Ci sono porcate che bisogna conoscere.

Quando ero alla scuola elementare i miei amici giocavano ripetendo le scene dei cartoni animati, all’epoca Goldrake o Jeeg Robot, io non partecipavo perché non guardavo la televisione e non sapevo di che stessero parlando. I miei amici sono diventati adulti, nessuno di loro si è buttato dal balcone aspettando che qualcuno gli lanciasse i componenti.
Oggi un video di alcuni ragazzini che per strada riproducono le scene di una fiction fanno scalpore e fanno indignare, perché la televisione che per anni ha insegnato l’Italiano agli italiani, adesso dovrebbe insegnare a sparare?
Certo che finché a sparare sono i cowboy, i gangsters di New York, finché i killer sono interpretati da Al Pacino, nessuno si scandalizza.
L’anno scorso alla scuola media qui vicino hanno trasmesso un film documentario su Auschwitz, che io sappia nessun ragazzino ha organizzato una imboscata ai propri amici, o cercato di chiuderli in una camera a gas.
Però la camorra fa paura, eh sì perchè la camorra non è un evento storico, di fantascienza o lontano da noi, la camorra è tra di noi.
A qualcuno fa paura la camorra, a qualcun altro fa paura che si parli di camorra.
Nel quartiere dove sono cresciuto io la camorra non l’ho mai vista, già perchè era ovunque e, guarda un po’, non ci avevo mai fatto caso. Passavo per Forcella tutti i giorni e sentivo dire dalla televisione che c’era la camorra, ma io mi guardavo sotto i piedi, mi giravo intorno, ma sta camorra non la vedevo.
Nel mio quartiere ogni tanto qualcuno veniva sparato, una volta una ragazzina è rimasta uccisa mentre volevano uccidere qualcun altro, ma è stato uno su una moto, non è stata la camorra.
I negozi pagavano una somma di denaro ogni tanto per evitare di saltare in aria, una estorsione si dice, ma mica era la camorra a chiedere i soldi? Se vi capitava, erano dei ragazzi, o dei signorotti, che erano proprio uguali agli altri, non era la camorra.
La camorra non esiste, ho sentito dire, ma esistono i camorristi di sicuro, e quelli i camorristi non sono buoni.
Che delusione avrebbero avuto i bambini di un tempo se i genitori gli avessero spiegato che i Cow Boy erano i cattivi e gli indiani quelli buoni? Ma forse i genitori di una volta tante cose non è che le sapevano.
Ed i genitori di oggi? I genitori di oggi non sanno neanche che la serie TV Gomorra è vietata ai minori di 14 anni, che a casa non si deve evitare di parlare di camorra, di sesso e di politica, affinché i nostri ragazzi crescano conoscendo quello che gli aspetta fuori dalla porta di casa, e che non imparino la camorra da Gomorra, il sesso da YouPorn e la politica da Renzi, ma sono tutte e tre porcate che bisogna conoscere.
emblema repubblica italiana

Brogli Elettorali in Campania, aspettiamo da 5 mesi una risposta dal Ministro degli Interni

Le elezioni regionali in Campania si sono svolte in 3 passi:

  1. alcuni cittadini si sono candidati
  2. alcuni cittadini li hanno votati
  3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore

Nessuno di questi passi ha rispettato la legge in pieno.

1.alcuni cittadini si sono candidati…

…ma lo hanno fatto non rispettando la legge. Presso il TAR della Campania esistono diversi ricorsi tutti denunciando irregolarità nella consegna di molte liste che hanno partecipato alla competizione elettorale, in effetti risulterebbero consegnate fuori termine, con documentazione mancante, con firme non autenticate o autenticate male. In alcuni casi (come alle comunali di Quarto) diverse liste sono state escluse, mentre per le stesse motivazioni altre hanno partecipato alle elezioni.

2. alcuni cittadini li hanno votati…

…o almeno hanno creduto di farlo, infatti sono stati numerosi gli interventi delle forze dell’ordine in tutta la Campania, per irregolarità di voto, mi riferisco a compravendita di voti, a schede e timbri rinvenuti a casa di pregiudicati, oppure verbali non redatti o redatti male.

3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore…

…anche se la legge non gli consentiva di farlo. Abbiamo un governatore della regione Campania che, per effetti della legge, non potrebbe svolgere questo incarico, ma a nulla sono valse le dimostranze (anche in tribunale) poichè è evidente che il potere politico abbia la capacità di eludere impunemente, e senza troppe difficoltà, l’intero ed ingarbugliato sistema giustizia.

