patrlamentarie 2018

PARLAMENTARIE, PARI OPPORTUNITA’

Verso la fine di questo mese (credo) ci sarà il voto online per selezionare le liste del Movimento 5 Stelle che concorreranno alle prossime elezioni politiche, il voto è aperto a tutti gli attivisti (ovvero a tutti gli italiani, consapevoli o meno, di avere un account certificato sulla piattaforma).

Detto questo, si suppone che dovrò esprimere le mie (forse 3) preferenze per scegliere i miei candidati preferiti, non è facile.

Ognuno avrà un suo modello mentale che utilizzerà per scegliere i propri candidati, io ho il mio e lo voglio condividere sperando che sia uno spunto di riflessione utile a qualcuno.
ATTENZIONE: CONDIVIDO IL METODO, NON I CANDIDATI.


Considerazioni a monte.

Luigi Di Maio già è stato scelto, non passerà di nuovo per il voto, a meno che il movimento non abbia scelto un premier per poi non metterlo in lista, per quanto riguarda gli altri che si sono resi disponibili, questi si dividono i due categorie: i “noti” ed gli “ignoti”.

La visibilità della persona non deve essere un requisito per poter passare la selezione, perchè altrimenti andremo a premiare la capacità di rendersi visibili e non altre qualità che probabilmente sono più utili al movimento, certo che però la capacità di comunicare non deve passare in secondo piano.

Valutazione degli ex-parlamentari

Nelle liste credo che troveremo due gruppi di persone, chi ha già fatto un mandato come parlamentare, e poi i comuni mortali, io personalmente utilizzerò per misurare il valore di chi ha già fatto il parlamentare alcuni semplici parametri come:

  • comportamento in aula durante le operazioni di voto (quanti di voi sanno che alcuni parlamentari del movimento hanno votato in passato CONTRO il programma del M5S?)
  • rispetto avuto per i meetup (quanti parlamentari hanno smesso di avere un umile contatto con il territorio?)
  • numero di azioni concrete (interrogazioni, proposte di legge, interventi in aula) in direzione del programma del M5S
  • rendicontazioni e restituzioni economiche in linea con i principi originali del movimento 5 stelle
  • numero di assenze non giustificate in Parlamento
  • episodi in cui hanno esercitato i loro poteri di super-attivisti nei confronti di attivisti comuni mortali
  • differenza di peso corporeo dal 2013 ad oggi
  • prezzo di copertina del loro eventuale libro

Valutazione dei comuni mortali

Tutti gli altri attivisti che si presenteranno possono essere conosciuti o meno da me, in genere con ci viene mai dato il tempo di conoscere in maniera sufficiente tutti i candidati, lo sforzo che si può fare è quello di seguire le “graticole”, i loro profili social, vedere i loro video, andarli a conoscere, ma il problema principale che molti di loro resteranno nell’ombra fino al fatidico giorno del click.

Per i comuni mortali ecco quali credo possano essere i parametri che dovrei considerare:

Stima ricevuta dal proprio meetup di appartenenza

Una persona che riceve la stima del proprio meetup è una persona che è stata capace di fare gruppo, che quindi ha le ossa per fare quello che in origine dovrebbe essere un Parlamentare del Movimento 5 Stelle: UN PORTAVOCE.
Al contrario, se uno/una non è capace di relazionarsi con un piccolo gruppo di concittadini, come è possibile che sia capace di relazionarsi con il resto della nazione?

Comunicazione adottata

Molti attivisti in questi giorni parleranno di loro per potersi presentare e farsi conoscere, io diffido molto da quelli che iniziano le frasi con “io ho fatto”, “io ho detto”… se cominciano adesso figuriamoci dopo.

Lotta comune Vs Battaglie private

Il movimento 5 stelle ha dei temi, questi sono sempre gli stessi dal primo giorno, o forse anche da prima. Sono quei temi che hanno dato vita al movimento e sui quali si fondano i principi che lo hanno visto nascere. Dobbiamo selezionare candidati che se arrivano in Parlamento devono portare avanti questi principi, gli piaccia o no. Ma se gli piace è meglio.

Un programma elettorale dovrebbe essere una tabella di marcia, non una raccolta di cartelli promozionali da rispolverare quando si vuole raccogliere consenso, e quindi sarebbe gradito che i candidati al Parlamento, siccome diventeranno propulsori della realizzazione del programma, abbiamo le idee chiare ed una idea precisa su come portare avanti almeno uno di questi punti. (altrimenti che vogliono andare a fare a Roma?)

