piero disogra

Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale

A Maggio 2016 avremo le elezioni del Consiglio Comunale in molti comuni, in particolare a Napoli, la comunità del Movimento 5 Stelle è in perenne fermento, si discute in questi giorni del modo migliore per preparare il nostro programma, si è anche detto che non possiamo dare per scontato che si presenterà una lista se non si avrà la garanzia che il processo sia condiviso e rispettoso dei principi che hanno fatto nascere il movimento.

Belle parole, considerando il fatto che internamente ci sono anche diverse perplessità, proteste, persone che scalciano, ed è per questo motivo che ho avanzato una proposta, l’ho fatto nel corso della assemblea cittadina del Meetup Napoli del 25 settembre. (dal minuto 14:00 qui https://youtu.be/0YD_SCDL_5s )

La proposta è quella di creare un “Comitato di Vigilanza” che eviti i problemi avuti durante la scorsa campagna elettorale per l’elezione del Consiglio Regionale della Campania, frutto di una riflessione sulle difficoltà vissute in qualità di candidato per il moVimento 5 stelle.

Prima di descrivere la proposta, che tende a risolvere un problema, credo sia il caso di illustrare il problema.

Il “Metodo Cirillo”

Il nome di fantasia per descrivere questa prassi è ispirato dalla storia di Cirillo di Alessandria (leggi la storia di Cirillo di Alessandria su Wikipedia)

Quello che che descriverò è assolutamente lontano dai principi del movimento 5 stelle, ogni candidato che dovesse comportarsi in questo modo dovrebbe essere tenuto lontano da ogni possibilità di diventare portavoce.

La strada per conquistare una “poltrona” sfruttando il movimento 5 stelle passa attraverso due fasi, la prima consiste nel conquistare un posto in lista, la seconda nel farsi votare dai cittadini che devono esprimere una preferenza.

La prima fase si svolge sul “blog”, ovvero su una piattaforma informatica dove hanno diritto al voto i cittadini certificati con documento di riconoscimento entro una certa data. I numero necessari per poter entrare in lista sono davvero esigui, parliamo di circa 100 voti, pochi attivisti riescono a raggiungere questi numeri in maniera naturale, io alle scorse elezioni ne ho avuti poco più di 80 e sono finito in lista come candidato consigliere regionale, e non è poco, considerando che nessuno dei miei familiari o amici (non attivisti) è certificato al blog.

E’ chiaro che il primo passaggio del “metodo cirillo” è quello di avere un discreto numero di amici e parenti certificati al blog, questo database di persone abilitate al voto non viene mai controllato, tutti gli iscritti hanno la facoltà di esprimere una preferenza anche se non sono davvero attivisti del movimento 5 stelle, inoltre è necessario il supporto personale di una “squadra” di persone fidate che esprimeranno sul blog una (e solo una) preferenza, pur avendone a disposizione 5, perchè il voto sul blog non è più una libera espressione della propria opinione ma l’esercizio di un potere numerico costituito.

Fase pre lista

Se le persone che possono votare sul blog sono attivisti, è chiaro che è necessario studiare dei metodi per essere conosciuti dagli attivisti.
Ho visto alcuni candidati scegliere alcuni meetup di riferimento da andare a trovare, quelli preferiti sono quelli più frequentati, ovviamente, altri invece che hanno avuto la capacità di organizzarsi per tempo, hanno inventato delle iniziative prive di reale sostanza che permettesse loro di girare per i meetup tessendo rapporti con gli attivisti al fine di utilizzare successivamente queste conoscenze per ricevere il voto sul blog.

restartcampaniaRicordo come fosse ieri Gennaro Saiello in visita al meetup di Giugliano a presentare il progetto “Restart Campania“, un portale dove tutti potevano caricare video autoprodotti che illustrassero come valorizzare un monumento del luogo.
Subito mi sembrarono strane le raccomandazioni che ci furono fatte : “mi raccomando, il sito non deve essere utilizzato per promozione personale, quindi nei video non dovete mettere il nome di nessuno, solo il nome del meetup”, in tempo reale ricordo che presi il cellulare e visitai il sito che aveva realizzato Gennaro Saiello ed, ahime, era proprio come sospettavo, in prima pagina c’era la sua foto ed il suo nome con la dicitura “ideatore”.

Quando feci notare la cosa a Gennaro Saiello, chiedendo come mai il suo di nome ci fosse con tanto di foto, mi iniziai a rendere conto di come funzionano le cose “hai ragione, provvederò a far rimuovere“, il tutto è ancora visibile ad oggi sul sito (che ovviamente è fermo assieme alla sua iniziativa, essendo diventato ormai consigliere regionale).

copertinacmareAltro modo per promuoversi agli attivisti è stato quello di contattare gli amministratori dei gruppi facebook e dei meetup e di far sostituire le immagini di copertina con propri manifesti elettorali (non del movimento ma personali) come capitato a Castellammare con questa volta Luigi Cirillo.

Questo fa la differenza tra chi si propone come candidato libero, e chi invece è il candidato di un meetup, ovvero ha alle spalle un “comitato elettoraleprima ancora di essere candidato, questo è successo ad esempio a Valeria Ciarambino, scelta come candidata per le regionali in un meetup a Pomigliano d’Arco, la cui registrazione con applauso ha addirittura messo nel suo video di presentazione come se si trattasse di una cosa normale.

Insomma, la regola fondamentale per essere in lista, è avere un numero di attivisti che votano per te, il resto non conta, per raggiungere questo obiettivo non contano neanche i principi, è solo una ricerca di visibilità fine a se stessa, chi ha più benzina e tempo libero vince.

