espo campania

Riprendiamoci la Campania

La Campania è il vero ombelico del mondo, terra di eccellenze, porto del Mediterraneo, culla della cultura.

Il tema dell’EXPO di Milano sarà quello della nutrizione, a 1000 chilometri di distanza dall’epicentro della cultura culinaria della nostra nazione, dal laboratorio di espedienti che ha dato vita alla cucina mediterranea, dall’origine di capolavori che hanno fatto il giro del mondo. La sfogliatella, la pizza, il babà, la mozzarella, il pomodoro e la cultura per la tavola.

La Campania è anche il luogo dove il cibo non è solo un culto, ma una religione, il luogo dove sempre più persone hanno difficoltà a mettere il piatto a tavola, ma le nostre donne trovano sempre la creatività per ridurre gli effetti della crisi.
La Campania ha tutte le caratteristiche per ospitare l’ESPO’
Non ho scritto male, non EXPO (da exposition) ma ESPO’ (da esposito, cognome tipico napoletano)

L’origine etimologica del cognome Esposito è ben nota, e proviene dalla parola esposto, cioè messo nella ruota degli esposti. Quest’ultima, tuttora visibile presso la parete esterna dell’Ospedale dell’Annunziata di Napoli, era destinata ad accogliere tutti i bambini abbandonati dalle madri. I bambini venivano cioè affidati (esposti) alla misericordia della Madonna dell’Annunziata.

Il meccanismo della ruota era tale da consentire alla madre di mantenere ignota la propria identità, in quanto dall’interno non era possibile visualizzare chi lasciasse il bambino. Nella sala interna, il bambino veniva accolto e dotato di un segno di riconoscimento, di cui una parte veniva data alla madre (una mezza medaglietta, un lembo di lenzuolo, o altro oggetto). Questo accorgimento consentiva, in caso di pentimento, che madre e figlio potessero essere ricongiunti.

E’ arrivato il momento che noi tutti, prendiamo il pezzo di lenzuolo mancante, ed andiamo a riprenderci la nostra Campania.

osservatorio regionale per la tutela della dignità

Osservatorio Regionale per la tutela della Dignità

osservatorio regionale per la tutela della dignitàIl progetto dell’Osservatorio sulla Dignità sta andando avanti, il tavolo di lavoro sta sviluppando idee e i vari aspetti sono in fase di studio più approfondito. Ho con piacere visto che il tema è molto sentito da tutti gli attivisti con cui ne sto parlando.

In questi giorni mi sto confrontando con associazioni ed Istituzioni per raccogliere pareri e suggerimenti e sto mettendo assieme un documento descrittivo dell’iniziativa.

Dopo una adeguata condivisione del lavoro con tutti gli altri candidati alle prossime elezioni regionali in Campania, spero che questo progetto sia inserito nel programma del moVimento 5 Stelle.

Dopo il mio primo post che lanciava l’idea dell’Osservatorio, ho ricevuto molti consensi e contributi dai cittadini e dagli attivisti, e questi sono stati tenuti in considerazione per migliorare la struttura di questo importante strumento di recupero sociale, sviluppo occupazionale e molto di più.

Su questo blog cercherò di tenere aggiornati tutti, e continuo ad invitare chiunque volesse collaborare a mettersi in contatto con me.

dignità

Osservatorio per la tutela della dignità umana

Ognuno di noi vive con delle convinzioni, ed una propria scala di valori. Ci sono persone che pensano che rubare al prossimo sia immorale, altri che invece sono convinti che sia una dote che denoti scaltrezza.

Non importa se la morale di una persona porti a considerare immorale o meno il rubare, la Legge sancisce che sia reato, e come reato viene considerato. Esistono degli studi per sapere quanti furti ci sono ogni giorno, dove avvengono e quali sono, tutto questo per capire quali siano le migliori misure da adottare per contrastare questo fenomeno illegale.

Io non mi voglio occupare di questo.

Io vorrei che nascesse un osservatorio che studi tutti quei casi di furto commessi dalle persone che considerano immorale il rubare, e che commettono ugualmente un atto che va contro la propria moralità perché costretti da qualcuno o da qualche condizione sociale, non per arginare l’illegalità ma per combattere la rinuncia alla propria dignità.

