L’economia e la finanza.

Le origini

Il problema dei nostri giorni è che diamo troppo per scontato le cose, le vediamo, ci abituiamo e crediamo che siano le uniche cose giuste.

Parliamo di soldi, di vile denaro. La "moneta" è una invenzione antica ed utilissima, serve a differire lo scambio di due valori. Ad esempio, nell'antichità se io avevo un pezzo di pane da scambiare con un cesto di frutta, lo barattavo al mercato, con l'invenzione della moneta potevo barattare il mio pezzo di pane con un oggetto simbolico, e poi utilizzare quell'oggetto per riconvertirlo in un valore reale.

Quindi la moneta in se non ha un valore reale, ma un valore convenzionale, dato dal fatto che troveremo qualcuno intenzionato ad accettare quell'oggetto, altrimenti insignificante, con un oggetto che per noi ha un valore reale.

In questo caso la "moneta" altro non è che una "convenzione", ovvero un accordo tra le persone che decidono di utilizzare una "moneta" per scambiarsi beni o servizi tra di loro.

L’ EURO

L'euro è una moneta, riconosciuta ed utilizzata in Europa, e frutto di una "convenzione" tra gli stati europei che hanno deciso di adottarla abbandonando la loro moneta nazionale (noi avevamo la Lira) per convertire la valuta all'EURO.

Per aderire a questa convenzione, tutti gli stati presero accordi su quelli che dovevano essere i requisiti per partecipare a questa iniziativa, questi requisiti furono decisi nel 1992 quando ci fù la sottoscrizione del Trattato di Maastricht, e le condizioni decise allora vengono chiamate informalmente parametri di Maastricht.

In quella occasione, l'Italia non aveva i requisiti, in particolare aveva un rapporto debito/PIL largamente superiore al 60%, ma fu ugualmente ammessa perchè, si dice, avesse dimostrato una tendenza a poter rientrare nei parametri in un periodo non troppo lungo.

I “parametri di Maastricht”

  • deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo
  • rapporto debito/PIL inferiore al 60%
  • tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione
  • tassi di interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei 3 stati membri a più bassa inflazione
  • appartenenza per almeno un biennio al "sistema monetario europeo"

I prezzi si sono raddoppiati ? Si, ma non è colpa dell’Euro.

E' sotto gli occhi di tutti che i prezzi si sono raddoppiati, ma quante persone si sono chieste le ragioni di questa impennata dei prezzi ?
I primi prezzi che sono aumentati sono stati quelli della strada, fruttivendoli, negozi di abbigliamento, prostitute, insomma, tutti beni di prima necessità.

Questo primo impulso inflazionistico è dato dalla speculazione fatta da cittadini, a danno di altri cittadini, ed è un fattore psicologico che ha continuato ad alimentare la nostra considerazione delle monete che avevamo in tasca, questo ha sì creato una crisi per qualcuno, ma allo stesso tempo ha creato la ricchezza di altri.

Di seguito riporto l'andamento storico del prezzo in euro di 100 litri di latte acquistato alla stalla, come vedete l'aumento del prezzo c'è stato, addirittura l'aumento è maggiore nel periodo precedente l'euro, ma dall'avvento dell'euro il prezzo non è "raddoppiato". Ho usato il latte per portare l'esempio di un bene reale.

Allora cosa aumenta?

Aumentano gli sprechi dello stato. Nel 1999 i nostri politici spendono più di 78 miliardi di euro per acquisti di beni e servizi e consumi intermedi della pubblica amministrazione, nel 2011 questa spesa è quasi raddoppiata avvicinandosi ai 136 miliardi di euro. Sistematicamente da 15 anni, lo stato riesce a spendere in costi che non portano nessun vantaggio ai cittadini, sempre più di quanto viene stabilito nella previsione di spesa, se così non fosse stato avremmo risparmiato in questo periodo bel 350 miliardi di euro. Questo cosa vuol dire? Effettivamente parlare di numeri così grandi fa perdere il senso della misura, quindi cerchiamo di recuperarlo. L'Italia ha un debito pubblico (che significa il debito di gestione dello Stato da parte dei nostri politici) di oltre 2000 miliardi di euro, e per questo debito noi tutti paghiamo degli interessi ogni anno. Se lo Stato avesse evitato di spendere i 350 miliardi di euro non previsti nei bilanci previsionali, avremmo risparmiato almeno altri 15 miliardi si euro pagati in interessi.

