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Le pensioni a cinque stelle in Regione Campania

Il Movimento 5 Stelle è un gruppo di cittadini prestati alla politica, quando ci sono state le elezioni regionali, tutti i candidati consiglieri hanno firmato un impegno, ed in linea con i principi guida applicano a loro stessi delle rinunce economiche e promuovono proposte di legge per l'applicazione delle stesse limitazioni anche ai restanti consiglieri delle altre forze politiche.

Come succede in Parlamento, i portavoce del movimento 5 stelle in Regione Campania, hanno depositato una proposta di legge che può essere consultata poiché pubblica, in questa proposta di legge si chiede di portare a 5.000 euro lorde per l'indennità di carica (lo stipendio).

La proposta prevede anche che eventuali altri redditi percepiti siano sottratti all'indennità di carica, ad esempio se il consigliere è proprietario di un appartamento e lo affitta a qualcuno, il reddito derivante da questo contratto di fitto va sottratto dallo stipendio spettante.

I consiglieri regionali godono anche di un "rimborso spese per l'esercizio del mandato", secondo il movimento 5 stelle queste spese devono essere rendicontate e non percepite in maniera forfetaria, ovvero, dopo aver presentato le fatture si ottiene il rimborso delle somme.
Le spese per l'esercizio del mandato, che vengono percepite senza tassazione, ai sensi dell'articolo 52 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (Testo unico delle imposte sui redditi) sono intese come spese sostenute dai consiglieri regionali per poter esercitare il proprio mandato.

Per quanto riguarda invece i contributi a fini pensionistici, i consiglieri vengono trattati in questo modo:

  • nel caso in cui il consigliere eletto fosse precedentemente dipendente di una pubblica amministrazione, la Regione continua a versare i contributi previdenziali al posto dell'ente precedente per non far perdere al consigliere anni di versamenti a causa del suo impegno politico, tali contributi vengono normalmente detratti dallo stipendio lordo.
  • sull'indennità di carica viene effettuata una trattenuta obbligatoria del 5% a titolo di contributo per la corresponsione dell'indennità di fine mandato che equivale ad uno stipendio per ogni anno di lavoro, un po' come avviene per i comuni mortali quando hanno un contratto di lavoro vero.
  • ai consiglieri regionali che abbiano svolto almeno 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno di mandato spetta, al raggiungimento del sessantesimo anno di età, un assegno vitalizio che è una sorta di pensione ed è cumulabile.

Anche la liquidazione (TFR) viene calcolato considerando un mese di stipendio per ogni anno di mandato.

Il movimento 5 stelle vuole modificare l'art.11 della legge che prevede l'assegno vitalizio e vuole equiparare il trattamento pensionistico dei consiglieri regionali a tutti gli altri dipendenti pubblici, quindi secondo i principi del movimento 5 stelle dovrebbe scomparire il vitalizio e si dovrebbero trattenere dalla indennità di carica (5000 euro lordi) i contributi previdenziali spettanti.

Infatti i consiglieri regionali della campania del movimento 5 stelle, come di può leggere dal sito dove pubblicano le rendicontazioni mensili, hanno calcolato che l'importo delle trattenute previdenziali da sottarre allo stipendio lordo (come nella proposta di legge) dovrebbe essere di 1,650.

trattamento-pensionistico

Resta da chiarire il concetto di stipendio "lordo", lo stipendio lordo è comprensivo delle trattenute previste ai fini pensionistici, che vanno quindi inclusi nello stipendio lordo, come ogni bravo dipendente capisce consultando la sua normale busta paga.

Altro punto da chiarire, poiché non ho trovato in questo caso la cosa esplicitata come avviene per i Parlamentari a 5 stelle, è se anche i consiglieri regionali rinunceranno al trattamento di fine mandato. Il vitalizio (da questa legislatura) non è più previsto, ma resta per i vecchi consiglieri regionali.

Al momento in cui sto scrivendo questo articolo (luglio 2016) la rendicontazione dei consiglieri regionali è ferma a febbraio, quindi non è possibile consultare tutte le informazioni, ma è evidente come le spese previdenziali vengano trattenute dai rimborsi spese e non dai 3.985,26 euro di stipendio netto, come esempio preso in esame a campione. (fonte: http://www.campania5stelle.com/luigi-cirillo/item/178-luigi-cirillo-febbraio-2016.html)

 

fonti:

Analisi di una rendicontazione

Come è possibile vedere nella colonna di destra, il consigliere preso a campione ha percepito 9.200 euro netti e ne ha restituiti 2.543.

Leggendo nel dettaglio (ma sarebbe interessante consultare la documentazione) il consigliere percepisce 4.760,45 euro netti di indennità da consigliere e ne restituisce 1435,45 senza applicare nessuna trattenuta previdenziale. 

La sezione dei rimborsi invece contiene tutte le spese giustificate come spese di mandato, ovvero le spese che occorrono per svolgere le proprie attività politiche in regione campania, infatti sono citati 600 euro al mese per l'usura dell'auto per andare a lavorare da Castellammare al Centro Direzionale (previsto dal tabellario ACI),  98,20 euro di autostrada, 244 euro di autogrill, 58,10 euro per gestire l'ufficio, il cellulare, consulenze legali ed un generico "informatica" che potrebbe essere qualsiasi cosa che giustamente può servire per svolgere il mandato e che merita di essere acquistata con denaro pubblico.

Oltre queste spese emergono 400,00 euro per le spese relative ai collaboratori personali (non so se si tratta di stipendio comprensivo di contributi, o di pagamenti di fatture o altro tipo di accordo visto che questi documenti non sono resi pubblici).

Infine, tra i soldi pubblici trattenuti e non restituiti come spese di esercizio del mandato, ecco apparire nell'elenco 1.200,00 euro di "spese previdenziali".

Cambiando mese di riferimento e consigliere i dati non cambiano molto, in questo caso ho usato l'ultimo mese disponibile del consigliere che ho "adottato" dopo la campagna "adotta un consigliere".