Nel frattempo, l’11 giugno, 8 parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno depositato in Parlamento una interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Ministro degli Interni, ed ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.

Ecco il link alla interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/09441&ramo=CAMERA&leg=17

 

Il M5S consegna in regione il Reddito di Cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è al primo punto del programma del Movimento 5 Stelle, tema affrontato a livello nazionale per restituire dignità a chi non ha davvero più nessuna speranza di poter ricominciare un cammino di normalità.

Le autonomie regionali consentono di poter incidere sulla questione “reddito di cittadinanza” in attesa che si muova il mostro burocratico centrale, ed è così che il movimento 5 stelle deposita in regione (Emilia Romagna) la proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che allego a questo post in modo che tutti possiate leggerla. (clicca qui per scaricare la proposta di legge del m5s Emilia Romagna).

In Campania potremmo partire dalla proposta presentata dal PD e studiando le differenze, emendare questa proposta per renderla simile alla nostra, che riteniamo più completa, è possibile fare questa in VI Commissione, Politiche Sociali, dove verrà discussa in prima istanza, e dove il M5S Campania ha due membri.

Il movimento 5 stelle vuole di reddito di cittadinanza, non è alla ricerca di bandierine.

 

dignità

Il reddito di cittadinanza in Regione Campania ha iniziato il suo percorso.

Probabilmente i 7 neo eletti consiglieri regionali del movimento 5 stelle sono troppo indaffarati da non accorgersi che in data 15 settembre 2015, tre consiglieri di altre forze politiche hanno depositato una proposta di legge per il reddito di cittadinanza. (Prot.Gen 2015.0011876/P)

Fortunatamente il movimento 5 stelle è formato da migliaia di cittadini che sono attenti a quello che succede, e che sostengono i loro 7 portavoce aiutandoli a “restare sul pezzo”, quindi adesso credo che il loro compito sia quello di contattare i consiglieri Gianluca Daniele, Rosa D’Amelio e Nicola Marrazzo e di controllare che la legge da loro proposta sia una buona legge, e che percorra quanto prima tutto l’iter necessario affinchè diventi un vero beneficio per i cittadini e non una trovata mediatica.

piero disogra

Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale

A Maggio 2016 avremo le elezioni del Consiglio Comunale in molti comuni, in particolare a Napoli, la comunità del Movimento 5 Stelle è in perenne fermento, si discute in questi giorni del modo migliore per preparare il nostro programma, si è anche detto che non possiamo dare per scontato che si presenterà una lista se non si avrà la garanzia che il processo sia condiviso e rispettoso dei principi che hanno fatto nascere il movimento.

Belle parole, considerando il fatto che internamente ci sono anche diverse perplessità, proteste, persone che scalciano, ed è per questo motivo che ho avanzato una proposta, l’ho fatto nel corso della assemblea cittadina del Meetup Napoli del 25 settembre. (dal minuto 14:00 qui https://youtu.be/0YD_SCDL_5s )

La proposta è quella di creare un “Comitato di Vigilanza” che eviti i problemi avuti durante la scorsa campagna elettorale per l’elezione del Consiglio Regionale della Campania, frutto di una riflessione sulle difficoltà vissute in qualità di candidato per il moVimento 5 stelle.

Prima di descrivere la proposta, che tende a risolvere un problema, credo sia il caso di illustrare il problema.

Il “Metodo Cirillo”

Il nome di fantasia per descrivere questa prassi è ispirato dalla storia di Cirillo di Alessandria (leggi la storia di Cirillo di Alessandria su Wikipedia)

Quello che che descriverò è assolutamente lontano dai principi del movimento 5 stelle, ogni candidato che dovesse comportarsi in questo modo dovrebbe essere tenuto lontano da ogni possibilità di diventare portavoce.

La strada per conquistare una “poltrona” sfruttando il movimento 5 stelle passa attraverso due fasi, la prima consiste nel conquistare un posto in lista, la seconda nel farsi votare dai cittadini che devono esprimere una preferenza.

La prima fase si svolge sul “blog”, ovvero su una piattaforma informatica dove hanno diritto al voto i cittadini certificati con documento di riconoscimento entro una certa data. I numero necessari per poter entrare in lista sono davvero esigui, parliamo di circa 100 voti, pochi attivisti riescono a raggiungere questi numeri in maniera naturale, io alle scorse elezioni ne ho avuti poco più di 80 e sono finito in lista come candidato consigliere regionale, e non è poco, considerando che nessuno dei miei familiari o amici (non attivisti) è certificato al blog.

