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Mille domande una risposta : ma cosa succede nel movimento a Giugliano?

Ci sono dei post che non vorrei scrivere, ma in nome della trasparenza credo siano dovuti.

Era l’inizio del 2012 quando ho conosciuto il gruppo di Giugliano, il comune non capoluogo di provincia più grande della regione, ad un chilometro da casa mia, composto da un numero di persone che ho visto variare dai 30 ai 130 attivisti.

Un gruppo di persone non omogenee, ma con l’obiettivo comune di mettere in pratica i principi del movimento, che non sono di così immediata comprensione ed applicazione. Un gruppo di persone combattive, che i problemi non li legge su un blog ma che li vive quotidianamente, quindi davvero in prima linea ad affrontare i problemi quotidiani come la camorra e la mala politica.

Un gruppo di persone che negli anni ha subito attacchi dall’esterno e dall’interno, che ha ospitato persone di diverse estrazioni che a volte i principi del movimento hanno tentato di interpretarli e fare della forza di un gruppo un mezzo per raggiungere un interesse, che nella quasi totalità dei casi, rappresentava un riscatto personale verso una società che li aveva emarginati per ragioni diverse.

Ho ascoltato, ho guardato, ed ho sempre cercato di dare il mio contributo come attivista cercando di tenere a bada la suscettibilità e l’arroganza di persone che consideravano le assemblee come degli sfogatoi o come un trampolino di lancio verso chissà cosa.

E’ successo che il gruppo ha attraversato un brutto periodo, in cui alcune personalità più forti hanno inventato, e poi acquisito, ruoli particolari, neanche contemplati nella filosofia del movimento 5 stelle, ed hanno messo da parte alcune persone che avrebbero ostacolato la loro visibilità, ad un certo punto c’è stato il pericolo che si creassero due gruppi, cosa che a volte accade.

Io ho sempre pensato che l’esistenza di due gruppi sullo stesso territorio fosse sintomo di incomprensione, oppure di mala fede. Il movimento 5 stelle è uno, i principi sono semplici e banali da capire, se qualcuno si sente di sposare questi principi lo fa per un obiettivo molto più alto del proprio personalismo, e non concepisco il fatto che debbano esistere due gruppi se veramente sono formati da persone che la pensano allo stesso modo.

Per questo motivo un gruppo di persone si sono allontanate dal meetup ed hanno iniziato ad incontrarsi per capire come porre fine ad una serie di comportamenti che si ritenevano non giusti. Nel frattempo il meetup provvedeva a designare un attivista come candidato portavoce a sindaco per le prossime elezioni comunali, una scelta che non ha coinvolto tutti gli attivisti che nel frattempo erano stati messi alla porta con motivazioni pretestuose.

Ho cercato di parlare con tutti e mi sono reso conto che tra tutti gli attivisti solo alcuni erano causa di questi dissidi, persone che portavano avanti questioni di principio personali e non il bene comune. Si è deciso quindi di protestare, la protesta è la forma più nobile per difendere i principi, indicando in maniera precisa quali si ritenevano fossero gli abusi e le irregolarità presenti all’interno del gruppo, lo abbiamo fatto in una pubblica assemblea leggendo un comunicato in cui si denunciavano i comportamenti che non erano in linea con il non-statuto, unico documento a cui gli attivisti veri dovrebbero far riferimento.

Questa mia presa di posizione mi è costata la mancanza di supporto durante le “primarie” online del movimento 5 stelle per le Regionali da parte della maggior parte degli attivisti di Giugliano, ma non potevo barattare il consenso con i principi morali.

Successivamente, dopo che inaspettatamente sono risultato tra le persone che la maggior parte degli attivisti Campani ha reputato di voler candidare per le prossime elezioni del consiglio regionale della Campania, una parte degli attivisti del gruppo di Giugliano, quelli che credono nei principi del movimento, mi hanno riconosciuto un ruolo di portavoce, ed allora ho chiesto a tutti loro di fare un passo indietro rispetto alle posizioni personali e di rimettere tutti i ruoli autoassunti o frutto di elezioni svolte in maniera non democratica.

Il primo a rispondere a questo appello è stato proprio il candidato sindaco, che si è reso disponibile a dimettersi nel caso in cui una nuova assemblea, questa volta aperta a tutti, non avesse confermato la scelta di candidarlo.

Questa decisione non fu presa di buon grado da tutti, in particolare da chi aveva paura che delegittimando quella votazione, si sarebbe delegittimato il proprio ruolo, ma ormai i sani principi dovevano essere messi in prima linea, e questo sarebbe stato l’unico modo per tutelare l’onestà delle tante persone che avevano dedicato anni della propria vita a combattere affinchè anche Giugliano avesse almeno un gruppo di cittadini onesti intenzionati a stravolgere il sistema politico-mafioso esponendosi in prima linea.