Una nota a parte merita la consigliera Maria Muscarà che non utilizza i soldi delle spese di esercizio del mandato poichè, da lavoratrice, ha già versato tutti i contributi che i comuni cittadini sono tenuti a versare.

 

Conclusioni momentanee

Le informazioni raccolte ed esposte in questo post potrebbero non essere esatte a causa della difficoltà incontrata a reperire le informazioni necessarie, ho dovuto consultare la legge di riferimento e potrei essermi perso qualche successiva modifica, potrei aver letto male la rendicontazione, ci potrebbero essere dei problemi di visualizzazione del mio monitor, quindi rimando tutte le considerazioni del caso dopo aver avuto la possibilità di approfondire, a seguito di questo post, tutto il materiale che chiunque può inviarmi.

La mia idea è quella di chiedere pubblicamente, in nome della trasparenza, una spiegazione convincente alla scelta (non condivisa in nessuna assemblea pubblica, o consultazione sul sito del movimento 5 stelle) effettuata dai portavoce del Movimento 5 Stelle.

AGGIORNAMENTO DEL 4 OTTOBRE 2016

quando ho scritto questo post l'ho protetto da password ed ho dato la password ai soli consiglieri regionali della campania eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle per dar loro modo di integrare queste informazioni o fornire una spiegazione alle richieste avanzate, dopo essermi assicurati che l'abbiano letto e non avendo avuto alcuna risposta rendo pubblico questo post per trasparenza in modo da poter ricevere contributi da chiunque abbia più informazioni di me.

Il quesito è : perchè usare soldi pubblici destinati a rimborsare spese di esercizio del mandato per sostenere spese non legate all'esercizio del mandato?

Ci sono porcate che bisogna conoscere.

Quando ero alla scuola elementare i miei amici giocavano ripetendo le scene dei cartoni animati, all’epoca Goldrake o Jeeg Robot, io non partecipavo perché non guardavo la televisione e non sapevo di che stessero parlando. I miei amici sono diventati adulti, nessuno di loro si è buttato dal balcone aspettando che qualcuno gli lanciasse i componenti.
Oggi un video di alcuni ragazzini che per strada riproducono le scene di una fiction fanno scalpore e fanno indignare, perché la televisione che per anni ha insegnato l’Italiano agli italiani, adesso dovrebbe insegnare a sparare?
Certo che finché a sparare sono i cowboy, i gangsters di New York, finché i killer sono interpretati da Al Pacino, nessuno si scandalizza.
L’anno scorso alla scuola media qui vicino hanno trasmesso un film documentario su Auschwitz, che io sappia nessun ragazzino ha organizzato una imboscata ai propri amici, o cercato di chiuderli in una camera a gas.
Però la camorra fa paura, eh sì perchè la camorra non è un evento storico, di fantascienza o lontano da noi, la camorra è tra di noi.
A qualcuno fa paura la camorra, a qualcun altro fa paura che si parli di camorra.
Nel quartiere dove sono cresciuto io la camorra non l’ho mai vista, già perchè era ovunque e, guarda un po’, non ci avevo mai fatto caso. Passavo per Forcella tutti i giorni e sentivo dire dalla televisione che c’era la camorra, ma io mi guardavo sotto i piedi, mi giravo intorno, ma sta camorra non la vedevo.
Nel mio quartiere ogni tanto qualcuno veniva sparato, una volta una ragazzina è rimasta uccisa mentre volevano uccidere qualcun altro, ma è stato uno su una moto, non è stata la camorra.
I negozi pagavano una somma di denaro ogni tanto per evitare di saltare in aria, una estorsione si dice, ma mica era la camorra a chiedere i soldi? Se vi capitava, erano dei ragazzi, o dei signorotti, che erano proprio uguali agli altri, non era la camorra.
La camorra non esiste, ho sentito dire, ma esistono i camorristi di sicuro, e quelli i camorristi non sono buoni.
Che delusione avrebbero avuto i bambini di un tempo se i genitori gli avessero spiegato che i Cow Boy erano i cattivi e gli indiani quelli buoni? Ma forse i genitori di una volta tante cose non è che le sapevano.
Ed i genitori di oggi? I genitori di oggi non sanno neanche che la serie TV Gomorra è vietata ai minori di 14 anni, che a casa non si deve evitare di parlare di camorra, di sesso e di politica, affinché i nostri ragazzi crescano conoscendo quello che gli aspetta fuori dalla porta di casa, e che non imparino la camorra da Gomorra, il sesso da YouPorn e la politica da Renzi, ma sono tutte e tre porcate che bisogna conoscere.

Accendiamolo il cero, per poter dire “io cero”…

Questa sera alle ore 22:00 sulle nostre finestre, accendiamo un cero. Lo accendiamo per le vittime parigine, per quelle di new york, per quelle russe, per quelle siriane, per quelle curde, per quelle palestinesi, libiche, nigeriane, e per le vittime di tutte le altre guerre in corso.

Solo in Europa, al momento, ci sono 9 stati e 75 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti, quasi tutti armati dalla stessa mano. Punti Caldi: Cecenia (guerra contro i militanti islamici), Daghestan (guerra contro i militanti islamici), Ucraina (Secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk)

FRANCIA (2)
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Dal 12 Gennaio 2012 l’esercito francese e l’esercito maliano (con l’aiuto degli eserciti di altri paesi africani) stanno combattendo i gruppi radicali islamici che hanno occupato il nord del Mali.

eserciti:

– Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FLNC) o Fronte di Liberazione Nazionale Corsu (FLNC) o Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC) precedentemente divisi in Brigate Rivoluzionarie Corse (BRC)

– Armata di Liberazione Nazionale Corsa (ALNC) contro la presenza francese nell’isola dal 1976

GEORGIA
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Dopo la guerra tra Georgia e Russia/Abkazia/Ossezia del Sud nel 2008, alcune volte sono state segnalate tensioni confine

