D.O.C.”, rappresenti un passo in avanti enorme per un movimento politico che oggi subisce i danni causati da finti attivisti, finti portavoce e finti addetti stampa che in maniera indiscriminata abusano di un logo che a loro non appartiene.

Se questo vuole dire sottolineare le regole, ed organizzarsi internamente per gestire meglio le segnalazioni degli attivisti, io non posso che prendere questa notizia con fiducia, sono contento per il nuovo regolamento a cui imputo un solo difetto : doveva arrivare anche prima.

MA QUALE TERRA DEI FUOCHI???

I roghi tossici non sono la causa, ma l’effetto di un problema sociale.
L’ultimo stadio di un percorso di rifiuti nati da un comparto produttivo sommerso, figlio di una politica industriale fallimentare.
Regolarizzare la salute delle piccole industrie e del terziario è l’unico modo per spegnere i fuochi di disperazione di questa terra.

Vorrei che questa terra non fosse più chiamata Terra dei Fuochi per il solo motivo che dare importanza al fumo distrae sulle vere tematiche, che nessuno affronta perché sono troppo scomode e non restituiscono consenso.

È facile dire che il fuoco è il male, non ti metti nessuno contro, ma se dicessimo la verità?
Centinaia di imprenditori operano senza regole ed un sistema sommerso (che dà lavoro a migliaia di persone) si libera degli scarti della lavorazione illegale di prodotti (a volte di eccellenza) che sfuggono al fisco e così nascono i roghi tossici.

Tutti riescono a criticare i “roghi” disegnando “estintori” di ogni colore, ma pochi sono gli onesti che hanno il coraggio di mettere in discussione i posti di lavoro a nero di migliaia di “elettori”.

I ROGHI TOSSICI SI SPENGONO CON IL CORAGGIO, questo territorio deve ritornare LA TERRA DEI CORAGGIOSI

Volo di prova per UAC (assistito)

Descrizione del test di volo

Ho effettuato un test di volo dell'UAC, al momento necessario per controllare come il dispositivo rispondesse ai comandi manuali dopo la sostituzione di alcuni componenti, nel video c'è anche una breve descrizione di parte della componentistica hardware, dove ho dimenticato di citare gli accelerometri tra i sensori.
Al momento sto realizzando la parte software che rileva informazioni dai sensori che ho scelto per controllare la qualità dell'aria, le prossime prove serviranno a capire che misurazioni si possono fare ad una quota di 100 metri.

Altri articoli sull’UAC

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Abolire Equitalia : entro il 7 luglio si presenta la proposta in Parlamento

PROPOSTA DI LEGGE

Soppressione della società Equitalia Spa e trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate, nonché determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione

Ecco la proposta presentata l’11 aprile 2014

Dal 1o ottobre 2006, con il decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006, denominato « decreto Bersani- Visco », è stato soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e le funzioni relative alla riscossione sono state attri- Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI buite all’Agenzia delle entrate che le esercita tramite la società Equitalia Spa. Le modalità con cui la società Equitalia Spa effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. La società, infatti, fa lievitare considerevolmente il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi che, sommati, arrivano a toccare il tasso d’usura. Il risultato è stato l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale. Gli elementi componenti della riscossione risultano, pertanto, ingiustificati e irrazionali in quanto sono, esclusivamente, a favore della società Equitalia Spa: il diritto all’aggio è pari al 9 per cento o all’8 per cento per i ruoli emessi dal 1o gennaio 2013; l’interesse di mora è pari allo 0,615 per cento annuo; il diritto delle spese di esecuzione e delle spese di notifica è pari a 5,88 euro; gli interessi sono calcolati con il cosiddetto « metodo alla francese ». Se il debitore paga oltre la data di sessanta giorni stabilita dalla legge verrà corrisposto, alla società Equitalia Spa, l’importo del debito aumentato di tutti i componenti citati: gli importi relativi agli interessi di mora alle sanzioni sono attribuiti all’ente creditore, mentre gli importi relativi al diritto all’aggio e alle spese di notifica sono attribuiti alla società Equitalia Spa. Se il debitore paga entro i sessanta giorni prescritti, l’importo relativo al diritto all’aggio è ripartito tra il debitore e l’ente creditore, oltre agli importi relativi agli interessi di mora e alle spese di notifica. In tale caso si garantisce quindi sempre il 9 per cento o l’8 per cento dell’importo alla società Equitalia Spa a discapito dell’ente creditore, che dovrà procedere al pagamento di una somma « non dovuta ». Quanto esposto è legale perché regolamentato dal codice civile ma è, al contempo, profondamente ingiusto in quanto la società Equitalia Spa, essendo una società per azioni, non mira a recuperare crediti non pagati bensì a garantirsi un guadagno. Questi poteri e le modalità con le quali essi sono stati affidati a una società per azioni non hanno portato i risultati sperati in termini di lotta all’evasione fiscale e di riscossione dei crediti, ma hanno aumentato la distanza tra il cittadino e le istituzioni. Non pochi sono stati gli atti intimidatori nei confronti della società Equitalia Spa e dei suoi rappresentanti e di continuo si assiste al suicidio di numerosi cittadini debitori vessati dall’eccessiva burocrazia e da una procedura di riscossione certamente poco favorevole al contribuente. Le considerazioni fatte trovano conferma anche nell’ultima relazione sullo stato dell’attività di riscossione nel 2011 (doc. CI, n. 1 del Senato della Repubblica) presentata dall’allora Ministro dell’economia e delle finanze, il dottor Grilli, in cui emerge che: « nel secondo semestre 2011 l’acuirsi della crisi economica ha determinato la diffusione di un clima di tensione e di ostilità contro Equitalia (...). Tali contestazioni, unite all’adeguamento dei sistemi informatici alle misure legislative approvate dal Parlamento in luglio, hanno generato riflessi negativi sull’andamento dell’attività di riscossione, testimoniato da una riduzione degli incassi ». Come testimoniato dalla stampa e dalle indagini della magistratura, un ulteriore motivo che contribuisce al malfunzionamento del vigente sistema della riscossione è la facilità con la quale risulta possibile corrompere i funzionari della società Equitalia Spa, circostanza, quest’ultima, ulteriormente aggravata dalla poco adeguata attività di controllo del Ministero dell’economia e delle finanze. Oltre al danno, quindi, anche la beffa di un palese conflitto di interessi che si manifesta con il doppio incarico dato al Direttore dell’Agenzia delle entrate che diviene anche Presidente della società Equitalia Spa, in quanto l’Agenzia delle entrate vanta una partecipazione societaria pari al 51 per cento nella medesima società. Si palesa quindi una circostanza in base alla quale il controllato è anche controllore di se stesso.

Gli articoli della proposta di legge

Nella presente proposta di legge, all’articolo 1 si prevede la soppressione della società Equitalia Spa a decorrere dal 1o gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia Spa e delle società pubbliche ad essa collegate. L’articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali è stata pronunciata una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto i reati di natura fiscale, sono considerati estinti e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor a dodici mesi da applicare sulla base delle modalità e dei criteri stabiliti da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, comunque gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il valore del tasso medio stabilito dalla legge 7 marzo 1996, n. 108. L’articolo 3 reca disposizioni in materia di assunzioni presso l’Agenzia delle entrate – Direzione centrale per la riscossione, prevedendo una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni per il personale impiegato presso la società Equitalia Spa. L’articolo 4 reca le disposizioni finali.

Un’idea per Taverna del Re

Il problema “Taverna del Re”

"Taverna del Re" è la località situata nella provincia a nord di Napoli, nel comune di Giugliano in Campania, che ospita un sito di stoccaggio "provvisorio" di rifiuti imballati denominati simpaticamente "eco-balle".

Al momento il sito contiene circa 6 milioni di tonnellate di "eco-balle" il cui contenuto ufficialmente è "rifiuti combustibili", il che significa che gode delle agevolazioni previste dal sistema CIP6, ovvero delle agevolazioni economiche per l'energia prodotta dalla combustione degli stessi (che assimila quindi la produzione di energia dalla combustione dei rifiuti, alla produzione di energia usando le fonti rinnovabili come vento, sole, sorgenti geotermiche o cascate)

Per questo motivo, mentre in altre parti d'Europa gli inceneritori chiudono perchè grazie alla raccolta differenziata manca la materia prima da incenerire, qui in Campania ci siamo fatti una consistente scorta in vista dell'apertura di nuovi inceneritori.