E la finanza che cosa è?

Ricordate il pezzo di pane che scambiavate per il cesto di frutta? Quella è una visione semplicistica della economia, ma comunque è economia.

La finanza subentra quando quel pezzo di pane vi viene comprato da una moneta che nasce in quanto moneta e non dallo scambio di un prodotto.
In questo caso subentra la finanza, subentra la capacità che hanno alcuni privati cittadini di creare moneta dal nulla (le banche), e di speculare sul fatto di prestare questo oggetto che ha un valore virtuale, in cambio di un interesse (signoraggio bancario).

Quando uno stato perde la sua sovranità monetaria, ovvero la possibilità di controllare la moneta, perde ogni potere di decidere come impiegare i soldi raccolti con le "tasse", come abbiamo visto anche nei parametri di Maastricht agli stati membri non è concesso utilizzare lo strumento della "inflazione" per aiutare l'economia, ma deve pensare prima ad aiutare il mondo della finanza.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild (attualmente la sua discendenza controlla la FED)

Ed ora sono “cavoletti di Bruxelles”

Da quando il moVimento 5 stelle è riuscito ad entrare nei “palazzi” molte cose in Italia sono cambiate, anche agli occhi degli osservatori meno attenti. Il popolo italiano, abituato ad apprendere i fatti della politica dalla stampa e dalla televisione, sta acquisendo una sempre maggior consapevolezza dei meccanismi che realmente ci hanno ridotto nelle condizioni disperate in cui versiamo. Abbiamo capito che in Italia non esiste una vera attività parlamentare. Abbiamo visto con i nostri occhi che i parlamentari votano su indicazione delle segreterie dei partiti, del Governo, delle lobby, non si spiegherebbe come mai sono sempre così compatti nel voto, pur essendo dotati tutti di una coscienza personale. Abbiamo imparato a conoscere la tecnica dei “decreti di urgenza”, delle proposte “accorpate” che prevedono di votare un pacchetto di disposizioni disomogenee, una di tipo “populista” (abolizione IMU, femminicidio, lotta alla mafia) che da il titolo al pacchetto, assieme ad altre di natura completamente diversa (favori alle lobby, militarizzazione dei cantieri che tutelano interessi privati, abbassamento delle pene ai politici che speculano sulla disperazione dei cittadini).

Questi sono modelli utilizzati da sempre, la politica di palazzo non al servizio dei cittadini ma soggiogata ai poteri economici di privati di cui tutela gli interessi economici. Il M5S ha fatto una cosa semplice, ha acceso i riflettori su questo sporco mondo finora protetto da una diffusa complicità elitaria, e sono iniziati a scoprirsi gli altarini. Giovanni Falcone diceva “segui i soldi e troverai la mafia”, ed è proprio questo il cammino naturale dei milioni di attivisti del moVimento 5 stelle che stanno per entrare nel covo dei boss : Il Parlamento Europeo, il luogo dove tutto ha avuto inizio.

Come ho vinto le Parlamentarie Europee :-)

Non sono stato scelto alle parlamentarie del moVimento 5 stelle, un vero successo

diario di un attivista candidato alle parlamentarie

Come altri attivisti della Campania anche io sono stato tra le quasi 500 persone che per caso hanno letto l'email che comunicava di avere i requisiti per proporsi alle "parlamentarie del moVimento 5 Stelle" per la selezione delle persone da mandare al Parlamento Europeo.

Tutto si è svolto in maniera molto rapida, io non ho tergiversato molto, ho cliccato "Sì, accetto", per sottoporre poi la mia candidatura agli altri attivisti. E' stata una avventura bellissima, ho provato quello stress tipico che provano tutti i candidati a qualsiasi cosa, dalle elezioni amministrative comunali, fino a Miss Italia.

Di cosa avevo paura durante le parlamentarie

Il post dove manifestavo le mie perplessità e timori.

I 3 candidati più stronzi

1) Ti ho espresso la mia preferenza

Al primo posto questo candidato mi invia un messaggio privato che rendo pubblico perchè lo ha inviato a quasi tutti gli altri candidati. In questo messaggio mi dice che è candidato e che mi ha votato. In questo modo spera di avere anche il mio voto e quello di tutti gli altri candidati a cui ha inviato lo stesso messaggio.