GRECIA (15 eserciti)
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IRLANDA DEL NORD (9 eserciti)
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ITALIA (26)
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Federazione Anarchico Informale (FAI)/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI) (FAI/FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Rivoluzionaria Lambros Fountas dal 2003
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cooperativa Artigiana fuoco e affini (occasionalmente spettacolare)/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Brigata 20 Luglio/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Sorelle in armi nucleo Mauricio Morales/ Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Solidarietà Internazionale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Animale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule contro il Capitale il Carcere i suoi Carcerieri e le sue Celle
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule armate per la solidarietà internazionale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Anonima Terribile (RAT)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule metropolitane
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Narodnaja Vojla
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Olga (forse si riferisce a Olga Ekonomidou, membro del movimento di Cospirazione delle cellule di fuoco – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI-(FRI))
Federazione Anarchica Informale (FAI)/gruppo 22 maggio (da Maggio 2012)
Il Silvestre (gruppo anarchico ecologista)
Gruppi armati patriottici (Gap) dal 2011
Nucleo Galesi per i Pac (Proletari Armati per il Comunismo)
Movimento Armati Proletari
Movimento Fronte Rivoluzionario dal 2011
Gruppi Armati Proletari (GAP) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Brigate Rosse, Brigata Gino Liverani ‘Diegò’ (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Nar Nucleo Armato Rivoluzionario Giuseppe Valerio Il Giusta (Nar) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Animal Liberation Front
Nuove Brigate Rosse – C.A.C. (esistenza non confermata)
Nuclei Operativi Armati (NOA) dal 19 Febbraio 2014 (esistenza non confermata)

Nagorno-Karabakh
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RUSSIA (16)
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SPAGNA (2)
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UCRAINA (15)
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AFRICA:

(27 Stati e 188 tra milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Egitto (guerra contro militanti islamici ramo Stato Islamico), Libia (guerra civile in corso), Mali (scontri tra esercito e gruppi ribelli), Nigeria (guerra contro i militanti islamici), Repubblica Centrafricana (spesso avvengono scontri armati tra musulmani e cristiani), Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), Somalia (guerra contro i militanti islamici di al-Shabaab), Sudan (guerra contro i gruppi ribelli nel Darfur), Sud Sudan (guerra civile)

ASIA:

(16 Stati e 150 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Afghanistan (guerra contro i militanti islamici), Birmania-Myanmar (guerra contro i gruppi ribelli), Filippine (guerra contro i militanti islamici), Pakistan (guerra contro i militanti islamici), Thailandia (colpo di Stato dell’esercito Maggio 2014)

MEDIO ORIENTE:

(8 Stati e 225 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Iraq (guerra contro i militanti islamici dello Stato Islamico), Israele (guerra contro i militanti islamici nella Striscia di Gaza), Siria (guerra civile), Yemen (guerra contro e tra i militanti islamici)

AMERICHE:

(5 Stati e 25 tra cartelli della droga, milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Colombia (guerra contro i gruppi ribelli), Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico)

IN TOTALE AL MOMENTO (MA SICURAMENTE STO DIMENTICANDO QUALCOSA) CI SONO 65 STATI COINVOLTI NELLE GUERRE E 665 GRUPPI SEPARATISTI, MILIZIE-GUERRIGLIERI COINVOLTI. E NESSUNO NE FA UNA QUESTIONE RELIGIOSA, SOTTO TUTTI I CONFLITTI C’E’ UN INTERESSE PURAMENTE ECONOMICO.

NON ESCLUSO CHE LO IOR ABBIA INTERESSE IN QUALCHE INDUSTRIA CHE PRODUCE CERI PER LUTTO…..

(fonte : http://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333)

emblema repubblica italiana

Brogli Elettorali in Campania, aspettiamo da 5 mesi una risposta dal Ministro degli Interni

Le elezioni regionali in Campania si sono svolte in 3 passi:

  1. alcuni cittadini si sono candidati
  2. alcuni cittadini li hanno votati
  3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore

Nessuno di questi passi ha rispettato la legge in pieno.

1.alcuni cittadini si sono candidati…

…ma lo hanno fatto non rispettando la legge. Presso il TAR della Campania esistono diversi ricorsi tutti denunciando irregolarità nella consegna di molte liste che hanno partecipato alla competizione elettorale, in effetti risulterebbero consegnate fuori termine, con documentazione mancante, con firme non autenticate o autenticate male. In alcuni casi (come alle comunali di Quarto) diverse liste sono state escluse, mentre per le stesse motivazioni altre hanno partecipato alle elezioni.

2. alcuni cittadini li hanno votati…

…o almeno hanno creduto di farlo, infatti sono stati numerosi gli interventi delle forze dell’ordine in tutta la Campania, per irregolarità di voto, mi riferisco a compravendita di voti, a schede e timbri rinvenuti a casa di pregiudicati, oppure verbali non redatti o redatti male.

3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore…

…anche se la legge non gli consentiva di farlo. Abbiamo un governatore della regione Campania che, per effetti della legge, non potrebbe svolgere questo incarico, ma a nulla sono valse le dimostranze (anche in tribunale) poichè è evidente che il potere politico abbia la capacità di eludere impunemente, e senza troppe difficoltà, l’intero ed ingarbugliato sistema giustizia.

Nel frattempo, l’11 giugno, 8 parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno depositato in Parlamento una interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Ministro degli Interni, ed ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.

Ecco il link alla interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/09441&ramo=CAMERA&leg=17

 

scontrino mediaworld

Solo i fessi pagano le tasse?

Ok, è colpa mia, non so avere cura degli oggetti, e così ho rotto per l’ennesima volta il cavetto di alimentazione del mio cellulare, ufficialmente da questo momento posso dire di aver speso più di cavetti che di cellulare, colpa della obsolescenza programmata e del mio disamore per gli oggetti.

Mi reco nel primo centro commerciale che incontro, e spendo di nuovo 15,99 per comprare un cavo di marca, anche se non originale. L’originale costa 25 euro e dura lo stesso tempo. Esco e mi controllano lo scontrino, forse a causa della mia faccia poco raccomandabile.