E’ chiaro che il primo passaggio del “metodo cirillo” è quello di avere un discreto numero di amici e parenti certificati al blog, questo database di persone abilitate al voto non viene mai controllato, tutti gli iscritti hanno la facoltà di esprimere una preferenza anche se non sono davvero attivisti del movimento 5 stelle, inoltre è necessario il supporto personale di una “squadra” di persone fidate che esprimeranno sul blog una (e solo una) preferenza, pur avendone a disposizione 5, perchè il voto sul blog non è più una libera espressione della propria opinione ma l’esercizio di un potere numerico costituito.

Fase pre lista

Se le persone che possono votare sul blog sono attivisti, è chiaro che è necessario studiare dei metodi per essere conosciuti dagli attivisti.
Ho visto alcuni candidati scegliere alcuni meetup di riferimento da andare a trovare, quelli preferiti sono quelli più frequentati, ovviamente, altri invece che hanno avuto la capacità di organizzarsi per tempo, hanno inventato delle iniziative prive di reale sostanza che permettesse loro di girare per i meetup tessendo rapporti con gli attivisti al fine di utilizzare successivamente queste conoscenze per ricevere il voto sul blog.

restartcampaniaRicordo come fosse ieri Gennaro Saiello in visita al meetup di Giugliano a presentare il progetto “Restart Campania“, un portale dove tutti potevano caricare video autoprodotti che illustrassero come valorizzare un monumento del luogo.
Subito mi sembrarono strane le raccomandazioni che ci furono fatte : “mi raccomando, il sito non deve essere utilizzato per promozione personale, quindi nei video non dovete mettere il nome di nessuno, solo il nome del meetup”, in tempo reale ricordo che presi il cellulare e visitai il sito che aveva realizzato Gennaro Saiello ed, ahime, era proprio come sospettavo, in prima pagina c’era la sua foto ed il suo nome con la dicitura “ideatore”.

Quando feci notare la cosa a Gennaro Saiello, chiedendo come mai il suo di nome ci fosse con tanto di foto, mi iniziai a rendere conto di come funzionano le cose “hai ragione, provvederò a far rimuovere“, il tutto è ancora visibile ad oggi sul sito (che ovviamente è fermo assieme alla sua iniziativa, essendo diventato ormai consigliere regionale).

copertinacmareAltro modo per promuoversi agli attivisti è stato quello di contattare gli amministratori dei gruppi facebook e dei meetup e di far sostituire le immagini di copertina con propri manifesti elettorali (non del movimento ma personali) come capitato a Castellammare con questa volta Luigi Cirillo.

Questo fa la differenza tra chi si propone come candidato libero, e chi invece è il candidato di un meetup, ovvero ha alle spalle un “comitato elettoraleprima ancora di essere candidato, questo è successo ad esempio a Valeria Ciarambino, scelta come candidata per le regionali in un meetup a Pomigliano d’Arco, la cui registrazione con applauso ha addirittura messo nel suo video di presentazione come se si trattasse di una cosa normale.

Insomma, la regola fondamentale per essere in lista, è avere un numero di attivisti che votano per te, il resto non conta, per raggiungere questo obiettivo non contano neanche i principi, è solo una ricerca di visibilità fine a se stessa, chi ha più benzina e tempo libero vince.

Fase post lista

Qui viene la parte più grave che ho potuto osservare come candidato, ed è davvero quello che è necessario evitare in qualsiasi prossima campagna elettorale. Ormai le liste sono formate ed i candidati fanno gruppo tra di loro, giustamente per poter affrontare al meglio la campagna elettorale.

Diventano come un meetup, ma con una sostanziale differenza, sono tutti concorrenti tra di loro. Ci sarebbe da aspettarsi che i candidati portino in maniera evangelica, e con l’aiuto di tutti gli attivisti, a far conoscere il programma del movimento 5 stelle a chi non lo conosce, a promuovere il progetto ed a farsi conoscere come candidati e come movimento 5 stelle da chi non vota per il movimento 5 stelle, in genere per portare nuovi voti al movimento 5 stelle si dovrebbe ragionare in questo modo.
Succede invece che i candidati che mirano solo ad essere eletti vadano alla ricerca del voto facile, ovvero quello di chi già vota per il movimento 5 stelle andando ad assicurarsi solo ed esclusivamente la preferenza sulla scheda.

