dignità

Osservatorio per la tutela della dignità umana

Ognuno di noi vive con delle convinzioni, ed una propria scala di valori. Ci sono persone che pensano che rubare al prossimo sia immorale, altri che invece sono convinti che sia una dote che denoti scaltrezza.

Non importa se la morale di una persona porti a considerare immorale o meno il rubare, la Legge sancisce che sia reato, e come reato viene considerato. Esistono degli studi per sapere quanti furti ci sono ogni giorno, dove avvengono e quali sono, tutto questo per capire quali siano le migliori misure da adottare per contrastare questo fenomeno illegale.

Io non mi voglio occupare di questo.

Io vorrei che nascesse un osservatorio che studi tutti quei casi di furto commessi dalle persone che considerano immorale il rubare, e che commettono ugualmente un atto che va contro la propria moralità perché costretti da qualcuno o da qualche condizione sociale, non per arginare l’illegalità ma per combattere la rinuncia alla propria dignità.

Quando una donna o un uomo viola i propri principi per necessità, commettendo un atto che loro stessi ritengono immorale, a titolo di esempio rubare o prostituirsi, in quel momento stanno perdendo la loro dignità.

Si può dormire per strada per sentirsi liberi, oppure no. Si può digiunare per fare la dieta, oppure no. Si può fare sesso per divertimento, oppure no. Si può rubare per amore del rischio, oppure no. Io voglio con tutte le mie forze far nascere un osservatorio che studi gli “oppure no”.

Dopo aver creato una mappa precisa delle necessità, ed aver compreso le dinamiche, si deve studiare il modo migliore per venire incontro a chi resta indietro, non un piano per il contrasto alla illegalità, ma una forte e decisa lotta alla rinuncia della dignità, perché in una vera società civile non è possibile tollerare che esista oggi chi è costretto a vendersi l’anima per sfamare un figlio o per non subire violenza.

Invito tutte le persone che sono interessate a questo progetto a mettersi in contatto con me per costituire un tavolo di lavoro da cui scaturisca una proposta concreta da portare avanti con tutti i mezzi. ORA.

regolamento 5 stelle

Il regolamento del moVimento 5 stelle

Il moVimento a 5 stelle nasce su alcuni principi ispiratori presenti nella “Carta di Firenze” ed alcune semplici regole riportate nel “non-statuto“.

Non-regole così elementari che qualcuno spesso pensa che siano da non-rispettare.

Oggi viene presentato un “regolamento del movimento a 5 stelle” che, a mio avviso, non introduce nessuna novità rispetto alle regole precedenti, che vengono solo riscritte in maniera più chiara, e la mia speranza è che riduca il rischio di “interpretazione” che può diventare molto pericolosa se usata da personaggi senza scrupolo che hanno l’unico obiettivo di sfruttare le speranze di un popolo per reintrodurre lo stesso vecchio modo di fare politica.

Prendiamo ad esempio l’uso del logo. Io conosco personalmente persone che si sono auto nominate “addetti stampa” ed inviano periodicamente “comunicati stampa del movimento 5 stelle” con il solo scopo di diffamare persone o promuovere iniziative personali che non seguono i principi del movimento 5 stelle, promuovendo individualità e millantando così “poteri” di influenza sull’opinione pubblica.

Fino ad oggi queste persone si sono sempre nascoste su una libera interpretazione circa l’uso del logo del movimento 5 stelle, ed in realtà si sono sempre vantati del fatto che, nonostante le numerose segnalazioni allo staff, nessuno abbia mai provveduto a bloccare le loro iniziative.

Io sono sempre più convinto che garantire ai cittadini che le iniziative promosse sotto la bandiera del movimento siano iniziative “D.O.C.”, rappresenti un passo in avanti enorme per un movimento politico che oggi subisce i danni causati da finti attivisti, finti portavoce e finti addetti stampa che in maniera indiscriminata abusano di un logo che a loro non appartiene.

Se questo vuole dire sottolineare le regole, ed organizzarsi internamente per gestire meglio le segnalazioni degli attivisti, io non posso che prendere questa notizia con fiducia, sono contento per il nuovo regolamento a cui imputo un solo difetto : doveva arrivare anche prima.

MA QUALE TERRA DEI FUOCHI???

I roghi tossici non sono la causa, ma l’effetto di un problema sociale.
L’ultimo stadio di un percorso di rifiuti nati da un comparto produttivo sommerso, figlio di una politica industriale fallimentare.
Regolarizzare la salute delle piccole industrie e del terziario è l’unico modo per spegnere i fuochi di disperazione di questa terra.

Vorrei che questa terra non fosse più chiamata Terra dei Fuochi per il solo motivo che dare importanza al fumo distrae sulle vere tematiche, che nessuno affronta perché sono troppo scomode e non restituiscono consenso.

È facile dire che il fuoco è il male, non ti metti nessuno contro, ma se dicessimo la verità?
Centinaia di imprenditori operano senza regole ed un sistema sommerso (che dà lavoro a migliaia di persone) si libera degli scarti della lavorazione illegale di prodotti (a volte di eccellenza) che sfuggono al fisco e così nascono i roghi tossici.

Tutti riescono a criticare i “roghi” disegnando “estintori” di ogni colore, ma pochi sono gli onesti che hanno il coraggio di mettere in discussione i posti di lavoro a nero di migliaia di “elettori”.

I ROGHI TOSSICI SI SPENGONO CON IL CORAGGIO, questo territorio deve ritornare LA TERRA DEI CORAGGIOSI