#RAZZISMO

Resto sempre più di frequente stupito dalla mia ignorantezza, a tal punto da rimettere periodicamente in gioco le mie convinzioni, oggi parliamo di RAZZISMO. La definizione wikipediana di razzismo è :
Il termine razzismo nella sua definizione più semplice si riferisce a un’idea, spesso preconcetta[1] e comunque scientificamente errata, come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da molti altri approcci metodologici, che la specie umana (la cui variabilità fenotipica, l’insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un vivente, è per lo più soggetta alla continuità di una variazione clinale) possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali, etiche e/o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro.
In buona sostanza è razzista colui che rende l’appartenenza ad una etnia una discriminante nel giudicare, o rendere disponibili diritti.
Poniamo ad esempio il caso di un italiano che voglia andare all’estero senza disporre di un visto. A questa persona non sarebbe consentito entrare in una nazione straniera, e questo sarebbe sì contrario ai principi della libera circolazione degli esseri umani sulla superficie del pianeta, ma non sarebbe un atto di razzismo.
Se l’esempio lo facciamo al contrario, ovvero se uno straniero volesse entrare in Italia senza visto, e questo straniero fosse di nazionalità Canadese, ancora non ci troveremo di fronte ad un caso di razzismo e nessuno si scandalizzerebbe.
Se invece l’esempio lo facciamo nei confronti di un uomo di colore, allora questo suscita un sentimento completamente diverso, e chiunque impedisca a questa persona di entrare in Italia, sarebbe tacciato di razzismo.

Lo so, l’argomento è spinoso, perchè la molla scatta facilmente, ma se davvero vuoi permettermi di esprimere la mia idea, è necessario tirare un respiro profondo e giudicare la questione asetticamente.
Affronto senza timore alcuni casi di cronaca recente, in modo da illustrare la mia opinione.
Un cittadino americano che cerca di entrare clandestinamente in Italia, ed un suo simile africano devono essere, per non incorrere in razzismo, considerati uguali. Attenzione: io non mi riferisco ai richiedenti asilo, che a prescindere dal colore delle pelle, hanno il diritto sacrosanto di essere ospitati e protetti per tutelare i loro diritti umani.
Impedire agli immigrati clandestini che hanno viaggiato con un barcone e che si trovano in difficoltà temporanee di salute è disumano ed intollerabile dalla società civile, ma la condizione in cui si trovano viene generata da organizzazioni criminali che lucrano su questa prassi ed approfittano del fatto che in questo modo i loro “clienti” vengono accolti nelle nazioni di destinazione.
Considerare questo problema come un problema di razzismo è stupido per un semplice motivo, allontana dalla mente il vero problema che non è rappresentato dal dover ospitare queste persone, ma dal motivo originario che spinge queste persone a lasciare la loro patria per immigrare clandestinamente in Italia.
Questo è il vero problema che deve essere risolto, ma è un problema su cui le potenze mondiali (vere cause dell’immigrazione) non vogliono che le popolazioni si concentrino, e quindi spingono mediaticamente a portare la questione nell’ambito sbagliato. Si chiama “distrazione di massa”.
Ormai siamo programmati in modo da leggere quello che ho scritto fino ad adesso e restare abbagliati da quella luce rossa lampeggiante accanto la scritta “RAZZISMO”.

Perchè tutto questo?

L’immigrazione è un fenomeno che nasce dall’invivibilità dei paesi di provenienza, questa è causata dalla speculazione delle multinazionali, gli africani devono lasciare il loro continente (meraviglioso) perché lì non esiste più terra coltivabile liberamente, immense aree sono proprietà privata di multinazionali e di governi esteri.
Nell’ultimo rapporto Honest Accounts si analizzano i flussi economici e finanziari di 47 stati africani. I paesi africani sono in una posizione di credito nei confronti del resto del mondo, con un saldo attivo di 41,3 miliardi di dollari. Ovviamente di questa ricchezza gli emigranti che arrivano sui barconi non hanno mai avuto nessun beneficio, le multinazionali sì.
Grandi aziende creano enormi profitti sfruttando le risorse africane ed evadono le tasse spedendo i guadagni in paradisi fiscali, per questo motivo l’economia in Africa, dove la corruzione è molto alta, non consente al continente lo sviluppo che meriterebbe.
L’Africa è ricca di terreni coltivabili, risorse minerarie e petrolifere, diamanti e turismo. Tutte queste attività sono gestite da multinazionali estere, i terreni disponibili in Africa sono quasi totalmente di proprietà di governi ed aziende, ed alla popolazione locale non è consentita la coltivazione.
L’espressione utilizzata è “land grabbing” (accaparramento di terre), gli stati poveri di terre coltivabili (come ad esempio l’Arabia Saudita), quelli densamente popolati come il Giappone, quelli emergenti come la Cina che devono far fronte al costante incremento della domanda interna di prodotti alimentari, da tempo hanno incominciato ad affittare e comprare terreni all’estero per poterli coltivare.
Tra i privati, le richieste provengono invece soprattutto dalle industrie produttrici di biocarburanti che necessitano di immense estensioni di terra per coltivare palme da olio, mais, colza, girasole, canna da zucchero e altre specie vegetali dalle quali ricavano il carburante alternativo ai prodotti petroliferi.
Alcune cifre rendono un’idea dell’entità del fenomeno. Per quanto è dato sapere, il governo e le imprese private della Corea del Sud sono proprietari di almeno 2.306.000 ettari di terre all’estero. Seguono la Cina, con 2.090.796 ettari, l’Arabia Saudita, con 1.610.117 ettari, gli Emirati Arabi Uniti, con 1.282.500 ettari, il Giappone, con 324.262 ettari. Vi consiglio la lettura di questo articolo: https://www.tempi.it/rubare-allafrica-i-pirati-di-terre-siamo-noi/
Quindi il problema è confondere la speculazione finanziaria con il razzismo, quindi i bambini della scuola di Lodi dovrebbero mangiare con gli altri bambini senza se e senza ma, ma non per una questione di razzismo, perché tutti i bimbi sono uguali, e tutti i bimbi hanno gli stessi diritti.
E’ un problema burocratico? Ok, allora è un problema burocratico, poteva accadere anche a dei bambini italiani, non è quindi razzismo, ma problema burocratico e come tale va risolto, magari creando una interfaccia tra le ambasciate per consentire un agevole reperimento dei documenti all’estero e nel frattempo consentire l’autocertificazione.
Se un problema burocratico del cazzo ci salta all’occhio solo per il colore della pelle di chi ha il problema, allora i razzisti sono proprio quelli che gridano al razzismo. Una società civile tutela i bambini, tutti, senza distinzione, senza se e senza ma, con la stessa forza e determinazione.
Chi strumentalizza politicamente queste questioni è oltre il razzismo, è proprio un pezzo di merda.