Fanno bene, ci sono tanti ladri in giro, meglio controllare che il cliente abbia pagato.

Loro, invece, hanno una legge su misura per poter rubare senza problemi. I centri commerciali, infatti, non emettono un vero scontrino fiscale, ma solo un foglietto di carta che non vale niente, perchè grazie alla legge numero 311/2004, articolo 1 comma 429, le grandi nazionali non pagano le tasse in Italia, no, loro le pagano nei paradisi fiscali dove hanno la residenza fiscale.

Ogni giorno, i centri commerciali, dichiarano quanto hanno incassato e girano allo stato l’IVA, trattenendo per se l’intero guadagno senza pagare alcuna tassa, cosa diversa succede ai piccoli imprenditori italiani che se non emettono lo scontrino pagano una multa e rischiano la chiusura dell’attività fino a 6 mesi.

Questo post, letto da qualcuno un po’ attento potrebbe essere ritenuto banale, ed in realtà lo è perchè non è così semplice analizzare il modo in cui le grandi multinazionali evadono le tasse in Italia, ma lo fanno. A titolo puramente di esempio, riporto un estratto di uno studio su IKEA fatto circa 3 anni fa da Alessandra De Angelis che cerca di “seguire” il flusso di denaro di questa azienda.

Nella posizione di controllo di tutto il gruppo c’è una coppia che nel 1982 ha creato in Olanda un’associazione No Profit chiamata Stichting Ingka Foundation. Lui, Ingvar Kamprad , è uno degli uomini più ricchi del mondo. Inter Ikea Holding è venuta in seguito ed è stata fondata nelle Antille Olandesi. Inter Ikea System Bv, controllata da Inter Ikea Holding, è la titolare del “concetto Ikea”, per il quale gli vengono riconosciute ogni anno royalties, che corrispondono come minimo al 3% del fatturato, dalle più di 250 sedi Ikea nel mondo.

Ma veniamo all’Italia, che in questa sede è quello che ci interessa. Quando acquistate un qualsiasi prodotto in un negozio Ikea sullo scontrino potete leggere che è stato emesso da Ikea Italia Retail. Questa società è italianissima: ha sede a Carugate, in provincia di Milano, e paga le tasse in Italia. Retail fa capo alla Ikea Italia Holding, holding italiana con socio unico, la holding olandese appunto. In Italia altre tre società sono registrate con il marchio Ikea: Ikea Italia Distribution, Ikea Italia Property e Ikea Trading Services Italy.

Poiché Ikea non è quotata in borsa è sottoposta a scarsi obblighi di trasparenza se non i fatturati dei Retail, ovvero dei negozi dislocati.

Quello che Retail, Property e Distribution possono fare è scambiarsi i dati: questo, relativamente alle voci di bilancio, permette di spostare le voci in positivo fuori dall’Italia riducendo gli oneri fiscali nel nostro Paese.

Prendiamo poi nello specifico Ikea Property, che si occupa della realizzazione dei mobili che poi vengono venduti nei Retail. Property ha un capitale sociale pari  5 milioni di euro e un bilancio in rosso (con debiti verso le società controllanti che ammontano a circa 400 milioni). Di conseguenza, l’interesse pagato alle stesse controllanti supera i 18 milioni di euro. L’interesse però abbatte l’imponibile nel nostro Paese. E’ quello che si chiama “sandwich olandese” con migrazione di capitali fuori dall’Italia.

C’è poi la Ikea Trading Services, che però ha sede a Trezzano del Naviglio (Mi), che gestisce le relazioni tra la multinazionale e i suoi fornitori italiani. Il 99% delle quote è controllato da Ingka Pro Holding (Olanda) e il restante 1% da Ingka Holding Europe (Olanda).

Ci avete capito qualcosa?

Se non ci avete capito molto, state tranquilli, ci sono voluti i migliori esperti di finanza per fare in modo di non far capire niente…

Attraverso un giro di fatturazione e di rapporti tra aziende appartenenti allo stesso gruppo, non c’è evasione fiscale, ma un metodo per eluderle, ricordate, solo i fessi non pagano le tasse,  i furbi sanno come non pagarle.

Se volete continuare la lettura, vi consiglio questo link: http://www.panorama.it/economia/tech-social/google-risparmia-tasse-irlanda/

Il M5S consegna in regione il Reddito di Cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è al primo punto del programma del Movimento 5 Stelle, tema affrontato a livello nazionale per restituire dignità a chi non ha davvero più nessuna speranza di poter ricominciare un cammino di normalità.

Le autonomie regionali consentono di poter incidere sulla questione “reddito di cittadinanza” in attesa che si muova il mostro burocratico centrale, ed è così che il movimento 5 stelle deposita in regione (Emilia Romagna) la proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che allego a questo post in modo che tutti possiate leggerla. (clicca qui per scaricare la proposta di legge del m5s Emilia Romagna).

In Campania potremmo partire dalla proposta presentata dal PD e studiando le differenze, emendare questa proposta per renderla simile alla nostra, che riteniamo più completa, è possibile fare questa in VI Commissione, Politiche Sociali, dove verrà discussa in prima istanza, e dove il M5S Campania ha due membri.

Il movimento 5 stelle vuole di reddito di cittadinanza, non è alla ricerca di bandierine.

 

dignità

Il reddito di cittadinanza in Regione Campania ha iniziato il suo percorso.