Nicola Palma, unico nome che farò in questo testo per rispetto della privacy di tutti, da candidato portavoce a sindaco, ha rimesso il suo mandato, in più di una assemblea, quasi tutti (e dopo tornerò su questo punto) gli hanno ribadito pubblicamente che lui sarebbe stato il candidato ideale, se questo non fosse stato scelto da una assemblea che difettava di democrazia.

Nicola ha incontrato tutti, in assemblea, in piazza ed a casa di diverse persone ci siamo incontrati per evidenziare tutte le criticità di un movimento che non rispetta i propri principi, abbiamo invitato chi volesse proporsi come alternativa al portavoce di farsi avanti, di dirlo in assemblea, di palesare le proprie intenzioni e di sottoporsi al voto di una assemblea che adesso non aveva più una maggioranza costituita, ma era formata di liberi cittadini, che si erano riuniti ed avevano deciso di fare un passo indietro per rispetto del movimento 5 stelle.

In quelle occasioni ho visto la coerenza e la serietà di molti attivisti, e la mala fede di chi voleva che Nicola Palma si dimettesse solo per danneggiare il movimento, infatti di li a breve alcuni di questi attivisti si sono allontanati dal gruppo ed hanno sfruttato i social network per diffamare il resto delle persone, oppure hanno inviato dei comunicati stampa in cui si definivano “veri attivisti cacciati dal movimento”, mistificando la verità.

Tutti hanno avuto la possibilità di cominciare a partecipare e ricostruire, con un processo democratico, il movimento 5 stelle di Giugliano.

Alcuni di loro, di li a breve, li abbiamo visti creare liste alternative, appoggiare la vecchia politica, fare accordi, altri in maniera meno palese sono ancora sul mercato aspettando un compratore ed altri restano seduti a casa e da dietro ad una tastiera, senza mai essere venuti più in assemblea, distorcono la verità, commentando continuamente ogni post degli attivisti di Giugliano ed ancora non hanno palesato la loro posizione.

Alcuni si autodefiniscono “eccellenze” non prese in considerazione, ma non dimostrano di dare alcun contributo reale, altri stanno a guardare.

Ho scritto questo post perché devo continuamente dare le stesse spiegazioni a centinaia di commenti lasciati dalle stesse 3 o 4 persone, una tecnica di disinformazione che serve a ricattare, portando alla esasperazione chi è in buona fede e deve passare le giornate a difendersi da notizie false invece di potersi dedicare ai progetti del movimento 5 stelle.

La scelta del candidato sindaco a Giugliano si è ripetuta, ha coinvolto tutti gli attivisti che hanno scelto di dare la loro partecipazione, provenienti dalla parte sana di tutti i “due gruppi”, e Nicola Palma è stato scelto all’unanimità, ricevendo il voto degli attivisti a cui ha dimostrato la maturità di mettere al primo posto il movimento 5 stelle, e non comportandosi in maniera compiacente pur di elemosinare consenso, ma questo non lo sanno tutti, non lo sa chi conosce il movimento leggendo i giornaletti di partito che diffondono su scala nazionale il commento infelice di un candidato del movimento 5 stelle, e non si scandalizzano per l’arresto di un esponente politico di altri orientamenti.

Leggete questo post quando vi raccontano che a Giugliano ci sono persone “epurate”, le assemblee sono pubbliche e tutti gli attivisti possono partecipare. Leggete questo post quando vi dicono che a Giugliano c’è una segreteria di partito, l’unico potere decisionale a Giugliano lo ha l’assemblea, e mai può deliberare qualcosa in violazione dei principi del movimento.

Leggete questo post quando trovate un commento che accusa questo gruppo di cose inesistenti, leggete quanta rabbia è contenuta, verificate le informazioni, sono sempre generiche, astratte, che fanno riferimento ad episodi passati e superati, e purtroppo molte volte anche puerili e volgari.
Verificate chi scrive questi commenti, a volte si definiscono “attivisti eccellenti”, ma nella maggior parte dei casi non sono ne attivisti e ne eccellenti, oppure hanno solo interesse a screditare il movimento 5 stelle.

Io personalmente rispetto ogni idea politica che una persona possa avere, ho le mie convinzioni ma non le voglio imporre, cerco di non essere volgare anche se vengo provocato, preferisco lavorare a progetti concreti piuttosto che partecipare a sterili conversazioni sui social network, anche se non mi sottraggo al sano confronto. Io credo che una persona che si ritiene attivista del movimento 5 stelle non possa criticare il movimento 5 stelle, ma non per questioni campanilistiche, semplicemente perché sta criticando se stesso, sarebbe molto più efficace attivarsi e dimostrare con il buon esempio come si fanno le cose.

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