Quando una donna o un uomo viola i propri principi per necessità, commettendo un atto che loro stessi ritengono immorale, a titolo di esempio rubare o prostituirsi, in quel momento stanno perdendo la loro dignità.

Si può dormire per strada per sentirsi liberi, oppure no. Si può digiunare per fare la dieta, oppure no. Si può fare sesso per divertimento, oppure no. Si può rubare per amore del rischio, oppure no. Io voglio con tutte le mie forze far nascere un osservatorio che studi gli “oppure no”.

Dopo aver creato una mappa precisa delle necessità, ed aver compreso le dinamiche, si deve studiare il modo migliore per venire incontro a chi resta indietro, non un piano per il contrasto alla illegalità, ma una forte e decisa lotta alla rinuncia della dignità, perché in una vera società civile non è possibile tollerare che esista oggi chi è costretto a vendersi l’anima per sfamare un figlio o per non subire violenza.

Invito tutte le persone che sono interessate a questo progetto a mettersi in contatto con me per costituire un tavolo di lavoro da cui scaturisca una proposta concreta da portare avanti con tutti i mezzi. ORA.

regolamento 5 stelle

Il regolamento del moVimento 5 stelle

Il moVimento a 5 stelle nasce su alcuni principi ispiratori presenti nella “Carta di Firenze” ed alcune semplici regole riportate nel “non-statuto“.

Non-regole così elementari che qualcuno spesso pensa che siano da non-rispettare.

Oggi viene presentato un “regolamento del movimento a 5 stelle” che, a mio avviso, non introduce nessuna novità rispetto alle regole precedenti, che vengono solo riscritte in maniera più chiara, e la mia speranza è che riduca il rischio di “interpretazione” che può diventare molto pericolosa se usata da personaggi senza scrupolo che hanno l’unico obiettivo di sfruttare le speranze di un popolo per reintrodurre lo stesso vecchio modo di fare politica.

Prendiamo ad esempio l’uso del logo. Io conosco personalmente persone che si sono auto nominate “addetti stampa” ed inviano periodicamente “comunicati stampa del movimento 5 stelle” con il solo scopo di diffamare persone o promuovere iniziative personali che non seguono i principi del movimento 5 stelle, promuovendo individualità e millantando così “poteri” di influenza sull’opinione pubblica.

Fino ad oggi queste persone si sono sempre nascoste su una libera interpretazione circa l’uso del logo del movimento 5 stelle, ed in realtà si sono sempre vantati del fatto che, nonostante le numerose segnalazioni allo staff, nessuno abbia mai provveduto a bloccare le loro iniziative.

Io sono sempre più convinto che garantire ai cittadini che le iniziative promosse sotto la bandiera del movimento siano iniziative “D.O.C.”, rappresenti un passo in avanti enorme per un movimento politico che oggi subisce i danni causati da finti attivisti, finti portavoce e finti addetti stampa che in maniera indiscriminata abusano di un logo che a loro non appartiene.

Se questo vuole dire sottolineare le regole, ed organizzarsi internamente per gestire meglio le segnalazioni degli attivisti, io non posso che prendere questa notizia con fiducia, sono contento per il nuovo regolamento a cui imputo un solo difetto : doveva arrivare anche prima.

MA QUALE TERRA DEI FUOCHI???

I roghi tossici non sono la causa, ma l’effetto di un problema sociale.
L’ultimo stadio di un percorso di rifiuti nati da un comparto produttivo sommerso, figlio di una politica industriale fallimentare.
Regolarizzare la salute delle piccole industrie e del terziario è l’unico modo per spegnere i fuochi di disperazione di questa terra.

Vorrei che questa terra non fosse più chiamata Terra dei Fuochi per il solo motivo che dare importanza al fumo distrae sulle vere tematiche, che nessuno affronta perché sono troppo scomode e non restituiscono consenso.

È facile dire che il fuoco è il male, non ti metti nessuno contro, ma se dicessimo la verità?
Centinaia di imprenditori operano senza regole ed un sistema sommerso (che dà lavoro a migliaia di persone) si libera degli scarti della lavorazione illegale di prodotti (a volte di eccellenza) che sfuggono al fisco e così nascono i roghi tossici.

Tutti riescono a criticare i “roghi” disegnando “estintori” di ogni colore, ma pochi sono gli onesti che hanno il coraggio di mettere in discussione i posti di lavoro a nero di migliaia di “elettori”.