Probabilmente i 7 neo eletti consiglieri regionali del movimento 5 stelle sono troppo indaffarati da non accorgersi che in data 15 settembre 2015, tre consiglieri di altre forze politiche hanno depositato una proposta di legge per il reddito di cittadinanza. (Prot.Gen 2015.0011876/P)

Fortunatamente il movimento 5 stelle è formato da migliaia di cittadini che sono attenti a quello che succede, e che sostengono i loro 7 portavoce aiutandoli a “restare sul pezzo”, quindi adesso credo che il loro compito sia quello di contattare i consiglieri Gianluca Daniele, Rosa D’Amelio e Nicola Marrazzo e di controllare che la legge da loro proposta sia una buona legge, e che percorra quanto prima tutto l’iter necessario affinchè diventi un vero beneficio per i cittadini e non una trovata mediatica.

piero disogra

Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale

A Maggio 2016 avremo le elezioni del Consiglio Comunale in molti comuni, in particolare a Napoli, la comunità del Movimento 5 Stelle è in perenne fermento, si discute in questi giorni del modo migliore per preparare il nostro programma, si è anche detto che non possiamo dare per scontato che si presenterà una lista se non si avrà la garanzia che il processo sia condiviso e rispettoso dei principi che hanno fatto nascere il movimento.

Belle parole, considerando il fatto che internamente ci sono anche diverse perplessità, proteste, persone che scalciano, ed è per questo motivo che ho avanzato una proposta, l’ho fatto nel corso della assemblea cittadina del Meetup Napoli del 25 settembre. (dal minuto 14:00 qui https://youtu.be/0YD_SCDL_5s )

La proposta è quella di creare un “Comitato di Vigilanza” che eviti i problemi avuti durante la scorsa campagna elettorale per l’elezione del Consiglio Regionale della Campania, frutto di una riflessione sulle difficoltà vissute in qualità di candidato per il moVimento 5 stelle.

Prima di descrivere la proposta, che tende a risolvere un problema, credo sia il caso di illustrare il problema.

Il “Metodo Cirillo”

Il nome di fantasia per descrivere questa prassi è ispirato dalla storia di Cirillo di Alessandria (leggi la storia di Cirillo di Alessandria su Wikipedia)

Quello che che descriverò è assolutamente lontano dai principi del movimento 5 stelle, ogni candidato che dovesse comportarsi in questo modo dovrebbe essere tenuto lontano da ogni possibilità di diventare portavoce.

La strada per conquistare una “poltrona” sfruttando il movimento 5 stelle passa attraverso due fasi, la prima consiste nel conquistare un posto in lista, la seconda nel farsi votare dai cittadini che devono esprimere una preferenza.

La prima fase si svolge sul “blog”, ovvero su una piattaforma informatica dove hanno diritto al voto i cittadini certificati con documento di riconoscimento entro una certa data. I numero necessari per poter entrare in lista sono davvero esigui, parliamo di circa 100 voti, pochi attivisti riescono a raggiungere questi numeri in maniera naturale, io alle scorse elezioni ne ho avuti poco più di 80 e sono finito in lista come candidato consigliere regionale, e non è poco, considerando che nessuno dei miei familiari o amici (non attivisti) è certificato al blog.

E’ chiaro che il primo passaggio del “metodo cirillo” è quello di avere un discreto numero di amici e parenti certificati al blog, questo database di persone abilitate al voto non viene mai controllato, tutti gli iscritti hanno la facoltà di esprimere una preferenza anche se non sono davvero attivisti del movimento 5 stelle, inoltre è necessario il supporto personale di una “squadra” di persone fidate che esprimeranno sul blog una (e solo una) preferenza, pur avendone a disposizione 5, perchè il voto sul blog non è più una libera espressione della propria opinione ma l’esercizio di un potere numerico costituito.

Fase pre lista

Se le persone che possono votare sul blog sono attivisti, è chiaro che è necessario studiare dei metodi per essere conosciuti dagli attivisti.
Ho visto alcuni candidati scegliere alcuni meetup di riferimento da andare a trovare, quelli preferiti sono quelli più frequentati, ovviamente, altri invece che hanno avuto la capacità di organizzarsi per tempo, hanno inventato delle iniziative prive di reale sostanza che permettesse loro di girare per i meetup tessendo rapporti con gli attivisti al fine di utilizzare successivamente queste conoscenze per ricevere il voto sul blog.

restartcampaniaRicordo come fosse ieri Gennaro Saiello in visita al meetup di Giugliano a presentare il progetto “Restart Campania“, un portale dove tutti potevano caricare video autoprodotti che illustrassero come valorizzare un monumento del luogo.
Subito mi sembrarono strane le raccomandazioni che ci furono fatte : “mi raccomando, il sito non deve essere utilizzato per promozione personale, quindi nei video non dovete mettere il nome di nessuno, solo il nome del meetup”, in tempo reale ricordo che presi il cellulare e visitai il sito che aveva realizzato Gennaro Saiello ed, ahime, era proprio come sospettavo, in prima pagina c’era la sua foto ed il suo nome con la dicitura “ideatore”.

Quando feci notare la cosa a Gennaro Saiello, chiedendo come mai il suo di nome ci fosse con tanto di foto, mi iniziai a rendere conto di come funzionano le cose “hai ragione, provvederò a far rimuovere“, il tutto è ancora visibile ad oggi sul sito (che ovviamente è fermo assieme alla sua iniziativa, essendo diventato ormai consigliere regionale).

copertinacmareAltro modo per promuoversi agli attivisti è stato quello di contattare gli amministratori dei gruppi facebook e dei meetup e di far sostituire le immagini di copertina con propri manifesti elettorali (non del movimento ma personali) come capitato a Castellammare con questa volta Luigi Cirillo.

Questo fa la differenza tra chi si propone come candidato libero, e chi invece è il candidato di un meetup, ovvero ha alle spalle un “comitato elettoraleprima ancora di essere candidato, questo è successo ad esempio a Valeria Ciarambino, scelta come candidata per le regionali in un meetup a Pomigliano d’Arco, la cui registrazione con applauso ha addirittura messo nel suo video di presentazione come se si trattasse di una cosa normale.

Insomma, la regola fondamentale per essere in lista, è avere un numero di attivisti che votano per te, il resto non conta, per raggiungere questo obiettivo non contano neanche i principi, è solo una ricerca di visibilità fine a se stessa, chi ha più benzina e tempo libero vince.