Voto di coscienza

Tutto quello che non è scritto nel programma (quindi il 90% dell’attività parlamentare e dei temi quotidiani di cui ancora non abbiamo contezza) sarà svincolato dal programma ma non dai principi. Ma quali principi? Nella scorsa legislatura abbiamo assistito al fatidico “voto di coscienza”, che tradotto significa “non abbiamo il tempo di fare una consultazione, quindi votate un po’ come vi pare”.
A me farebbe piacere conoscere l’impegno che ogni candidato prende nel condividere con gli attivisti le scelte anche quotidiane, oppure che mi faccia capire quali sono le posizioni e le visioni sul governo del paese relativamente ai grandi temi che non sono contemplati nel programma.
Quali grandi temi? Bella domanda, ma è proprio quella che vorrei fare a tutti loro senza dare suggerimenti.

Simpatie/Antipatie

Tutti abbiamo simpatie o antipatie personali per motivi di chimica, per eventi passati, per incomprensioni, o proprio per comprensioni. Questi parametri di valutazione è opportuno tenerli in disparte, per il bene del Movimento e della nostra amata nazione. Dobbiamo elevarci ad esseri superiori e capire che votare una persona che vale deve essere la manifestazione più alta di quella coscienza divina di cui siamo illuminati e che devono mirare al futuro “più migliore” (cit.) per noi, i nostri figli e per le generazioni a venire.

Quelli che mi stanno sul cazzo

Quelli non li voterei neanche sotto tortura 😉

 

Sognava una granita, ebbe una granata

Sto scoprendo ultimamente che è difficile trovare qualcuno che non abbia avuto l’infanzia condizionata da un gelato, senza voler infierire sulle disavventure personali di nessuno, lascerò qui la mia testimonianza.

Correva un anno, di tanti anni fa, i gelati si pagavano ancora in lire, ed io mi trovavo nel solito posto di sempre, che adesso non ricordo. Ricordo però che si giocava molto tra noi amici, c’erano quelli più fighetti che giocavano a calcio balilla, e poi c’eravamo noi che non potevamo.

Eravamo un gruppetto di scartabellati, passavamo tutta la giornata sperando di poter giocare a calcio balilla come facevano quelli lì, e poi la sera, sconsolati per non aver avuto la possibilità di giocare a calcio balilla, ci buttavamo nei bar a giocare a biliardino, a me toccavano sempre i rossi, a chiunque altro “o’Napule!”.

Però noi eravamo amici, non importava chi vinceva o perdeva, anche perchè ogni pallina era una “pallina della vittoria”, dopo ci stringevamo la mano e non umiliavamo nessuno chiedendogli di succhiare lunghi gelati di color rosa, no, noi non eravamo così, noi ci compravamo tutti la granita nella vaschetta e ci davamo giù di lingua come se non ci fosse un domani.

Mentre quei fighetti giocavano a calcio balilla e succhiavano calippi e fiordifragola, noi imparavamo la fratellanza ed allenavamo le nostre lingue a scavare in profondità.

Un giorno mentre giocavamo a biliardino, sognando di giocare a calcio balilla, entrò nel locale un tizio sudato e di corsa, si comprò un gelato e lo mangiò velocemente, ed andando via di fretta dimenticò quello strano oggetto sul bancone. Eravamo dei bravi ragazzi, sopratutto lui, il nostro amico Robertino, infatti fu lui a prendere la granata ed a rincorrere il signore sudato.
Robertino gridava, gridava e correva, per attirare l’attenzione di quell’uomo il cui profilo ormai scompariva tra i vicoli della città, ma Robertino gridava, gridava e correva, ed agitava in alto la mano con la granata.

E’ stata l’ultima volta che abbiamo visto Robertino, si dice che sia stato malmenato lungamente dalla folla ed abbia subito un processo per procurato allarme. Ricevemmo una lettera da lui molti anni dopo, era in riformatorio, ci raccontava di come non se la passasse male, e di come finalmente aveva la possibilità di giocare tutti i giorni a calcio balilla.

Robertino era davvero bravo a biliardino, ma non credo fosse capace di giocare a calcio balilla, quindi supponiamo che ne abbia mangiati di fiordifragola….

lente

Le pensioni a cinque stelle in Regione Campania

Il Movimento 5 Stelle è un gruppo di cittadini prestati alla politica, quando ci sono state le elezioni regionali, tutti i candidati consiglieri hanno firmato un impegno, ed in linea con i principi guida applicano a loro stessi delle rinunce economiche e promuovono proposte di legge per l'applicazione delle stesse limitazioni anche ai restanti consiglieri delle altre forze politiche.

