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Le pensioni a cinque stelle in Regione Campania

Il Movimento 5 Stelle è un gruppo di cittadini prestati alla politica, quando ci sono state le elezioni regionali, tutti i candidati consiglieri hanno firmato un impegno, ed in linea con i principi guida applicano a loro stessi delle rinunce economiche e promuovono proposte di legge per l'applicazione delle stesse limitazioni anche ai restanti consiglieri delle altre forze politiche.

Come succede in Parlamento, i portavoce del movimento 5 stelle in Regione Campania, hanno depositato una proposta di legge che può essere consultata poiché pubblica, in questa proposta di legge si chiede di portare a 5.000 euro lorde per l'indennità di carica (lo stipendio).

La proposta prevede anche che eventuali altri redditi percepiti siano sottratti all'indennità di carica, ad esempio se il consigliere è proprietario di un appartamento e lo affitta a qualcuno, il reddito derivante da questo contratto di fitto va sottratto dallo stipendio spettante.

I consiglieri regionali godono anche di un "rimborso spese per l'esercizio del mandato", secondo il movimento 5 stelle queste spese devono essere rendicontate e non percepite in maniera forfetaria, ovvero, dopo aver presentato le fatture si ottiene il rimborso delle somme.
Le spese per l'esercizio del mandato, che vengono percepite senza tassazione, ai sensi dell'articolo 52 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (Testo unico delle imposte sui redditi) sono intese come spese sostenute dai consiglieri regionali per poter esercitare il proprio mandato.

Per quanto riguarda invece i contributi a fini pensionistici, i consiglieri vengono trattati in questo modo:

  • nel caso in cui il consigliere eletto fosse precedentemente dipendente di una pubblica amministrazione, la Regione continua a versare i contributi previdenziali al posto dell'ente precedente per non far perdere al consigliere anni di versamenti a causa del suo impegno politico, tali contributi vengono normalmente detratti dallo stipendio lordo.
  • sull'indennità di carica viene effettuata una trattenuta obbligatoria del 5% a titolo di contributo per la corresponsione dell'indennità di fine mandato che equivale ad uno stipendio per ogni anno di lavoro, un po' come avviene per i comuni mortali quando hanno un contratto di lavoro vero.
  • ai consiglieri regionali che abbiano svolto almeno 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno di mandato spetta, al raggiungimento del sessantesimo anno di età, un assegno vitalizio che è una sorta di pensione ed è cumulabile.

Anche la liquidazione (TFR) viene calcolato considerando un mese di stipendio per ogni anno di mandato.

Il movimento 5 stelle vuole modificare l'art.11 della legge che prevede l'assegno vitalizio e vuole equiparare il trattamento pensionistico dei consiglieri regionali a tutti gli altri dipendenti pubblici, quindi secondo i principi del movimento 5 stelle dovrebbe scomparire il vitalizio e si dovrebbero trattenere dalla indennità di carica (5000 euro lordi) i contributi previdenziali spettanti.

Infatti i consiglieri regionali della campania del movimento 5 stelle, come di può leggere dal sito dove pubblicano le rendicontazioni mensili, hanno calcolato che l'importo delle trattenute previdenziali da sottarre allo stipendio lordo (come nella proposta di legge) dovrebbe essere di 1,650.

trattamento-pensionistico

Resta da chiarire il concetto di stipendio "lordo", lo stipendio lordo è comprensivo delle trattenute previste ai fini pensionistici, che vanno quindi inclusi nello stipendio lordo, come ogni bravo dipendente capisce consultando la sua normale busta paga.

Altro punto da chiarire, poiché non ho trovato in questo caso la cosa esplicitata come avviene per i Parlamentari a 5 stelle, è se anche i consiglieri regionali rinunceranno al trattamento di fine mandato. Il vitalizio (da questa legislatura) non è più previsto, ma resta per i vecchi consiglieri regionali.

Al momento in cui sto scrivendo questo articolo (luglio 2016) la rendicontazione dei consiglieri regionali è ferma a febbraio, quindi non è possibile consultare tutte le informazioni, ma è evidente come le spese previdenziali vengano trattenute dai rimborsi spese e non dai 3.985,26 euro di stipendio netto, come esempio preso in esame a campione. (fonte: http://www.campania5stelle.com/luigi-cirillo/item/178-luigi-cirillo-febbraio-2016.html)

 

fonti:

Analisi di una rendicontazione

Come è possibile vedere nella colonna di destra, il consigliere preso a campione ha percepito 9.200 euro netti e ne ha restituiti 2.543.

Leggendo nel dettaglio (ma sarebbe interessante consultare la documentazione) il consigliere percepisce 4.760,45 euro netti di indennità da consigliere e ne restituisce 1435,45 senza applicare nessuna trattenuta previdenziale. 

La sezione dei rimborsi invece contiene tutte le spese giustificate come spese di mandato, ovvero le spese che occorrono per svolgere le proprie attività politiche in regione campania, infatti sono citati 600 euro al mese per l'usura dell'auto per andare a lavorare da Castellammare al Centro Direzionale (previsto dal tabellario ACI),  98,20 euro di autostrada, 244 euro di autogrill, 58,10 euro per gestire l'ufficio, il cellulare, consulenze legali ed un generico "informatica" che potrebbe essere qualsiasi cosa che giustamente può servire per svolgere il mandato e che merita di essere acquistata con denaro pubblico.

Oltre queste spese emergono 400,00 euro per le spese relative ai collaboratori personali (non so se si tratta di stipendio comprensivo di contributi, o di pagamenti di fatture o altro tipo di accordo visto che questi documenti non sono resi pubblici).

Infine, tra i soldi pubblici trattenuti e non restituiti come spese di esercizio del mandato, ecco apparire nell'elenco 1.200,00 euro di "spese previdenziali".

Cambiando mese di riferimento e consigliere i dati non cambiano molto, in questo caso ho usato l'ultimo mese disponibile del consigliere che ho "adottato" dopo la campagna "adotta un consigliere".

Una nota a parte merita la consigliera Maria Muscarà che non utilizza i soldi delle spese di esercizio del mandato poichè, da lavoratrice, ha già versato tutti i contributi che i comuni cittadini sono tenuti a versare.

 

Conclusioni momentanee

Le informazioni raccolte ed esposte in questo post potrebbero non essere esatte a causa della difficoltà incontrata a reperire le informazioni necessarie, ho dovuto consultare la legge di riferimento e potrei essermi perso qualche successiva modifica, potrei aver letto male la rendicontazione, ci potrebbero essere dei problemi di visualizzazione del mio monitor, quindi rimando tutte le considerazioni del caso dopo aver avuto la possibilità di approfondire, a seguito di questo post, tutto il materiale che chiunque può inviarmi.

La mia idea è quella di chiedere pubblicamente, in nome della trasparenza, una spiegazione convincente alla scelta (non condivisa in nessuna assemblea pubblica, o consultazione sul sito del movimento 5 stelle) effettuata dai portavoce del Movimento 5 Stelle.

AGGIORNAMENTO DEL 4 OTTOBRE 2016

quando ho scritto questo post l'ho protetto da password ed ho dato la password ai soli consiglieri regionali della campania eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle per dar loro modo di integrare queste informazioni o fornire una spiegazione alle richieste avanzate, dopo essermi assicurati che l'abbiano letto e non avendo avuto alcuna risposta rendo pubblico questo post per trasparenza in modo da poter ricevere contributi da chiunque abbia più informazioni di me.

Il quesito è : perchè usare soldi pubblici destinati a rimborsare spese di esercizio del mandato per sostenere spese non legate all'esercizio del mandato?

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