A questa operazione esistono diversi intoppi, il primo è che questi rifiuti ormai hanno perso buona parte del potere calorico e quindi per produrre energia in un termovalorizzatore dovrebbero essere "accompagnati" da monnezza fresca, il cui reperimento sarebbe ostacolato da una raccolta differenziata reale, il secondo è che ci sono forti sospetti (nonchè indagini in corso da decenni) che fanno ritenere che in queste ecoballe ci siano materiali sversati illecitamente dalla camorra e che potrebbero essere tossici e non inceneribili.

La bugia dei termovalorizzatori Olandesi

in nord Europa, si dice, che i termovalorizzatori siano sovradimensionati perchè loro, da bravi cittadini, sanno fare la raccolta differenziata, sanno riciclare, ed allora bruciano sempre meno rifiuti ed hanno spazio per la nostra monnezza. Molti comuni pagano le società che gestiscono gli inceneritori dovendo garantire una certa quantità di CDR (combustibile di rifiuti) e quindi piuttosto che pagare a vuoto preferiscono bruciare i nostri rifiuti con un costo inferiore a quello che costa da noi.

PARZIALMENTE VERO MA NON CI FANNO SAPERE TUTTA LA VERITA'

Mentre qui si continua a sponsorizzare la cultura dell'incenerimento, i rifiuti Napoletani spediti in Germania, sono finiti nell'impianto di trattamento meccanico-biologico di Croebern in Sassonia e sono stati riciclati, diventando materia prima che poi è stata rivenduta.

LA VERITA’ CHE NON VOGLIONO FARCI SAPERE

La spazzatura non esiste, ci pensavo proprio oggi mentre buttavo una buccia di banana nel sacchetto dell'umido, in realtà non appena la buccia tocca il sacchetto diventa spazzatura, ma finchè la tieni in mano è una buccia di banana.

Siamo noi che consideriamo quello che buttiamo come un peso, perchè anche se sappiamo che la maggior parte di quello che usiamo può essere riciclato, non ci poniamo sempre il problema di cosa succede ai materiali una volta che li abbiamo chiusi in un sacchetto.

In realtà non produrre "spazzatura" andrebbe ad impoverire un business miliardario che si basa sul ciclo dei rifiuti, che tutto fanno tranne "ciclare".

Oggi abbiamo una visione per cui la spazzatura andrebbe buttata in maniera differenziata perchè così poi può essere recuperata, i materiali diventano nuovi prodotti che poi vengono reimmessi sul mercato.
Quindi pago quando compro qualcosa, pago quando la butto e poi magari ripago per ricomprarla dopo che gli donano una nuova vita... ma sarebbe troppo bello se fosse vero.

Il segreto è non differenziare

Fare la raccolta differenziata non è pratico, non è gradito dai cittadini e non è necessario.
Se lo scopo è quello di agevolare il recupero delle materie prima, qualcuno spieghi a chi "comanda" che le moderne tecnologie possono aggirare questi problemi.

In un centro di trattamento meccanico-biologico, la raccolta differenziata si fa con due soli contenitori : ORGANICO e ALTRO MATERIALE.

L'organico è il problema minore, è per la maggior parte residuo alimentare, comunque è subito adatto per andare in compostiera ed essere restituito a madre terra per concimare.

ALTRO MATERIALE, (che non sia classificato tossico) può essere indirizzato in un impianto TMB (trattamento meccanico-biologico) che, come potete vedere nel video, è capace di prendere la spazzatura INDIFFERENZIATA e dividere le materie prime che la compongono per poi avviarle all'industria che riciclerà.

L'impatto ambientale è assente, gli investimenti sono inferiori rispetto ai termovalorizzatori, e permettono di trasformare la spazzatura in denaro, recuperando il 90% dei materiali.