Come succede in Parlamento, i portavoce del movimento 5 stelle in Regione Campania, hanno depositato una proposta di legge che può essere consultata poiché pubblica, in questa proposta di legge si chiede di portare a 5.000 euro lorde per l'indennità di carica (lo stipendio).

La proposta prevede anche che eventuali altri redditi percepiti siano sottratti all'indennità di carica, ad esempio se il consigliere è proprietario di un appartamento e lo affitta a qualcuno, il reddito derivante da questo contratto di fitto va sottratto dallo stipendio spettante.

I consiglieri regionali godono anche di un "rimborso spese per l'esercizio del mandato", secondo il movimento 5 stelle queste spese devono essere rendicontate e non percepite in maniera forfetaria, ovvero, dopo aver presentato le fatture si ottiene il rimborso delle somme.
Le spese per l'esercizio del mandato, che vengono percepite senza tassazione, ai sensi dell'articolo 52 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (Testo unico delle imposte sui redditi) sono intese come spese sostenute dai consiglieri regionali per poter esercitare il proprio mandato.

Per quanto riguarda invece i contributi a fini pensionistici, i consiglieri vengono trattati in questo modo:

  • nel caso in cui il consigliere eletto fosse precedentemente dipendente di una pubblica amministrazione, la Regione continua a versare i contributi previdenziali al posto dell'ente precedente per non far perdere al consigliere anni di versamenti a causa del suo impegno politico, tali contributi vengono normalmente detratti dallo stipendio lordo.
  • sull'indennità di carica viene effettuata una trattenuta obbligatoria del 5% a titolo di contributo per la corresponsione dell'indennità di fine mandato che equivale ad uno stipendio per ogni anno di lavoro, un po' come avviene per i comuni mortali quando hanno un contratto di lavoro vero.
  • ai consiglieri regionali che abbiano svolto almeno 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno di mandato spetta, al raggiungimento del sessantesimo anno di età, un assegno vitalizio che è una sorta di pensione ed è cumulabile.

Anche la liquidazione (TFR) viene calcolato considerando un mese di stipendio per ogni anno di mandato.

Il movimento 5 stelle vuole modificare l'art.11 della legge che prevede l'assegno vitalizio e vuole equiparare il trattamento pensionistico dei consiglieri regionali a tutti gli altri dipendenti pubblici, quindi secondo i principi del movimento 5 stelle dovrebbe scomparire il vitalizio e si dovrebbero trattenere dalla indennità di carica (5000 euro lordi) i contributi previdenziali spettanti.

Infatti i consiglieri regionali della campania del movimento 5 stelle, come di può leggere dal sito dove pubblicano le rendicontazioni mensili, hanno calcolato che l'importo delle trattenute previdenziali da sottarre allo stipendio lordo (come nella proposta di legge) dovrebbe essere di 1,650.

trattamento-pensionistico

Resta da chiarire il concetto di stipendio "lordo", lo stipendio lordo è comprensivo delle trattenute previste ai fini pensionistici, che vanno quindi inclusi nello stipendio lordo, come ogni bravo dipendente capisce consultando la sua normale busta paga.

Altro punto da chiarire, poiché non ho trovato in questo caso la cosa esplicitata come avviene per i Parlamentari a 5 stelle, è se anche i consiglieri regionali rinunceranno al trattamento di fine mandato. Il vitalizio (da questa legislatura) non è più previsto, ma resta per i vecchi consiglieri regionali.

Al momento in cui sto scrivendo questo articolo (luglio 2016) la rendicontazione dei consiglieri regionali è ferma a febbraio, quindi non è possibile consultare tutte le informazioni, ma è evidente come le spese previdenziali vengano trattenute dai rimborsi spese e non dai 3.985,26 euro di stipendio netto, come esempio preso in esame a campione. (fonte: http://www.campania5stelle.com/luigi-cirillo/item/178-luigi-cirillo-febbraio-2016.html)

 

fonti:

Analisi di una rendicontazione

Come è possibile vedere nella colonna di destra, il consigliere preso a campione ha percepito 9.200 euro netti e ne ha restituiti 2.543.