2) Il voto di scambio

Questo candidato merita solo il secondo posto perchè è stato più onesto, offriva palesemente un voto di scambio. Chiaramente anche come il primo classificato mandava il messaggio a tutti i candidati e non solo ai 2 a cui matematicamente poteva rivolgersi.

3) Il deluso

Al terzo posto segnalerei il messaggio dell'attivista tipo che critica il movimento fino al momento della candidatura, poi automaticamente vede la madonna e si converte al grillismo convinto, poi non passa le parlamentarie ed inizia un'altra volta a criticare "il non-sistema"

Il mio “manifesto”

Questo è il video del mio intervento alla assemblea regionale del M5S, subito precedente al primo turno di votazione, il punto in discussione era se le regole di selezione dei candidati fossero giuste oppure no.

Il mio intervento autodistruttivo è stato un invito a ragionare sull'importanza di un voto. Si metteva in evidenza la necessità di limitare l'accesso alla candidatura. Non possono essere delle regole di selezione dei candidati a rappresentare un problema per la qualità degli attivisti che da manderemo nelle Istituzioni, il vero problema è la coscienza di ognuno di noi quando esprime questo voto.

Ho invitato tutti a leggere i curriculum e la storia di ogni singolo candidato, e di votare chi, secondo loro, fosse più adatto ad andare a Bruxelles a rappresentare il moVimento.

Ho detto pure "ad esempio leggerete il mio curriculum e non mi voterete", penso che sia lì che mi sia giocato la mia candidatura.

La mia “campagna elettorale”

Non ho caricato un videocurriculum perchè non ho fatto in tempo, e nel mio testo descrittivo, alla voce "iniziative" ho semplicemente scritto "NESSUNA".
Ovviamente io ho partecipato a quasi tutte le iniziative ma nessuna di queste la posso ritenere mia, al contrario ho visto qualche candidato vantare iniziative di gruppi di lavoro che rendevano proprie solo per arricchire un curriculum. Fortunatamente nessuno di loro è stato selezionato.

I risultati di queste parlamentarie mi hanno fatto capire due cose. La prima è che fortunatamente è sicuro che esiste una sorta di "commissione" che elimina dal sistema i candidati riconducibili a massonerie, cordate, infiltrati e troll varie, la seconda è che fare rete premia. I candidati che hanno avuto più successo sono l'espressione di meetup coesi, che li hanno supportati e promossi (e questo non significa fare cordate ma fare rete).

Io, nel mio gruppo di provenienza, sono stato così bravo a conquistare le simpatie di tutti, che pochi giorni prima delle votazioni in assemblea ho dichiarato di aver segnalato alcuni di loro allo staff per abuso del logo. Si, lo so che state pensando, sono un vero stratega!

Ho vinto le parlamentarie

Si, ho vinto io. La mia candidatura provocatoria ha messo in evidenza alcuni punti critici, e gli attivisti che mi hanno letto hanno riflettuto ed hanno votato con cognizione di causa.

Inoltre non ho mai avuto l'occasione di farlo ma ne approfitto per ringraziare pubblicamente il mio personale "comitato elettorale", nato spontaneamente per supportarmi. Persone valide che hanno creduto in me e mi hanno dimostrato stima ed affetto. A loro devo molto, devo le risate, devo il calore, il fatto di avermi dimostrato con le parole e con i fatti di aver seminato bene i miei sentimenti.
Insomma, e lo dico con emozione, se non fosse stato per questa formidabile squadra, forse a quest'ora starei già a Bruxelles. 🙂

A cosa serve parlare bene di Bartolomeo Pepe se non serve più?

Ho letto di schieramenti, ho letto di fazioni, ho letto di provincia buona e di provincia cattiva ma ho anche ascoltato, ho sentito chiarimenti, ho sentito accuse, ho sentito difese, ho parlato di persona con i protagonisti, ho capito e spero di essermi fatto capire.

Bartolomeo Pepe arriva in Senato per errore, nessuno se lo aspettava. E’ stato premiato dalla sua costanza, questo è certo.