L’impianto di Croebern

  • capacità 300.000 tonnellate di rifiuti urbani all'anno
  • costo 75 milioni di euro
  • area 36 ettari
  • luogo : Germania

Lo Sisp di Taverna del Re

  • capacità 6 milioni di tonnellate di eco-balle
  • finanziato pubblicamente
  • area 130 ettari
  • luogo Italia

Se le eco-balle fossero eco-balle

Se le ecoballe tossiche di Taverna del Re fosse separata dal resto delle ecoballe queste venissero trattate in un impianto TMB, ecco quale sarebbe la simulazione economica:

invio a Croebern (esempio)

  • tempo necessario 20 anni
  • costo 600 milioni di euro
  • utile generato dalle materie prime : 0

Realizzazione nostro impianto TBM

  • tempo necessario 10 anni
  • costo 120 milioni di euro (la metà di un inceneritore)
  • utile medio generato dalle materie prime : 120 miliioni di euro

Trasformiamo Taverna del Re in ricchezza

6 milioni di tonnellate di materie prime stanno aspettando solo di essere differenziate e reimmesse in circolazione, una ricchezza enorme che viene venduta sul mercato a prezzi che vanno da 20 euro a tonnellata per la carta congiunta ed i 23 euro a tonnellata per il ferro, fino ad arrivare ad 80 euro a tonnellata per la carta selettiva.

Oggi possiamo decidere tra :

* pagare 180 euro a tonnellata per bruciare la spazzatura sul nostro territorio
* pagare 130 euro a tonnellata per portarla all'estero
* guadagnare 20 euro a tonnellata per trattarla senza impatto stesso in loco

Quale sarà la scelta dei nostri governatori?

camorra

La camorra è di destra o di sinistra?

La “camorra“, o la “mafia” o qualsiasi altro nome inventato per farci credere che esista una linea di demarcazione tra il bene ed il male, ha assolutamente bisogno della complicità della politica, e la politica corrotta ha bisogno dei “poteri forti” senza scrupoli della criminalità organizzata.

Questo sono concetti obsoleti, di quando si poteva ancora sperare che la politica e la mafia fossero due cose diverse, oggi le organizzazioni criminali strutturate, hanno i loro uomini all’interno di tutti i comparti ed hanno possibilità di manovra dall’interno della politica, dell’imprenditoria, delle banche, della magistratura, dei mezzi di comunicazione e della mafia.

Si, ho messo la mafia tra i poteri inquinati, perché chiunque conosce le origini della mafia (termine utilizzato la prima volta nel 1863 in un’opera teatrale siciliana), sa che la mafia non nasce come una organizzazione criminale, come non lo erano i “briganti” napoletani, ma erano dei “movimenticontro il sistema che poi sono stati utilizzati come “nemici invisibili”. Oggi nessun criminale si iscrive al club della “mafia”, l’appellativo gli viene dato dalla stampa e dalla magistratura, ed i cittadini fanno di tutta un’erba un fascio, quando si parla di un disoccupato disperato che deruba un appartamento, si parla di camorra, e mi sta bene, ma perché non si parla di mafia quando un gruppo di politici si organizzano per rubare milioni di euro truccando appalti pubblici ?

Quali sono i partiti “mafiosi” ?

E’ molto semplice capirlo, non sono i partiti che ricevono i voti ad essere i partiti della camorra, ma sono i partiti che ricevono i voti ad essere obiettivo della camorra.

In pratica non vale la pena cercare di spostare i voti durante una campagna elettorale, anche se costassero veramente 50 euro ed una busta della spesa, la mafia, quella vera, aspetta la fine delle elezioni e sposta direttamente le persone elette.

E’ più facile minacciare migliaia di cittadini, o un solo politico?

La mafia/camorra non ha bandiere e non ha colori, o meglio, assume i colori di chi vince le elezioni. Considerate poi che i colori in politica non esistono più, avete il quadro preciso del perché questo sistema va cambiato e si deve restituire il potere ai cittadini, perché è molto facile corrompere un parlamentare, un ministro o un sindaco, ma questo ha senso solo se queste persone continuano ad avere un potere, la possibilità di essere complici in qualcosa, la facoltà di commettere atti senza trasparenza e senza possibilità concreta di essere puniti.

In una Italia dove si vuole dare più potere ad un presidente del consiglio, i cittadini valgono sempre di meno. 

La camorra siamo noi, siamo noi ogni volta che giriamo la testa dall’altra parte, ogni volta che facciamo finta di non capire, ogni volta che abbiamo il culo pesante e non ci alziamo per andare a far rispettare i nostri diritti, ogni volta che ci arrendiamo, ogni volta che andiamo a votare.

Noi siamo di destra o di sinistra?