Leggendo nel dettaglio (ma sarebbe interessante consultare la documentazione) il consigliere percepisce 4.760,45 euro netti di indennità da consigliere e ne restituisce 1435,45 senza applicare nessuna trattenuta previdenziale. 

La sezione dei rimborsi invece contiene tutte le spese giustificate come spese di mandato, ovvero le spese che occorrono per svolgere le proprie attività politiche in regione campania, infatti sono citati 600 euro al mese per l'usura dell'auto per andare a lavorare da Castellammare al Centro Direzionale (previsto dal tabellario ACI),  98,20 euro di autostrada, 244 euro di autogrill, 58,10 euro per gestire l'ufficio, il cellulare, consulenze legali ed un generico "informatica" che potrebbe essere qualsiasi cosa che giustamente può servire per svolgere il mandato e che merita di essere acquistata con denaro pubblico.

Oltre queste spese emergono 400,00 euro per le spese relative ai collaboratori personali (non so se si tratta di stipendio comprensivo di contributi, o di pagamenti di fatture o altro tipo di accordo visto che questi documenti non sono resi pubblici).

Infine, tra i soldi pubblici trattenuti e non restituiti come spese di esercizio del mandato, ecco apparire nell'elenco 1.200,00 euro di "spese previdenziali".

Cambiando mese di riferimento e consigliere i dati non cambiano molto, in questo caso ho usato l'ultimo mese disponibile del consigliere che ho "adottato" dopo la campagna "adotta un consigliere".

Una nota a parte merita la consigliera Maria Muscarà che non utilizza i soldi delle spese di esercizio del mandato poichè, da lavoratrice, ha già versato tutti i contributi che i comuni cittadini sono tenuti a versare.

 

Conclusioni momentanee

Le informazioni raccolte ed esposte in questo post potrebbero non essere esatte a causa della difficoltà incontrata a reperire le informazioni necessarie, ho dovuto consultare la legge di riferimento e potrei essermi perso qualche successiva modifica, potrei aver letto male la rendicontazione, ci potrebbero essere dei problemi di visualizzazione del mio monitor, quindi rimando tutte le considerazioni del caso dopo aver avuto la possibilità di approfondire, a seguito di questo post, tutto il materiale che chiunque può inviarmi.

La mia idea è quella di chiedere pubblicamente, in nome della trasparenza, una spiegazione convincente alla scelta (non condivisa in nessuna assemblea pubblica, o consultazione sul sito del movimento 5 stelle) effettuata dai portavoce del Movimento 5 Stelle.

AGGIORNAMENTO DEL 4 OTTOBRE 2016

quando ho scritto questo post l'ho protetto da password ed ho dato la password ai soli consiglieri regionali della campania eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle per dar loro modo di integrare queste informazioni o fornire una spiegazione alle richieste avanzate, dopo essermi assicurati che l'abbiano letto e non avendo avuto alcuna risposta rendo pubblico questo post per trasparenza in modo da poter ricevere contributi da chiunque abbia più informazioni di me.

Il quesito è : perchè usare soldi pubblici destinati a rimborsare spese di esercizio del mandato per sostenere spese non legate all'esercizio del mandato?

Ci sono porcate che bisogna conoscere.