Fase post lista

Qui viene la parte più grave che ho potuto osservare come candidato, ed è davvero quello che è necessario evitare in qualsiasi prossima campagna elettorale. Ormai le liste sono formate ed i candidati fanno gruppo tra di loro, giustamente per poter affrontare al meglio la campagna elettorale.

Diventano come un meetup, ma con una sostanziale differenza, sono tutti concorrenti tra di loro. Ci sarebbe da aspettarsi che i candidati portino in maniera evangelica, e con l’aiuto di tutti gli attivisti, a far conoscere il programma del movimento 5 stelle a chi non lo conosce, a promuovere il progetto ed a farsi conoscere come candidati e come movimento 5 stelle da chi non vota per il movimento 5 stelle, in genere per portare nuovi voti al movimento 5 stelle si dovrebbe ragionare in questo modo.
Succede invece che i candidati che mirano solo ad essere eletti vadano alla ricerca del voto facile, ovvero quello di chi già vota per il movimento 5 stelle andando ad assicurarsi solo ed esclusivamente la preferenza sulla scheda.

Succede poi che nel gruppo di candidati, si smette di essere tutti uguali, perchè c’è sempre qualcuno che diventa “portavoce“, che sia “candidato sindaco” o “candidato governatore“, esisterà sempre questa figura mitologica che avrà contatti paranormali con quello che il resto del gruppo non conoscerà mai e prenderà di volta in volta nomi diversi iniziando con essere “Casaleggio“, poi chiamandosi genericamente “staff” oppure all’occorrenza “comunicazione” fino a diventare sempre più generico “da Roma“, “da Milano“. Da questo momento in poi ci saranno tante decisioni prese in maniera non tanto democratica della serie “ce lo chiede l’Europa” ed a cui in buona fede, i candidati si adatteranno, ma non tutti.

Esisteranno sempre dei candidati che non si atterranno alle regole concordate tra i vari candidati, e cercheranno di acquisire visibilità personale nei modi più impensabili.

Gennaro Saiello, ad esempio, è stato segnalato per aver fatto dei gazebo con la bandiera neoborbonica accostata a quella del movimento raccogliendo firme per l’eliminazione di alcuni busti dalla Borsa di Napoli, in piena campagna elettorale, senza che questa iniziativa solitaria fosse minimamente approvata, il commento della nostra portavoce fu “Non esiste una cosa del genere. Ho già detto ieri che non deve più accadere“, questo succedeva il 7 Maggio, la settimana successiva i gazebo si ripetevano indisturbati.

Luigi Cirillo ha stampato e distribuito, con l’aiuto di attivisti, volantini con il suo volto in tutti i meetup della provincia di Napoli, anche dopo che il nostro portavoce Valeria Ciarambino aveva chiaramente specificato che la stampa di quel materiale non fosse autorizzata. Mentre tutti i candidati erano impegnati in riunioni per mettere assieme il programma, Cirillo si recava nelle città più popolate a distribuire assieme ai Cirillo Boys, tonnellate di materiale elettorale. Ad ogni segnalazione effettuata ci veniva ripetuto lo stesso mantra : “sono sconcertata/indignata prenderemo provvedimenti”, ma i provvedimenti non arrivavano mai.

Riporto, solo come esempio, la regola dei “comunicati stampa personali” ripetutamente violata da Luigi Cirillo, e più volte segnalata con la promessa solenne che ci sarebbero state delle conseguenze, conseguenze mai giunte.

selavedeconglilloecasaleggio

Questi che sto portando sono solo alcune delle decine di gravi violazioni che sono state fatte da parte di alcuni candidati, che neanche a farlo a posta sono diventati consiglieri, ma non do loro nessuna colpa, la colpa è di tutti gli attivisti che non hanno imposto un sistema per tutelare i candidati onesti, che in questo modo non diventeranno mai portavoce dei cittadini, tutto a discapito della credibilità del movimento. Come possiamo pensare che un gruppo di consiglieri regionali che arrivano in questo modo alla loro carica, possano poi con forza combattere un consiglio regionale illegittimo come quello di Vincenzo De Luca, non basta un hashtag per tornare al voto.

La proposta per la prossima campagna elettorale

Mi dispiace di essermi dilungato, ma era necessario introdurre il problema altrimenti nessuna soluzione avrebbe avuto un senso, e vi assicuro che mi sono limitato al minimo indispensabile, dopotutto le cose che ho scritto sono alla luce del sole.
L’unico modo affinchè il “metodo Cirillo” non sia preso come esempio di buona prassi dalle prossime generazioni di candidati, è necessario disinnescarlo attraverso il “metodo 5 stelle“, ovvero TRASPARENZA e FIATO SUL COLLO.

Bandiamo le riunioni che non siano trasmesse in streaming, condividiamo le scelte, non concentriamoci più solo sul candidato portavoce oscurando il resto dei candidati (tranne i più furbi) altrimenti andranno avanti i più furbi, facciamo in modo che i famosi “anticorpi” di cui si vanta il movimento abbiamo modo di essere iniettati nel sistema, e non restino a gridare in una provetta tappata in un frigorifero.

Il “Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale” è come un meetup al quale possono partecipare tutti gli attivisti che non siano candidati, e che non ha nessun potere decisionale, deve solo tenere gli occhi aperti, vigilare, raccogliere segnalazioni, analizzarle in maniera condivisa e trasparente e stilare un rapporto da consegnare allo staff/direttorio/roma/milano/bangkok o chicchessia e che poi vigili su quest’ultimo affinchè vengano realmente presi i provvedimenti necessari ovvero la sfiducia e l’inibizione a parlare a nome del movimento 5 stelle, perchè chi si comporta in questo modo non può rappresentare questo movimento, è questo il motivo per cui gli attivisti si allontanano e danno il cambio agli arrivisti.

camorra

Resoconto della mia partecipazione alle Regionali Campania 2015

meetup giugliano

Ho svolto una campagna elettorale per il moVimento 5 stelle, senza promuovere me stesso, così come il gruppo di 50 candidati aveva concordato con la nostra candidata Presidente e Consigliera, nessun comunicato stampa, nessun materiale con il nostro nome ed il nostro volto, a parte i “santini” che abbiamo pagato con i nostri soldi spendendo non più di 100 euro.