Succede poi che nel gruppo di candidati, si smette di essere tutti uguali, perchè c’è sempre qualcuno che diventa “portavoce“, che sia “candidato sindaco” o “candidato governatore“, esisterà sempre questa figura mitologica che avrà contatti paranormali con quello che il resto del gruppo non conoscerà mai e prenderà di volta in volta nomi diversi iniziando con essere “Casaleggio“, poi chiamandosi genericamente “staff” oppure all’occorrenza “comunicazione” fino a diventare sempre più generico “da Roma“, “da Milano“. Da questo momento in poi ci saranno tante decisioni prese in maniera non tanto democratica della serie “ce lo chiede l’Europa” ed a cui in buona fede, i candidati si adatteranno, ma non tutti.

Esisteranno sempre dei candidati che non si atterranno alle regole concordate tra i vari candidati, e cercheranno di acquisire visibilità personale nei modi più impensabili.

Gennaro Saiello, ad esempio, è stato segnalato per aver fatto dei gazebo con la bandiera neoborbonica accostata a quella del movimento raccogliendo firme per l’eliminazione di alcuni busti dalla Borsa di Napoli, in piena campagna elettorale, senza che questa iniziativa solitaria fosse minimamente approvata, il commento della nostra portavoce fu “Non esiste una cosa del genere. Ho già detto ieri che non deve più accadere“, questo succedeva il 7 Maggio, la settimana successiva i gazebo si ripetevano indisturbati.

Luigi Cirillo ha stampato e distribuito, con l’aiuto di attivisti, volantini con il suo volto in tutti i meetup della provincia di Napoli, anche dopo che il nostro portavoce Valeria Ciarambino aveva chiaramente specificato che la stampa di quel materiale non fosse autorizzata. Mentre tutti i candidati erano impegnati in riunioni per mettere assieme il programma, Cirillo si recava nelle città più popolate a distribuire assieme ai Cirillo Boys, tonnellate di materiale elettorale. Ad ogni segnalazione effettuata ci veniva ripetuto lo stesso mantra : “sono sconcertata/indignata prenderemo provvedimenti”, ma i provvedimenti non arrivavano mai.

Riporto, solo come esempio, la regola dei “comunicati stampa personali” ripetutamente violata da Luigi Cirillo, e più volte segnalata con la promessa solenne che ci sarebbero state delle conseguenze, conseguenze mai giunte.

selavedeconglilloecasaleggio

Questi che sto portando sono solo alcune delle decine di gravi violazioni che sono state fatte da parte di alcuni candidati, che neanche a farlo a posta sono diventati consiglieri, ma non do loro nessuna colpa, la colpa è di tutti gli attivisti che non hanno imposto un sistema per tutelare i candidati onesti, che in questo modo non diventeranno mai portavoce dei cittadini, tutto a discapito della credibilità del movimento. Come possiamo pensare che un gruppo di consiglieri regionali che arrivano in questo modo alla loro carica, possano poi con forza combattere un consiglio regionale illegittimo come quello di Vincenzo De Luca, non basta un hashtag per tornare al voto.

La proposta per la prossima campagna elettorale

Mi dispiace di essermi dilungato, ma era necessario introdurre il problema altrimenti nessuna soluzione avrebbe avuto un senso, e vi assicuro che mi sono limitato al minimo indispensabile, dopotutto le cose che ho scritto sono alla luce del sole.
L’unico modo affinchè il “metodo Cirillo” non sia preso come esempio di buona prassi dalle prossime generazioni di candidati, è necessario disinnescarlo attraverso il “metodo 5 stelle“, ovvero TRASPARENZA e FIATO SUL COLLO.

Bandiamo le riunioni che non siano trasmesse in streaming, condividiamo le scelte, non concentriamoci più solo sul candidato portavoce oscurando il resto dei candidati (tranne i più furbi) altrimenti andranno avanti i più furbi, facciamo in modo che i famosi “anticorpi” di cui si vanta il movimento abbiamo modo di essere iniettati nel sistema, e non restino a gridare in una provetta tappata in un frigorifero.