Quando ero alla scuola elementare i miei amici giocavano ripetendo le scene dei cartoni animati, all’epoca Goldrake o Jeeg Robot, io non partecipavo perché non guardavo la televisione e non sapevo di che stessero parlando. I miei amici sono diventati adulti, nessuno di loro si è buttato dal balcone aspettando che qualcuno gli lanciasse i componenti.
Oggi un video di alcuni ragazzini che per strada riproducono le scene di una fiction fanno scalpore e fanno indignare, perché la televisione che per anni ha insegnato l’Italiano agli italiani, adesso dovrebbe insegnare a sparare?
Certo che finché a sparare sono i cowboy, i gangsters di New York, finché i killer sono interpretati da Al Pacino, nessuno si scandalizza.
L’anno scorso alla scuola media qui vicino hanno trasmesso un film documentario su Auschwitz, che io sappia nessun ragazzino ha organizzato una imboscata ai propri amici, o cercato di chiuderli in una camera a gas.
Però la camorra fa paura, eh sì perchè la camorra non è un evento storico, di fantascienza o lontano da noi, la camorra è tra di noi.
A qualcuno fa paura la camorra, a qualcun altro fa paura che si parli di camorra.
Nel quartiere dove sono cresciuto io la camorra non l’ho mai vista, già perchè era ovunque e, guarda un po’, non ci avevo mai fatto caso. Passavo per Forcella tutti i giorni e sentivo dire dalla televisione che c’era la camorra, ma io mi guardavo sotto i piedi, mi giravo intorno, ma sta camorra non la vedevo.
Nel mio quartiere ogni tanto qualcuno veniva sparato, una volta una ragazzina è rimasta uccisa mentre volevano uccidere qualcun altro, ma è stato uno su una moto, non è stata la camorra.
I negozi pagavano una somma di denaro ogni tanto per evitare di saltare in aria, una estorsione si dice, ma mica era la camorra a chiedere i soldi? Se vi capitava, erano dei ragazzi, o dei signorotti, che erano proprio uguali agli altri, non era la camorra.
La camorra non esiste, ho sentito dire, ma esistono i camorristi di sicuro, e quelli i camorristi non sono buoni.
Che delusione avrebbero avuto i bambini di un tempo se i genitori gli avessero spiegato che i Cow Boy erano i cattivi e gli indiani quelli buoni? Ma forse i genitori di una volta tante cose non è che le sapevano.
Ed i genitori di oggi? I genitori di oggi non sanno neanche che la serie TV Gomorra è vietata ai minori di 14 anni, che a casa non si deve evitare di parlare di camorra, di sesso e di politica, affinché i nostri ragazzi crescano conoscendo quello che gli aspetta fuori dalla porta di casa, e che non imparino la camorra da Gomorra, il sesso da YouPorn e la politica da Renzi, ma sono tutte e tre porcate che bisogna conoscere.

Non fa niente se te la lecco?

Ogni giorno viviamo nella consapevolezza di essere intercettati, spiati, osservati, controllati, screenshottati, e lo abbiamo voluto noi quando non siamo stati abbastanza svegli ed abbiamo consentito ai governi di tutto il mondo di utilizzare la strategia del terrore per sottrarci la privacy (a norma di legge).
Adesso però possiamo sentirci tutti più sicuri, sicuri di aver perso la libertà. Il titolo di questo articolo è stato scelto perché il 90% dei lettori si ferma al titolo, e non c’è peggiore abitudine per farsi disinformare a dovere. La frase nel titolo si riferiva ad una cartina, quando ti fai tu le sigarette e ne devi offrire una, capita.

La notizia che dovrebbe essere contenuta in questo articolo di sicuro non la troverai sui giornali, non te la daranno in televisione e neanche la ascolterai in radio, eppure è così evidente che non sarebbe neanche necessario darla. Ma in fondo, perché non darla? Seppure rischioso, darla dovrebbe essere una missione, quindi se anche tu credi che attorno a te ci siano persone che ne hanno bisogno, dalla.

Togliere la privacy alle persone non risolverà il problema della sicurezza, perché chi deve comunicare informazioni che non vuole far intercettare, ha gli strumenti per farlo comunque, per il resto delle persone resta la consapevolezza che il telefono, Facebook, WhatsApp, Skype, Gmail e ogni mezzo di comunicazione comunemente disponibile è banalmente violabile dai governi, e concretamente parlando, alla luce di quello che sappiamo almeno del nostro di governo, questa opportunità può essere utilizzata per spionaggio industriale, ricatto di avversari politici, curiosità personale e molto di più.
Tutto questo anche senza l’autorizzazione di un magistrato, senza una motivazione valida e, sopratutto, senza che ne resti traccia.

A Natale telefono sempre a mia madre per farle gli auguri, anche in quella occasione non mi sottraggo mai al dovere morale di salutare anche il militare che in quel momento potrebbe avere il compito di intercettare la mia telefonata, ultimamente ricordo che dissi “auguri anche a voi, mariscià”, forse è per questo che dopo pochi secondi mi è arrivato un SMS anonimo con scritto “ANCHE A TE E FAMIGLIA”.

Accendiamolo il cero, per poter dire “io cero”…

Questa sera alle ore 22:00 sulle nostre finestre, accendiamo un cero. Lo accendiamo per le vittime parigine, per quelle di new york, per quelle russe, per quelle siriane, per quelle curde, per quelle palestinesi, libiche, nigeriane, e per le vittime di tutte le altre guerre in corso.