Nonostante questa limitazione più di 1800 elettori hanno deciso di scrivere il mio nome “DISOGRA” sulla scheda, il moVimento ha avuto un buon risultato anche se forse ci aspettavamo qualcosa in più.

Ma questa è solo l’inizio della storia.

Nel solo seggio dove sono riuscito a presidiare sono successe alcune cose strane, cercherò di riassumere solo le principali.

Nel parcheggio antistante la scuola, una squadra di malviventi con un pacco di soldi compravano voti sotto gli occhi di tutti, chiamata la polizia, questa è intervenuta dicendo “domani fate denuncia” ed è finito lì.

Durante lo spoglio una sezione era senza rappresentanti di lista, si sono chiusi dentro, non hanno consentito l’accesso neanche come osservatori (è facoltà del presidente),  hanno finito velocemente, sono stati i primi ad andare a casa, è stato il seggio con minori preferenze per il movimento 5 stelle.

Almeno 30 presidenti di seggio non si sono presentati all’appello e sono stati prontamente sostituiti con persone già presenti, come se già sapessero.
Si scoprirà in seguito che alcuni di questi presidenti sono stati minacciati ed è stato intimato loro di non presentarsi, probabilmente nessuno denuncerà.

In un seggio entra un signore senza titolo ed inizia a maneggiare le schede elettorali, il presidente lo richiama chiedendogli di allontanarsi, lui minaccia il presidente. Chiamo le forze dell’ordine, arriva un carabiniere dalla guardiola con la camicia aperta in petto mentre fuma un sigaro e mi minaccia di portarmi in caserma, neanche dopo insistenza viene messo niente a verbale.

Nei giorni precedenti un nostro attivista è stato mandato al pronto soccorso perché avevamo denunciato una compravendita di voti di fatto, scoperto una discarica abusiva in un terreno comunale, al momento non c’è stato nessun intervento, le persone individuate sono a piede libero e lo sversamento denunciato è stato interrato.

Stiamo chiedendo di accedere agli atti ed ad ogni verifica si riscontrano irregolarità. La mia domanda è semplice: QUANDO INIZIA LA RIVOLUZIONE?

movimento

Mille domande una risposta : ma cosa succede nel movimento a Giugliano?

Ci sono dei post che non vorrei scrivere, ma in nome della trasparenza credo siano dovuti.

Era l’inizio del 2012 quando ho conosciuto il gruppo di Giugliano, il comune non capoluogo di provincia più grande della regione, ad un chilometro da casa mia, composto da un numero di persone che ho visto variare dai 30 ai 130 attivisti.

Un gruppo di persone non omogenee, ma con l’obiettivo comune di mettere in pratica i principi del movimento, che non sono di così immediata comprensione ed applicazione. Un gruppo di persone combattive, che i problemi non li legge su un blog ma che li vive quotidianamente, quindi davvero in prima linea ad affrontare i problemi quotidiani come la camorra e la mala politica.

Un gruppo di persone che negli anni ha subito attacchi dall’esterno e dall’interno, che ha ospitato persone di diverse estrazioni che a volte i principi del movimento hanno tentato di interpretarli e fare della forza di un gruppo un mezzo per raggiungere un interesse, che nella quasi totalità dei casi, rappresentava un riscatto personale verso una società che li aveva emarginati per ragioni diverse.

Ho ascoltato, ho guardato, ed ho sempre cercato di dare il mio contributo come attivista cercando di tenere a bada la suscettibilità e l’arroganza di persone che consideravano le assemblee come degli sfogatoi o come un trampolino di lancio verso chissà cosa.

E’ successo che il gruppo ha attraversato un brutto periodo, in cui alcune personalità più forti hanno inventato, e poi acquisito, ruoli particolari, neanche contemplati nella filosofia del movimento 5 stelle, ed hanno messo da parte alcune persone che avrebbero ostacolato la loro visibilità, ad un certo punto c’è stato il pericolo che si creassero due gruppi, cosa che a volte accade.

Io ho sempre pensato che l’esistenza di due gruppi sullo stesso territorio fosse sintomo di incomprensione, oppure di mala fede. Il movimento 5 stelle è uno, i principi sono semplici e banali da capire, se qualcuno si sente di sposare questi principi lo fa per un obiettivo molto più alto del proprio personalismo, e non concepisco il fatto che debbano esistere due gruppi se veramente sono formati da persone che la pensano allo stesso modo.

Per questo motivo un gruppo di persone si sono allontanate dal meetup ed hanno iniziato ad incontrarsi per capire come porre fine ad una serie di comportamenti che si ritenevano non giusti. Nel frattempo il meetup provvedeva a designare un attivista come candidato portavoce a sindaco per le prossime elezioni comunali, una scelta che non ha coinvolto tutti gli attivisti che nel frattempo erano stati messi alla porta con motivazioni pretestuose.

Ho cercato di parlare con tutti e mi sono reso conto che tra tutti gli attivisti solo alcuni erano causa di questi dissidi, persone che portavano avanti questioni di principio personali e non il bene comune. Si è deciso quindi di protestare, la protesta è la forma più nobile per difendere i principi, indicando in maniera precisa quali si ritenevano fossero gli abusi e le irregolarità presenti all’interno del gruppo, lo abbiamo fatto in una pubblica assemblea leggendo un comunicato in cui si denunciavano i comportamenti che non erano in linea con il non-statuto, unico documento a cui gli attivisti veri dovrebbero far riferimento.

Questa mia presa di posizione mi è costata la mancanza di supporto durante le “primarie” online del movimento 5 stelle per le Regionali da parte della maggior parte degli attivisti di Giugliano, ma non potevo barattare il consenso con i principi morali.