Il “Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale” è come un meetup al quale possono partecipare tutti gli attivisti che non siano candidati, e che non ha nessun potere decisionale, deve solo tenere gli occhi aperti, vigilare, raccogliere segnalazioni, analizzarle in maniera condivisa e trasparente e stilare un rapporto da consegnare allo staff/direttorio/roma/milano/bangkok o chicchessia e che poi vigili su quest’ultimo affinchè vengano realmente presi i provvedimenti necessari ovvero la sfiducia e l’inibizione a parlare a nome del movimento 5 stelle, perchè chi si comporta in questo modo non può rappresentare questo movimento, è questo il motivo per cui gli attivisti si allontanano e danno il cambio agli arrivisti.

lgbt

La comunità LGBTE

Tutti gli esseri umani sono uguali? Fortunatamente no, la ricchezza del genere umano è proprio la sua diversità, discorso diverso è quello dei diritti, tutti gli esseri umani dovrebbero avere diversi gli stessi diritti.

E' chiaro che una società ideale non dovrebbe perseguire l'uguaglianza ma molto più semplicemente l'equità, e questo passaggio per essere accettato deve passare per una crescita culturale.

La "comunità LGBT" è formata dai cittadini che, avendo un orientamento sessuale diverso da quello ritenuto "comune", evidenzia di essere oggetto di discriminazione nella nostra società in diversi campi.

Io appartengo alla comunità "LGBTE", la cui sigla comprende le iniziali delle parole Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender ed Eterosessuali.

Anche la sola esclusione della categoria "E" eterosessuali, a mio avviso è discriminante, non tutti gli eterosessuali si sentono di appartenere a questa categoria scegliendo di non nascondere la propria "omofobia", come anche appartenenti della comunità LGBT non riescono a non sentirsi esclusi manifestando la propria "eterofobia".

 

 

Esseri umani al di là delle sigle

la posizione del Movimento 5 Stelle

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il movimento 5 stelle di è espresso favorevolmente sulle unioni civili e sui matrimoni gay, come anche sul principio che ogni persona può sentirsi di non appartenere al sesso attribuitele alla nascita e, di conseguenza, una legge deve favorirne il cambio di identità.

Il tema delle adozioni non è ancora stato affrontato, i cittadini attivisti del movimento non hanno avuto modo di esprimersi. Personalmente (ma solo personalmente) ritengo che sia un argomento che riguardi più la tutela dei minori che i diritti di coppia, e l'affidamento di minori ad una coppia coinvolge problematiche che vanno affrontate da tutta la comunità LGBT+E.

Per i meno pratici, molte famiglie sono formate da un solo genitore, quindi un secondo genitore dello stesso sesso non sarebbe un problema per la crescita di un bambino, l'importante che nella famiglia ci siano i mezzi, ed il clima giusto, per la sicurezza e la crescita. Il clima viene dato da una serie di fattori, gli argomenti sono molti, ma tra questi parametri non credo che il sesso dei genitori debba essere una discriminante.

Molti appartenenti alla comunità LGBT sono conosciuti per il lato folkloristico della loro vita, a volte non ci si rende conto che la vita di tutti i giorni non è un gay-pride, e che conducono una vita regolare ed idonea alla crescita di un bambino, il tribunale dei minori che affida un bambino ad una coppia dovrà quindi tenere conto degli aspetti di cui tiene conto quando affida un figlio in adozione ad una coppia etero.
Al momento queste tematiche sono tematiche che deve affrontare il governo centrale, non le regioni o i comuni, a parte l'istituzione del registro delle unioni civili.

movimento 5 stelle

Rispetto e dignità

Esistono diversi problemi reali che non riguardano le coppie omosessuali ma la dignità dei singoli. I limiti culturali di una parte della nostra società possono essere affrontati difficilmente dall'azione politica, dovrebbe esserci una maggiore apertura culturale da parte di tutti, ma ci sono degli aspetti che molte persone non conoscono.

I transgender, in particolare i transessuali, hanno ad esempio delle serie difficoltà a rivolgersi alle strutture ospedaliere che sono completamente impreparate a gestire l'identità sessuale di questi pazienti, non avendo nè mezzi, nè cultura per collocarli in idonei reparti.

La gestione di questi problemi di integrazione sociale parte dalla sua conoscenza, e la creazione di progetti idonei al rispetto della dignità umana.

espo campania

Riprendiamoci la Campania

La Campania è il vero ombelico del mondo, terra di eccellenze, porto del Mediterraneo, culla della cultura.