Solo in Europa, al momento, ci sono 9 stati e 75 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti, quasi tutti armati dalla stessa mano. Punti Caldi: Cecenia (guerra contro i militanti islamici), Daghestan (guerra contro i militanti islamici), Ucraina (Secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk)

FRANCIA (2)
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Dal 12 Gennaio 2012 l’esercito francese e l’esercito maliano (con l’aiuto degli eserciti di altri paesi africani) stanno combattendo i gruppi radicali islamici che hanno occupato il nord del Mali.

eserciti:

– Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FLNC) o Fronte di Liberazione Nazionale Corsu (FLNC) o Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC) precedentemente divisi in Brigate Rivoluzionarie Corse (BRC)

– Armata di Liberazione Nazionale Corsa (ALNC) contro la presenza francese nell’isola dal 1976

GEORGIA
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Dopo la guerra tra Georgia e Russia/Abkazia/Ossezia del Sud nel 2008, alcune volte sono state segnalate tensioni confine

GRECIA (15 eserciti)
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IRLANDA DEL NORD (9 eserciti)
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ITALIA (26)
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Federazione Anarchico Informale (FAI)/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI) (FAI/FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Rivoluzionaria Lambros Fountas dal 2003
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cooperativa Artigiana fuoco e affini (occasionalmente spettacolare)/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Brigata 20 Luglio/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Sorelle in armi nucleo Mauricio Morales/ Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Solidarietà Internazionale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Animale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule contro il Capitale il Carcere i suoi Carcerieri e le sue Celle
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule armate per la solidarietà internazionale
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Anonima Terribile (RAT)
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule metropolitane
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Narodnaja Vojla
Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Olga (forse si riferisce a Olga Ekonomidou, membro del movimento di Cospirazione delle cellule di fuoco – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI-(FRI))
Federazione Anarchica Informale (FAI)/gruppo 22 maggio (da Maggio 2012)
Il Silvestre (gruppo anarchico ecologista)
Gruppi armati patriottici (Gap) dal 2011
Nucleo Galesi per i Pac (Proletari Armati per il Comunismo)
Movimento Armati Proletari
Movimento Fronte Rivoluzionario dal 2011
Gruppi Armati Proletari (GAP) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Brigate Rosse, Brigata Gino Liverani ‘Diegò’ (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Nar Nucleo Armato Rivoluzionario Giuseppe Valerio Il Giusta (Nar) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Animal Liberation Front
Nuove Brigate Rosse – C.A.C. (esistenza non confermata)
Nuclei Operativi Armati (NOA) dal 19 Febbraio 2014 (esistenza non confermata)

Nagorno-Karabakh
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RUSSIA (16)
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SPAGNA (2)
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UCRAINA (15)
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AFRICA:

(27 Stati e 188 tra milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Egitto (guerra contro militanti islamici ramo Stato Islamico), Libia (guerra civile in corso), Mali (scontri tra esercito e gruppi ribelli), Nigeria (guerra contro i militanti islamici), Repubblica Centrafricana (spesso avvengono scontri armati tra musulmani e cristiani), Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), Somalia (guerra contro i militanti islamici di al-Shabaab), Sudan (guerra contro i gruppi ribelli nel Darfur), Sud Sudan (guerra civile)

ASIA:

(16 Stati e 150 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Afghanistan (guerra contro i militanti islamici), Birmania-Myanmar (guerra contro i gruppi ribelli), Filippine (guerra contro i militanti islamici), Pakistan (guerra contro i militanti islamici), Thailandia (colpo di Stato dell’esercito Maggio 2014)

MEDIO ORIENTE:

(8 Stati e 225 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Iraq (guerra contro i militanti islamici dello Stato Islamico), Israele (guerra contro i militanti islamici nella Striscia di Gaza), Siria (guerra civile), Yemen (guerra contro e tra i militanti islamici)

AMERICHE:

(5 Stati e 25 tra cartelli della droga, milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Colombia (guerra contro i gruppi ribelli), Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico)

IN TOTALE AL MOMENTO (MA SICURAMENTE STO DIMENTICANDO QUALCOSA) CI SONO 65 STATI COINVOLTI NELLE GUERRE E 665 GRUPPI SEPARATISTI, MILIZIE-GUERRIGLIERI COINVOLTI. E NESSUNO NE FA UNA QUESTIONE RELIGIOSA, SOTTO TUTTI I CONFLITTI C’E’ UN INTERESSE PURAMENTE ECONOMICO.

NON ESCLUSO CHE LO IOR ABBIA INTERESSE IN QUALCHE INDUSTRIA CHE PRODUCE CERI PER LUTTO…..