Successivamente, dopo che inaspettatamente sono risultato tra le persone che la maggior parte degli attivisti Campani ha reputato di voler candidare per le prossime elezioni del consiglio regionale della Campania, una parte degli attivisti del gruppo di Giugliano, quelli che credono nei principi del movimento, mi hanno riconosciuto un ruolo di portavoce, ed allora ho chiesto a tutti loro di fare un passo indietro rispetto alle posizioni personali e di rimettere tutti i ruoli autoassunti o frutto di elezioni svolte in maniera non democratica.

Il primo a rispondere a questo appello è stato proprio il candidato sindaco, che si è reso disponibile a dimettersi nel caso in cui una nuova assemblea, questa volta aperta a tutti, non avesse confermato la scelta di candidarlo.

Questa decisione non fu presa di buon grado da tutti, in particolare da chi aveva paura che delegittimando quella votazione, si sarebbe delegittimato il proprio ruolo, ma ormai i sani principi dovevano essere messi in prima linea, e questo sarebbe stato l’unico modo per tutelare l’onestà delle tante persone che avevano dedicato anni della propria vita a combattere affinchè anche Giugliano avesse almeno un gruppo di cittadini onesti intenzionati a stravolgere il sistema politico-mafioso esponendosi in prima linea.

Nicola Palma, unico nome che farò in questo testo per rispetto della privacy di tutti, da candidato portavoce a sindaco, ha rimesso il suo mandato, in più di una assemblea, quasi tutti (e dopo tornerò su questo punto) gli hanno ribadito pubblicamente che lui sarebbe stato il candidato ideale, se questo non fosse stato scelto da una assemblea che difettava di democrazia.

Nicola ha incontrato tutti, in assemblea, in piazza ed a casa di diverse persone ci siamo incontrati per evidenziare tutte le criticità di un movimento che non rispetta i propri principi, abbiamo invitato chi volesse proporsi come alternativa al portavoce di farsi avanti, di dirlo in assemblea, di palesare le proprie intenzioni e di sottoporsi al voto di una assemblea che adesso non aveva più una maggioranza costituita, ma era formata di liberi cittadini, che si erano riuniti ed avevano deciso di fare un passo indietro per rispetto del movimento 5 stelle.

In quelle occasioni ho visto la coerenza e la serietà di molti attivisti, e la mala fede di chi voleva che Nicola Palma si dimettesse solo per danneggiare il movimento, infatti di li a breve alcuni di questi attivisti si sono allontanati dal gruppo ed hanno sfruttato i social network per diffamare il resto delle persone, oppure hanno inviato dei comunicati stampa in cui si definivano “veri attivisti cacciati dal movimento”, mistificando la verità.

Tutti hanno avuto la possibilità di cominciare a partecipare e ricostruire, con un processo democratico, il movimento 5 stelle di Giugliano.

Alcuni di loro, di li a breve, li abbiamo visti creare liste alternative, appoggiare la vecchia politica, fare accordi, altri in maniera meno palese sono ancora sul mercato aspettando un compratore ed altri restano seduti a casa e da dietro ad una tastiera, senza mai essere venuti più in assemblea, distorcono la verità, commentando continuamente ogni post degli attivisti di Giugliano ed ancora non hanno palesato la loro posizione.

Alcuni si autodefiniscono “eccellenze” non prese in considerazione, ma non dimostrano di dare alcun contributo reale, altri stanno a guardare.

Ho scritto questo post perché devo continuamente dare le stesse spiegazioni a centinaia di commenti lasciati dalle stesse 3 o 4 persone, una tecnica di disinformazione che serve a ricattare, portando alla esasperazione chi è in buona fede e deve passare le giornate a difendersi da notizie false invece di potersi dedicare ai progetti del movimento 5 stelle.

La scelta del candidato sindaco a Giugliano si è ripetuta, ha coinvolto tutti gli attivisti che hanno scelto di dare la loro partecipazione, provenienti dalla parte sana di tutti i “due gruppi”, e Nicola Palma è stato scelto all’unanimità, ricevendo il voto degli attivisti a cui ha dimostrato la maturità di mettere al primo posto il movimento 5 stelle, e non comportandosi in maniera compiacente pur di elemosinare consenso, ma questo non lo sanno tutti, non lo sa chi conosce il movimento leggendo i giornaletti di partito che diffondono su scala nazionale il commento infelice di un candidato del movimento 5 stelle, e non si scandalizzano per l’arresto di un esponente politico di altri orientamenti.

Leggete questo post quando vi raccontano che a Giugliano ci sono persone “epurate”, le assemblee sono pubbliche e tutti gli attivisti possono partecipare. Leggete questo post quando vi dicono che a Giugliano c’è una segreteria di partito, l’unico potere decisionale a Giugliano lo ha l’assemblea, e mai può deliberare qualcosa in violazione dei principi del movimento.

Leggete questo post quando trovate un commento che accusa questo gruppo di cose inesistenti, leggete quanta rabbia è contenuta, verificate le informazioni, sono sempre generiche, astratte, che fanno riferimento ad episodi passati e superati, e purtroppo molte volte anche puerili e volgari.
Verificate chi scrive questi commenti, a volte si definiscono “attivisti eccellenti”, ma nella maggior parte dei casi non sono ne attivisti e ne eccellenti, oppure hanno solo interesse a screditare il movimento 5 stelle.

Io personalmente rispetto ogni idea politica che una persona possa avere, ho le mie convinzioni ma non le voglio imporre, cerco di non essere volgare anche se vengo provocato, preferisco lavorare a progetti concreti piuttosto che partecipare a sterili conversazioni sui social network, anche se non mi sottraggo al sano confronto. Io credo che una persona che si ritiene attivista del movimento 5 stelle non possa criticare il movimento 5 stelle, ma non per questioni campanilistiche, semplicemente perché sta criticando se stesso, sarebbe molto più efficace attivarsi e dimostrare con il buon esempio come si fanno le cose.