Fase post lista

Qui viene la parte più grave che ho potuto osservare come candidato, ed è davvero quello che è necessario evitare in qualsiasi prossima campagna elettorale. Ormai le liste sono formate ed i candidati fanno gruppo tra di loro, giustamente per poter affrontare al meglio la campagna elettorale.

Diventano come un meetup, ma con una sostanziale differenza, sono tutti concorrenti tra di loro. Ci sarebbe da aspettarsi che i candidati portino in maniera evangelica, e con l’aiuto di tutti gli attivisti, a far conoscere il programma del movimento 5 stelle a chi non lo conosce, a promuovere il progetto ed a farsi conoscere come candidati e come movimento 5 stelle da chi non vota per il movimento 5 stelle, in genere per portare nuovi voti al movimento 5 stelle si dovrebbe ragionare in questo modo.
Succede invece che i candidati che mirano solo ad essere eletti vadano alla ricerca del voto facile, ovvero quello di chi già vota per il movimento 5 stelle andando ad assicurarsi solo ed esclusivamente la preferenza sulla scheda.

Succede poi che nel gruppo di candidati, si smette di essere tutti uguali, perchè c’è sempre qualcuno che diventa “portavoce“, che sia “candidato sindaco” o “candidato governatore“, esisterà sempre questa figura mitologica che avrà contatti paranormali con quello che il resto del gruppo non conoscerà mai e prenderà di volta in volta nomi diversi iniziando con essere “Casaleggio“, poi chiamandosi genericamente “staff” oppure all’occorrenza “comunicazione” fino a diventare sempre più generico “da Roma“, “da Milano“. Da questo momento in poi ci saranno tante decisioni prese in maniera non tanto democratica della serie “ce lo chiede l’Europa” ed a cui in buona fede, i candidati si adatteranno, ma non tutti.

Esisteranno sempre dei candidati che non si atterranno alle regole concordate tra i vari candidati, e cercheranno di acquisire visibilità personale nei modi più impensabili.

Gennaro Saiello, ad esempio, è stato segnalato per aver fatto dei gazebo con la bandiera neoborbonica accostata a quella del movimento raccogliendo firme per l’eliminazione di alcuni busti dalla Borsa di Napoli, in piena campagna elettorale, senza che questa iniziativa solitaria fosse minimamente approvata, il commento della nostra portavoce fu “Non esiste una cosa del genere. Ho già detto ieri che non deve più accadere“, questo succedeva il 7 Maggio, la settimana successiva i gazebo si ripetevano indisturbati.

Luigi Cirillo ha stampato e distribuito, con l’aiuto di attivisti, volantini con il suo volto in tutti i meetup della provincia di Napoli, anche dopo che il nostro portavoce Valeria Ciarambino aveva chiaramente specificato che la stampa di quel materiale non fosse autorizzata. Mentre tutti i candidati erano impegnati in riunioni per mettere assieme il programma, Cirillo si recava nelle città più popolate a distribuire assieme ai Cirillo Boys, tonnellate di materiale elettorale. Ad ogni segnalazione effettuata ci veniva ripetuto lo stesso mantra : “sono sconcertata/indignata prenderemo provvedimenti”, ma i provvedimenti non arrivavano mai.

Riporto, solo come esempio, la regola dei “comunicati stampa personali” ripetutamente violata da Luigi Cirillo, e più volte segnalata con la promessa solenne che ci sarebbero state delle conseguenze, conseguenze mai giunte.

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Questi che sto portando sono solo alcune delle decine di gravi violazioni che sono state fatte da parte di alcuni candidati, che neanche a farlo a posta sono diventati consiglieri, ma non do loro nessuna colpa, la colpa è di tutti gli attivisti che non hanno imposto un sistema per tutelare i candidati onesti, che in questo modo non diventeranno mai portavoce dei cittadini, tutto a discapito della credibilità del movimento. Come possiamo pensare che un gruppo di consiglieri regionali che arrivano in questo modo alla loro carica, possano poi con forza combattere un consiglio regionale illegittimo come quello di Vincenzo De Luca, non basta un hashtag per tornare al voto.

La proposta per la prossima campagna elettorale

Mi dispiace di essermi dilungato, ma era necessario introdurre il problema altrimenti nessuna soluzione avrebbe avuto un senso, e vi assicuro che mi sono limitato al minimo indispensabile, dopotutto le cose che ho scritto sono alla luce del sole.
L’unico modo affinchè il “metodo Cirillo” non sia preso come esempio di buona prassi dalle prossime generazioni di candidati, è necessario disinnescarlo attraverso il “metodo 5 stelle“, ovvero TRASPARENZA e FIATO SUL COLLO.

Bandiamo le riunioni che non siano trasmesse in streaming, condividiamo le scelte, non concentriamoci più solo sul candidato portavoce oscurando il resto dei candidati (tranne i più furbi) altrimenti andranno avanti i più furbi, facciamo in modo che i famosi “anticorpi” di cui si vanta il movimento abbiamo modo di essere iniettati nel sistema, e non restino a gridare in una provetta tappata in un frigorifero.

Il “Comitato di vigilanza sulla trasparenza della campagna elettorale” è come un meetup al quale possono partecipare tutti gli attivisti che non siano candidati, e che non ha nessun potere decisionale, deve solo tenere gli occhi aperti, vigilare, raccogliere segnalazioni, analizzarle in maniera condivisa e trasparente e stilare un rapporto da consegnare allo staff/direttorio/roma/milano/bangkok o chicchessia e che poi vigili su quest’ultimo affinchè vengano realmente presi i provvedimenti necessari ovvero la sfiducia e l’inibizione a parlare a nome del movimento 5 stelle, perchè chi si comporta in questo modo non può rappresentare questo movimento, è questo il motivo per cui gli attivisti si allontanano e danno il cambio agli arrivisti.

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Posted in Attivismo, Campania, Diario Regionali 2015, Pensieri.