(fonte : http://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333)

emblema repubblica italiana

Brogli Elettorali in Campania, aspettiamo da 5 mesi una risposta dal Ministro degli Interni

Le elezioni regionali in Campania si sono svolte in 3 passi:

  1. alcuni cittadini si sono candidati
  2. alcuni cittadini li hanno votati
  3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore

Nessuno di questi passi ha rispettato la legge in pieno.

1.alcuni cittadini si sono candidati…

…ma lo hanno fatto non rispettando la legge. Presso il TAR della Campania esistono diversi ricorsi tutti denunciando irregolarità nella consegna di molte liste che hanno partecipato alla competizione elettorale, in effetti risulterebbero consegnate fuori termine, con documentazione mancante, con firme non autenticate o autenticate male. In alcuni casi (come alle comunali di Quarto) diverse liste sono state escluse, mentre per le stesse motivazioni altre hanno partecipato alle elezioni.

2. alcuni cittadini li hanno votati…

…o almeno hanno creduto di farlo, infatti sono stati numerosi gli interventi delle forze dell’ordine in tutta la Campania, per irregolarità di voto, mi riferisco a compravendita di voti, a schede e timbri rinvenuti a casa di pregiudicati, oppure verbali non redatti o redatti male.

3. alcuni cittadini sono diventati consiglieri regionali ed uno governatore…

…anche se la legge non gli consentiva di farlo. Abbiamo un governatore della regione Campania che, per effetti della legge, non potrebbe svolgere questo incarico, ma a nulla sono valse le dimostranze (anche in tribunale) poichè è evidente che il potere politico abbia la capacità di eludere impunemente, e senza troppe difficoltà, l’intero ed ingarbugliato sistema giustizia.

Nel frattempo, l’11 giugno, 8 parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno depositato in Parlamento una interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Ministro degli Interni, ed ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.

Ecco il link alla interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/09441&ramo=CAMERA&leg=17

 

scontrino mediaworld

Solo i fessi pagano le tasse?

Ok, è colpa mia, non so avere cura degli oggetti, e così ho rotto per l’ennesima volta il cavetto di alimentazione del mio cellulare, ufficialmente da questo momento posso dire di aver speso più di cavetti che di cellulare, colpa della obsolescenza programmata e del mio disamore per gli oggetti.

Mi reco nel primo centro commerciale che incontro, e spendo di nuovo 15,99 per comprare un cavo di marca, anche se non originale. L’originale costa 25 euro e dura lo stesso tempo. Esco e mi controllano lo scontrino, forse a causa della mia faccia poco raccomandabile.

Fanno bene, ci sono tanti ladri in giro, meglio controllare che il cliente abbia pagato.

Loro, invece, hanno una legge su misura per poter rubare senza problemi. I centri commerciali, infatti, non emettono un vero scontrino fiscale, ma solo un foglietto di carta che non vale niente, perchè grazie alla legge numero 311/2004, articolo 1 comma 429, le grandi nazionali non pagano le tasse in Italia, no, loro le pagano nei paradisi fiscali dove hanno la residenza fiscale.

Ogni giorno, i centri commerciali, dichiarano quanto hanno incassato e girano allo stato l’IVA, trattenendo per se l’intero guadagno senza pagare alcuna tassa, cosa diversa succede ai piccoli imprenditori italiani che se non emettono lo scontrino pagano una multa e rischiano la chiusura dell’attività fino a 6 mesi.

Questo post, letto da qualcuno un po’ attento potrebbe essere ritenuto banale, ed in realtà lo è perchè non è così semplice analizzare il modo in cui le grandi multinazionali evadono le tasse in Italia, ma lo fanno. A titolo puramente di esempio, riporto un estratto di uno studio su IKEA fatto circa 3 anni fa da Alessandra De Angelis che cerca di “seguire” il flusso di denaro di questa azienda.

Nella posizione di controllo di tutto il gruppo c’è una coppia che nel 1982 ha creato in Olanda un’associazione No Profit chiamata Stichting Ingka Foundation. Lui, Ingvar Kamprad , è uno degli uomini più ricchi del mondo. Inter Ikea Holding è venuta in seguito ed è stata fondata nelle Antille Olandesi. Inter Ikea System Bv, controllata da Inter Ikea Holding, è la titolare del “concetto Ikea”, per il quale gli vengono riconosciute ogni anno royalties, che corrispondono come minimo al 3% del fatturato, dalle più di 250 sedi Ikea nel mondo.