I ROGHI TOSSICI SI SPENGONO CON IL CORAGGIO, questo territorio deve ritornare LA TERRA DEI CORAGGIOSI

Volo di prova per UAC (assistito)

Descrizione del test di volo

Ho effettuato un test di volo dell'UAC, al momento necessario per controllare come il dispositivo rispondesse ai comandi manuali dopo la sostituzione di alcuni componenti, nel video c'è anche una breve descrizione di parte della componentistica hardware, dove ho dimenticato di citare gli accelerometri tra i sensori.
Al momento sto realizzando la parte software che rileva informazioni dai sensori che ho scelto per controllare la qualità dell'aria, le prossime prove serviranno a capire che misurazioni si possono fare ad una quota di 100 metri.

Altri articoli sull’UAC

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UAC, caratteristiche tecniche

L’UAC ha subito molte modifiche nel tempo, l’ultima versione si basa su un drone a basso costo, che è stato modificato per migliorare l’assetto di volo e la durata della batteria.

Al momento, sto cercando di risolvere alcuni problemi con il software che ho scritto, a differenza degli altri software che sono abituato a scrivere, un errore in un programma che pilota automaticamente un drone potrebbe essere costoso oltre che pericoloso.

Il drone è dotato di due telecamere, una frontale ad alta definizione ed una posizionata sul basso che serve al computer di bordo per migliorare l’orientamento in fase di decollo e di atterraggio.

Nella parte bassa è presente un sonar, un dispositivo che invia un ultrasuono al suolo e calcola il tempo impiegato da questo suono ad essere riascoltato da un sensore, in questo modo è possibile calcolare la distanza dal suolo del dispositivo.

Altri sensori montati a bordo sono la bussola elettronica, per rilevare l’orientamento rispetto al nord magnetico, un giroscopio per controllare l’inclinazione nelle 3 dimensioni, ed un ricevitore GPS che permette al drone di conoscere la sua posizione.

Il drone UAC è autonomo, il software gli consente di raggiungere autonomamente un luogo, restare fermo ad una certa altezza, eseguire delle operazioni , e tornare alla base.

Tra le operazioni che il drone è capace di eseguire ci sono la valutazione della qualità dell’aria oppure la ripresa di filmati in alta risoluzione, e le informazioni raccolte sono immediatamente disponibili a terra senza bisogno di attendere che il drone sia tornato a destinazione.

Al momento il drone ha una autonomia di volo di circa 20 minuti e può muoversi ad una velocità di circa 22 km orari, caratteristiche sufficienti a testare il software di controllo, l’autonomia del UAC e la sua velocità possono aumentare impiegando tecnologie migliori, ma più costose ed al momento non necessarie.

 

Abolire Equitalia : entro il 7 luglio si presenta la proposta in Parlamento

PROPOSTA DI LEGGE

Soppressione della società Equitalia Spa e trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate, nonché determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione

Ecco la proposta presentata l’11 aprile 2014

Dal 1o ottobre 2006, con il decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006, denominato « decreto Bersani- Visco », è stato soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e le funzioni relative alla riscossione sono state attri- Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI buite all’Agenzia delle entrate che le esercita tramite la società Equitalia Spa. Le modalità con cui la società Equitalia Spa effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. La società, infatti, fa lievitare considerevolmente il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi che, sommati, arrivano a toccare il tasso d’usura. Il risultato è stato l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale. Gli elementi componenti della riscossione risultano, pertanto, ingiustificati e irrazionali in quanto sono, esclusivamente, a favore della società Equitalia Spa: il diritto all’aggio è pari al 9 per cento o all’8 per cento per i ruoli emessi dal 1o gennaio 2013; l’interesse di mora è pari allo 0,615 per cento annuo; il diritto delle spese di esecuzione e delle spese di notifica è pari a 5,88 euro; gli interessi sono calcolati con il cosiddetto « metodo alla francese ». Se il debitore paga oltre la data di sessanta giorni stabilita dalla legge verrà corrisposto, alla società Equitalia Spa, l’importo del debito aumentato di tutti i componenti citati: gli importi relativi agli interessi di mora alle sanzioni sono attribuiti all’ente creditore, mentre gli importi relativi al diritto all’aggio e alle spese di notifica sono attribuiti alla società Equitalia Spa. Se il debitore paga entro i sessanta giorni prescritti, l’importo relativo al diritto all’aggio è ripartito tra il debitore e l’ente creditore, oltre agli importi relativi agli interessi di mora e alle spese di notifica. In tale caso si garantisce quindi sempre il 9 per cento o l’8 per cento dell’importo alla società Equitalia Spa a discapito dell’ente creditore, che dovrà procedere al pagamento di una somma « non dovuta ». Quanto esposto è legale perché regolamentato dal codice civile ma è, al contempo, profondamente ingiusto in quanto la società Equitalia Spa, essendo una società per azioni, non mira a recuperare crediti non pagati bensì a garantirsi un guadagno. Questi poteri e le modalità con le quali essi sono stati affidati a una società per azioni non hanno portato i risultati sperati in termini di lotta all’evasione fiscale e di riscossione dei crediti, ma hanno aumentato la distanza tra il cittadino e le istituzioni. Non pochi sono stati gli atti intimidatori nei confronti della società Equitalia Spa e dei suoi rappresentanti e di continuo si assiste al suicidio di numerosi cittadini debitori vessati dall’eccessiva burocrazia e da una procedura di riscossione certamente poco favorevole al contribuente. Le considerazioni fatte trovano conferma anche nell’ultima relazione sullo stato dell’attività di riscossione nel 2011 (doc. CI, n. 1 del Senato della Repubblica) presentata dall’allora Ministro dell’economia e delle finanze, il dottor Grilli, in cui emerge che: « nel secondo semestre 2011 l’acuirsi della crisi economica ha determinato la diffusione di un clima di tensione e di ostilità contro Equitalia (...). Tali contestazioni, unite all’adeguamento dei sistemi informatici alle misure legislative approvate dal Parlamento in luglio, hanno generato riflessi negativi sull’andamento dell’attività di riscossione, testimoniato da una riduzione degli incassi ». Come testimoniato dalla stampa e dalle indagini della magistratura, un ulteriore motivo che contribuisce al malfunzionamento del vigente sistema della riscossione è la facilità con la quale risulta possibile corrompere i funzionari della società Equitalia Spa, circostanza, quest’ultima, ulteriormente aggravata dalla poco adeguata attività di controllo del Ministero dell’economia e delle finanze. Oltre al danno, quindi, anche la beffa di un palese conflitto di interessi che si manifesta con il doppio incarico dato al Direttore dell’Agenzia delle entrate che diviene anche Presidente della società Equitalia Spa, in quanto l’Agenzia delle entrate vanta una partecipazione societaria pari al 51 per cento nella medesima società. Si palesa quindi una circostanza in base alla quale il controllato è anche controllore di se stesso.

Gli articoli della proposta di legge

Nella presente proposta di legge, all’articolo 1 si prevede la soppressione della società Equitalia Spa a decorrere dal 1o gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia Spa e delle società pubbliche ad essa collegate. L’articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali è stata pronunciata una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto i reati di natura fiscale, sono considerati estinti e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor a dodici mesi da applicare sulla base delle modalità e dei criteri stabiliti da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, comunque gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il valore del tasso medio stabilito dalla legge 7 marzo 1996, n. 108. L’articolo 3 reca disposizioni in materia di assunzioni presso l’Agenzia delle entrate – Direzione centrale per la riscossione, prevedendo una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni per il personale impiegato presso la società Equitalia Spa. L’articolo 4 reca le disposizioni finali.

Un’idea per Taverna del Re

Il problema “Taverna del Re”

"Taverna del Re" è la località situata nella provincia a nord di Napoli, nel comune di Giugliano in Campania, che ospita un sito di stoccaggio "provvisorio" di rifiuti imballati denominati simpaticamente "eco-balle".

Al momento il sito contiene circa 6 milioni di tonnellate di "eco-balle" il cui contenuto ufficialmente è "rifiuti combustibili", il che significa che gode delle agevolazioni previste dal sistema CIP6, ovvero delle agevolazioni economiche per l'energia prodotta dalla combustione degli stessi (che assimila quindi la produzione di energia dalla combustione dei rifiuti, alla produzione di energia usando le fonti rinnovabili come vento, sole, sorgenti geotermiche o cascate)

Per questo motivo, mentre in altre parti d'Europa gli inceneritori chiudono perchè grazie alla raccolta differenziata manca la materia prima da incenerire, qui in Campania ci siamo fatti una consistente scorta in vista dell'apertura di nuovi inceneritori.

