Abolire Equitalia : entro il 7 luglio si presenta la proposta in Parlamento

PROPOSTA DI LEGGE

Soppressione della società Equitalia Spa e trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate, nonché determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione

Ecco la proposta presentata l’11 aprile 2014

Dal 1o ottobre 2006, con il decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006, denominato « decreto Bersani- Visco », è stato soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e le funzioni relative alla riscossione sono state attri- Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI buite all’Agenzia delle entrate che le esercita tramite la società Equitalia Spa. Le modalità con cui la società Equitalia Spa effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. La società, infatti, fa lievitare considerevolmente il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi che, sommati, arrivano a toccare il tasso d’usura. Il risultato è stato l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale. Gli elementi componenti della riscossione risultano, pertanto, ingiustificati e irrazionali in quanto sono, esclusivamente, a favore della società Equitalia Spa: il diritto all’aggio è pari al 9 per cento o all’8 per cento per i ruoli emessi dal 1o gennaio 2013; l’interesse di mora è pari allo 0,615 per cento annuo; il diritto delle spese di esecuzione e delle spese di notifica è pari a 5,88 euro; gli interessi sono calcolati con il cosiddetto « metodo alla francese ». Se il debitore paga oltre la data di sessanta giorni stabilita dalla legge verrà corrisposto, alla società Equitalia Spa, l’importo del debito aumentato di tutti i componenti citati: gli importi relativi agli interessi di mora alle sanzioni sono attribuiti all’ente creditore, mentre gli importi relativi al diritto all’aggio e alle spese di notifica sono attribuiti alla società Equitalia Spa. Se il debitore paga entro i sessanta giorni prescritti, l’importo relativo al diritto all’aggio è ripartito tra il debitore e l’ente creditore, oltre agli importi relativi agli interessi di mora e alle spese di notifica. In tale caso si garantisce quindi sempre il 9 per cento o l’8 per cento dell’importo alla società Equitalia Spa a discapito dell’ente creditore, che dovrà procedere al pagamento di una somma « non dovuta ». Quanto esposto è legale perché regolamentato dal codice civile ma è, al contempo, profondamente ingiusto in quanto la società Equitalia Spa, essendo una società per azioni, non mira a recuperare crediti non pagati bensì a garantirsi un guadagno. Questi poteri e le modalità con le quali essi sono stati affidati a una società per azioni non hanno portato i risultati sperati in termini di lotta all’evasione fiscale e di riscossione dei crediti, ma hanno aumentato la distanza tra il cittadino e le istituzioni. Non pochi sono stati gli atti intimidatori nei confronti della società Equitalia Spa e dei suoi rappresentanti e di continuo si assiste al suicidio di numerosi cittadini debitori vessati dall’eccessiva burocrazia e da una procedura di riscossione certamente poco favorevole al contribuente. Le considerazioni fatte trovano conferma anche nell’ultima relazione sullo stato dell’attività di riscossione nel 2011 (doc. CI, n. 1 del Senato della Repubblica) presentata dall’allora Ministro dell’economia e delle finanze, il dottor Grilli, in cui emerge che: « nel secondo semestre 2011 l’acuirsi della crisi economica ha determinato la diffusione di un clima di tensione e di ostilità contro Equitalia (...). Tali contestazioni, unite all’adeguamento dei sistemi informatici alle misure legislative approvate dal Parlamento in luglio, hanno generato riflessi negativi sull’andamento dell’attività di riscossione, testimoniato da una riduzione degli incassi ». Come testimoniato dalla stampa e dalle indagini della magistratura, un ulteriore motivo che contribuisce al malfunzionamento del vigente sistema della riscossione è la facilità con la quale risulta possibile corrompere i funzionari della società Equitalia Spa, circostanza, quest’ultima, ulteriormente aggravata dalla poco adeguata attività di controllo del Ministero dell’economia e delle finanze. Oltre al danno, quindi, anche la beffa di un palese conflitto di interessi che si manifesta con il doppio incarico dato al Direttore dell’Agenzia delle entrate che diviene anche Presidente della società Equitalia Spa, in quanto l’Agenzia delle entrate vanta una partecipazione societaria pari al 51 per cento nella medesima società. Si palesa quindi una circostanza in base alla quale il controllato è anche controllore di se stesso.

Gli articoli della proposta di legge

Nella presente proposta di legge, all’articolo 1 si prevede la soppressione della società Equitalia Spa a decorrere dal 1o gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia Spa e delle società pubbliche ad essa collegate. L’articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali è stata pronunciata una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto i reati di natura fiscale, sono considerati estinti e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor a dodici mesi da applicare sulla base delle modalità e dei criteri stabiliti da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, comunque gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il valore del tasso medio stabilito dalla legge 7 marzo 1996, n. 108. L’articolo 3 reca disposizioni in materia di assunzioni presso l’Agenzia delle entrate – Direzione centrale per la riscossione, prevedendo una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni per il personale impiegato presso la società Equitalia Spa. L’articolo 4 reca le disposizioni finali.