Ma veniamo all’Italia, che in questa sede è quello che ci interessa. Quando acquistate un qualsiasi prodotto in un negozio Ikea sullo scontrino potete leggere che è stato emesso da Ikea Italia Retail. Questa società è italianissima: ha sede a Carugate, in provincia di Milano, e paga le tasse in Italia. Retail fa capo alla Ikea Italia Holding, holding italiana con socio unico, la holding olandese appunto. In Italia altre tre società sono registrate con il marchio Ikea: Ikea Italia Distribution, Ikea Italia Property e Ikea Trading Services Italy.

Poiché Ikea non è quotata in borsa è sottoposta a scarsi obblighi di trasparenza se non i fatturati dei Retail, ovvero dei negozi dislocati.

Quello che Retail, Property e Distribution possono fare è scambiarsi i dati: questo, relativamente alle voci di bilancio, permette di spostare le voci in positivo fuori dall’Italia riducendo gli oneri fiscali nel nostro Paese.

Prendiamo poi nello specifico Ikea Property, che si occupa della realizzazione dei mobili che poi vengono venduti nei Retail. Property ha un capitale sociale pari  5 milioni di euro e un bilancio in rosso (con debiti verso le società controllanti che ammontano a circa 400 milioni). Di conseguenza, l’interesse pagato alle stesse controllanti supera i 18 milioni di euro. L’interesse però abbatte l’imponibile nel nostro Paese. E’ quello che si chiama “sandwich olandese” con migrazione di capitali fuori dall’Italia.

C’è poi la Ikea Trading Services, che però ha sede a Trezzano del Naviglio (Mi), che gestisce le relazioni tra la multinazionale e i suoi fornitori italiani. Il 99% delle quote è controllato da Ingka Pro Holding (Olanda) e il restante 1% da Ingka Holding Europe (Olanda).

Ci avete capito qualcosa?

Se non ci avete capito molto, state tranquilli, ci sono voluti i migliori esperti di finanza per fare in modo di non far capire niente…

Attraverso un giro di fatturazione e di rapporti tra aziende appartenenti allo stesso gruppo, non c’è evasione fiscale, ma un metodo per eluderle, ricordate, solo i fessi non pagano le tasse,  i furbi sanno come non pagarle.

Se volete continuare la lettura, vi consiglio questo link: http://www.panorama.it/economia/tech-social/google-risparmia-tasse-irlanda/

Il M5S consegna in regione il Reddito di Cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è al primo punto del programma del Movimento 5 Stelle, tema affrontato a livello nazionale per restituire dignità a chi non ha davvero più nessuna speranza di poter ricominciare un cammino di normalità.

Le autonomie regionali consentono di poter incidere sulla questione “reddito di cittadinanza” in attesa che si muova il mostro burocratico centrale, ed è così che il movimento 5 stelle deposita in regione (Emilia Romagna) la proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che allego a questo post in modo che tutti possiate leggerla. (clicca qui per scaricare la proposta di legge del m5s Emilia Romagna).

In Campania potremmo partire dalla proposta presentata dal PD e studiando le differenze, emendare questa proposta per renderla simile alla nostra, che riteniamo più completa, è possibile fare questa in VI Commissione, Politiche Sociali, dove verrà discussa in prima istanza, e dove il M5S Campania ha due membri.

Il movimento 5 stelle vuole di reddito di cittadinanza, non è alla ricerca di bandierine.

 

dignità

Il reddito di cittadinanza in Regione Campania ha iniziato il suo percorso.

Probabilmente i 7 neo eletti consiglieri regionali del movimento 5 stelle sono troppo indaffarati da non accorgersi che in data 15 settembre 2015, tre consiglieri di altre forze politiche hanno depositato una proposta di legge per il reddito di cittadinanza. (Prot.Gen 2015.0011876/P)

Fortunatamente il movimento 5 stelle è formato da migliaia di cittadini che sono attenti a quello che succede, e che sostengono i loro 7 portavoce aiutandoli a “restare sul pezzo”, quindi adesso credo che il loro compito sia quello di contattare i consiglieri Gianluca Daniele, Rosa D’Amelio e Nicola Marrazzo e di controllare che la legge da loro proposta sia una buona legge, e che percorra quanto prima tutto l’iter necessario affinchè diventi un vero beneficio per i cittadini e non una trovata mediatica.