A questa operazione esistono diversi intoppi, il primo è che questi rifiuti ormai hanno perso buona parte del potere calorico e quindi per produrre energia in un termovalorizzatore dovrebbero essere "accompagnati" da monnezza fresca, il cui reperimento sarebbe ostacolato da una raccolta differenziata reale, il secondo è che ci sono forti sospetti (nonchè indagini in corso da decenni) che fanno ritenere che in queste ecoballe ci siano materiali sversati illecitamente dalla camorra e che potrebbero essere tossici e non inceneribili.

La bugia dei termovalorizzatori Olandesi

in nord Europa, si dice, che i termovalorizzatori siano sovradimensionati perchè loro, da bravi cittadini, sanno fare la raccolta differenziata, sanno riciclare, ed allora bruciano sempre meno rifiuti ed hanno spazio per la nostra monnezza. Molti comuni pagano le società che gestiscono gli inceneritori dovendo garantire una certa quantità di CDR (combustibile di rifiuti) e quindi piuttosto che pagare a vuoto preferiscono bruciare i nostri rifiuti con un costo inferiore a quello che costa da noi.

PARZIALMENTE VERO MA NON CI FANNO SAPERE TUTTA LA VERITA'

Mentre qui si continua a sponsorizzare la cultura dell'incenerimento, i rifiuti Napoletani spediti in Germania, sono finiti nell'impianto di trattamento meccanico-biologico di Croebern in Sassonia e sono stati riciclati, diventando materia prima che poi è stata rivenduta.

LA VERITA’ CHE NON VOGLIONO FARCI SAPERE

La spazzatura non esiste, ci pensavo proprio oggi mentre buttavo una buccia di banana nel sacchetto dell'umido, in realtà non appena la buccia tocca il sacchetto diventa spazzatura, ma finchè la tieni in mano è una buccia di banana.

Siamo noi che consideriamo quello che buttiamo come un peso, perchè anche se sappiamo che la maggior parte di quello che usiamo può essere riciclato, non ci poniamo sempre il problema di cosa succede ai materiali una volta che li abbiamo chiusi in un sacchetto.

In realtà non produrre "spazzatura" andrebbe ad impoverire un business miliardario che si basa sul ciclo dei rifiuti, che tutto fanno tranne "ciclare".

Oggi abbiamo una visione per cui la spazzatura andrebbe buttata in maniera differenziata perchè così poi può essere recuperata, i materiali diventano nuovi prodotti che poi vengono reimmessi sul mercato.
Quindi pago quando compro qualcosa, pago quando la butto e poi magari ripago per ricomprarla dopo che gli donano una nuova vita... ma sarebbe troppo bello se fosse vero.

Il segreto è non differenziare

Fare la raccolta differenziata non è pratico, non è gradito dai cittadini e non è necessario.
Se lo scopo è quello di agevolare il recupero delle materie prima, qualcuno spieghi a chi "comanda" che le moderne tecnologie possono aggirare questi problemi.

In un centro di trattamento meccanico-biologico, la raccolta differenziata si fa con due soli contenitori : ORGANICO e ALTRO MATERIALE.

L'organico è il problema minore, è per la maggior parte residuo alimentare, comunque è subito adatto per andare in compostiera ed essere restituito a madre terra per concimare.

ALTRO MATERIALE, (che non sia classificato tossico) può essere indirizzato in un impianto TMB (trattamento meccanico-biologico) che, come potete vedere nel video, è capace di prendere la spazzatura INDIFFERENZIATA e dividere le materie prime che la compongono per poi avviarle all'industria che riciclerà.

L'impatto ambientale è assente, gli investimenti sono inferiori rispetto ai termovalorizzatori, e permettono di trasformare la spazzatura in denaro, recuperando il 90% dei materiali.