Il tema dell’EXPO di Milano sarà quello della nutrizione, a 1000 chilometri di distanza dall’epicentro della cultura culinaria della nostra nazione, dal laboratorio di espedienti che ha dato vita alla cucina mediterranea, dall’origine di capolavori che hanno fatto il giro del mondo. La sfogliatella, la pizza, il babà, la mozzarella, il pomodoro e la cultura per la tavola.

La Campania è anche il luogo dove il cibo non è solo un culto, ma una religione, il luogo dove sempre più persone hanno difficoltà a mettere il piatto a tavola, ma le nostre donne trovano sempre la creatività per ridurre gli effetti della crisi.
La Campania ha tutte le caratteristiche per ospitare l’ESPO’
Non ho scritto male, non EXPO (da exposition) ma ESPO’ (da esposito, cognome tipico napoletano)

L’origine etimologica del cognome Esposito è ben nota, e proviene dalla parola esposto, cioè messo nella ruota degli esposti. Quest’ultima, tuttora visibile presso la parete esterna dell’Ospedale dell’Annunziata di Napoli, era destinata ad accogliere tutti i bambini abbandonati dalle madri. I bambini venivano cioè affidati (esposti) alla misericordia della Madonna dell’Annunziata.

Il meccanismo della ruota era tale da consentire alla madre di mantenere ignota la propria identità, in quanto dall’interno non era possibile visualizzare chi lasciasse il bambino. Nella sala interna, il bambino veniva accolto e dotato di un segno di riconoscimento, di cui una parte veniva data alla madre (una mezza medaglietta, un lembo di lenzuolo, o altro oggetto). Questo accorgimento consentiva, in caso di pentimento, che madre e figlio potessero essere ricongiunti.

E’ arrivato il momento che noi tutti, prendiamo il pezzo di lenzuolo mancante, ed andiamo a riprenderci la nostra Campania.

osservatorio regionale per la tutela della dignità

Osservatorio Regionale per la tutela della Dignità

osservatorio regionale per la tutela della dignitàIl progetto dell’Osservatorio sulla Dignità sta andando avanti, il tavolo di lavoro sta sviluppando idee e i vari aspetti sono in fase di studio più approfondito. Ho con piacere visto che il tema è molto sentito da tutti gli attivisti con cui ne sto parlando.

In questi giorni mi sto confrontando con associazioni ed Istituzioni per raccogliere pareri e suggerimenti e sto mettendo assieme un documento descrittivo dell’iniziativa.

Dopo una adeguata condivisione del lavoro con tutti gli altri candidati alle prossime elezioni regionali in Campania, spero che questo progetto sia inserito nel programma del moVimento 5 Stelle.

Dopo il mio primo post che lanciava l’idea dell’Osservatorio, ho ricevuto molti consensi e contributi dai cittadini e dagli attivisti, e questi sono stati tenuti in considerazione per migliorare la struttura di questo importante strumento di recupero sociale, sviluppo occupazionale e molto di più.

Su questo blog cercherò di tenere aggiornati tutti, e continuo ad invitare chiunque volesse collaborare a mettersi in contatto con me.

MA QUALE TERRA DEI FUOCHI???

I roghi tossici non sono la causa, ma l’effetto di un problema sociale.
L’ultimo stadio di un percorso di rifiuti nati da un comparto produttivo sommerso, figlio di una politica industriale fallimentare.
Regolarizzare la salute delle piccole industrie e del terziario è l’unico modo per spegnere i fuochi di disperazione di questa terra.

Vorrei che questa terra non fosse più chiamata Terra dei Fuochi per il solo motivo che dare importanza al fumo distrae sulle vere tematiche, che nessuno affronta perché sono troppo scomode e non restituiscono consenso.

È facile dire che il fuoco è il male, non ti metti nessuno contro, ma se dicessimo la verità?
Centinaia di imprenditori operano senza regole ed un sistema sommerso (che dà lavoro a migliaia di persone) si libera degli scarti della lavorazione illegale di prodotti (a volte di eccellenza) che sfuggono al fisco e così nascono i roghi tossici.

Tutti riescono a criticare i “roghi” disegnando “estintori” di ogni colore, ma pochi sono gli onesti che hanno il coraggio di mettere in discussione i posti di lavoro a nero di migliaia di “elettori”.

I ROGHI TOSSICI SI SPENGONO CON IL CORAGGIO, questo territorio deve ritornare LA TERRA DEI CORAGGIOSI