L’impianto di Croebern

  • capacità 300.000 tonnellate di rifiuti urbani all'anno
  • costo 75 milioni di euro
  • area 36 ettari
  • luogo : Germania

Lo Sisp di Taverna del Re

  • capacità 6 milioni di tonnellate di eco-balle
  • finanziato pubblicamente
  • area 130 ettari
  • luogo Italia

Se le eco-balle fossero eco-balle

Se le ecoballe tossiche di Taverna del Re fosse separata dal resto delle ecoballe queste venissero trattate in un impianto TMB, ecco quale sarebbe la simulazione economica:

invio a Croebern (esempio)

  • tempo necessario 20 anni
  • costo 600 milioni di euro
  • utile generato dalle materie prime : 0

Realizzazione nostro impianto TBM

  • tempo necessario 10 anni
  • costo 120 milioni di euro (la metà di un inceneritore)
  • utile medio generato dalle materie prime : 120 miliioni di euro

Trasformiamo Taverna del Re in ricchezza

6 milioni di tonnellate di materie prime stanno aspettando solo di essere differenziate e reimmesse in circolazione, una ricchezza enorme che viene venduta sul mercato a prezzi che vanno da 20 euro a tonnellata per la carta congiunta ed i 23 euro a tonnellata per il ferro, fino ad arrivare ad 80 euro a tonnellata per la carta selettiva.

Oggi possiamo decidere tra :

* pagare 180 euro a tonnellata per bruciare la spazzatura sul nostro territorio
* pagare 130 euro a tonnellata per portarla all'estero
* guadagnare 20 euro a tonnellata per trattarla senza impatto stesso in loco

Quale sarà la scelta dei nostri governatori?

camorra

La camorra è di destra o di sinistra?

La “camorra“, o la “mafia” o qualsiasi altro nome inventato per farci credere che esista una linea di demarcazione tra il bene ed il male, ha assolutamente bisogno della complicità della politica, e la politica corrotta ha bisogno dei “poteri forti” senza scrupoli della criminalità organizzata.

Questo sono concetti obsoleti, di quando si poteva ancora sperare che la politica e la mafia fossero due cose diverse, oggi le organizzazioni criminali strutturate, hanno i loro uomini all’interno di tutti i comparti ed hanno possibilità di manovra dall’interno della politica, dell’imprenditoria, delle banche, della magistratura, dei mezzi di comunicazione e della mafia.

Si, ho messo la mafia tra i poteri inquinati, perché chiunque conosce le origini della mafia (termine utilizzato la prima volta nel 1863 in un’opera teatrale siciliana), sa che la mafia non nasce come una organizzazione criminale, come non lo erano i “briganti” napoletani, ma erano dei “movimenticontro il sistema che poi sono stati utilizzati come “nemici invisibili”. Oggi nessun criminale si iscrive al club della “mafia”, l’appellativo gli viene dato dalla stampa e dalla magistratura, ed i cittadini fanno di tutta un’erba un fascio, quando si parla di un disoccupato disperato che deruba un appartamento, si parla di camorra, e mi sta bene, ma perché non si parla di mafia quando un gruppo di politici si organizzano per rubare milioni di euro truccando appalti pubblici ?

Quali sono i partiti “mafiosi” ?

E’ molto semplice capirlo, non sono i partiti che ricevono i voti ad essere i partiti della camorra, ma sono i partiti che ricevono i voti ad essere obiettivo della camorra.

In pratica non vale la pena cercare di spostare i voti durante una campagna elettorale, anche se costassero veramente 50 euro ed una busta della spesa, la mafia, quella vera, aspetta la fine delle elezioni e sposta direttamente le persone elette.

E’ più facile minacciare migliaia di cittadini, o un solo politico?

La mafia/camorra non ha bandiere e non ha colori, o meglio, assume i colori di chi vince le elezioni. Considerate poi che i colori in politica non esistono più, avete il quadro preciso del perché questo sistema va cambiato e si deve restituire il potere ai cittadini, perché è molto facile corrompere un parlamentare, un ministro o un sindaco, ma questo ha senso solo se queste persone continuano ad avere un potere, la possibilità di essere complici in qualcosa, la facoltà di commettere atti senza trasparenza e senza possibilità concreta di essere puniti.

In una Italia dove si vuole dare più potere ad un presidente del consiglio, i cittadini valgono sempre di meno. 

La camorra siamo noi, siamo noi ogni volta che giriamo la testa dall’altra parte, ogni volta che facciamo finta di non capire, ogni volta che abbiamo il culo pesante e non ci alziamo per andare a far rispettare i nostri diritti, ogni volta che ci arrendiamo, ogni volta che andiamo a votare.

Noi siamo di destra o di sinistra?