Qualcuno mi riferisce della sua costanza nel perseverare in pratiche non consone al moVimento, ho sentito parlare di franchising del moVimento promosso in comuni della provincia.

Ho conosciuto Bartolomeo Pepe qualche anni fa, alcune persone che non erano attivisti, e manco sapevano bene cosa fosse il moVimento, avevano aperto un meetup in un comune vicino al mio, dove partecipavo con un gruppo di ragazzi che erano impegnati nel portare avanti i principi del moVimento, quello vero, ovvero quello che non sbandierava loghi ma ne rispettava le linee guida che tutti conosciamo (spero).

Contatto Bartolomeo, all’epoca semplice attivista che avevo conosciuto alle riunioni regionali a cui avevo partecipato, in lui cercavo l’esperienza dell’attivista “della prima ora”, avrei potuto rivolgermi a chiunque, ma il moVimento 5 stelle all’epoca era rappresentato da quel famoso “altri” in tutti i sondaggi che pubblicavano i giornali, e la scelta era ridotta.

Bartolomeo mi disse “il moVimento non appartiene a nessuno, se qualcuno apre un meetup andate e partecipate, fategli leggere il non-statuto, fate attivismo assieme, il tempo e l’impegno vi decimerà, quelli di voi che supereranno la pioggia sotto ai gazebo, l’ironia dei passanti, la cattiveria della politica e le ferree regole della legalità, potranno dire di essere attivisti”.

Rimasi colpito da quelle parole, pensavo di aver capito cosa fosse il moVimento, ma finalmente avevo visto quella cosa in cui ancora oggi credo.

Ho conosciuto l’attivista, ho conosciuto l’uomo. L’uomo provato da tante vicende personali di cui non ho voglia di parlare, perchè non è dell’uomo che voglio parlare, e neanche dell’attivista, quello di cui ho necessità di parlare è del moVimento che non si muove.

“Un mio amico”, (così a volte dicono le persone che si rivolgono ai consultori) appartiene ad un gruppo di persone che si definiscono Anonymous, nessuno conosce il loro nome, ma conoscono i loro ideali e come li manifestano. Sono forti, uniti ed inattaccabili perchè tutte le loro azioni hanno una immensa risonanza, ma nessuno sa che aspetto abbia il loro volto e nessuno conosce i loro nomi.

Se uno solo di loro avesse un nome, tutti loro sarebbero attaccabili, il loro movimento potrebbe essere messo in discussione ed il loro progetto potrebbe essere reso vano.

Il moVimento 5 stelle nasce così, e lo si dovrebbe capire dal termine “moVimento”. Il “moVimento” esiste solo quando un gruppo di persone si muove, ed in particolare si muove nella stessa direzione. Chi non si muove, non fa “moVimento”.

Bartolomeo Pepe si è mosso, ma questo non sarebbe stato sufficiente a fare “movimento” se assieme a lui non si fossero mosse tante persone, persone che si sono mosse con lui nella stessa direzione. Quando in tanti ci si muove nella stessa direzione, come una sola forma, non è possibile cambiare direzione, perchè se cambi direzione vieni travolto dalla massa, e più sei in “movimento” più non puoi cambiare la tua direzione senza l’accordo di tutti.

Bartolomeo Pepe si “muoVeva” da solo? Ovviamente no.

Quando ha vacillato, Bartolomeo, ha iniziato a sentire le spalle di chi gli stava più vicino che toccavano la sua, e più la sua direzione poteva deviare verso qualcosa dissimile dal “moVimento” più le “spallate” sono risultate dolorose, e tutti hanno continuato verso la direzione più giusta.

Bartolomeo Pepe non è mai stato da solo, e non ha mai indicato la direzione, direzione che è sempre stata quella del moVimento a 5 Stelle.

Quando qualcuno ha messo in discussione la rendicontazione, dell’ormai Cittadino Senatore Bartolomeo Pepe, le spallate sono state così forti che Pepe è stato costretto a rendicontare fino all’ultimo centesimo, prima alle persone vicine a lui, e poi al resto del “moVimento” che osservava dagli spalti, perché quelle “spallate” facevano male più a chi gli stava vicino che al resto degli spettatori o allo stesso Bartolomeo Pepe.

Io immagino il “moVimento” come una enorme massa di persone che si muovono nella stessa direzione e quando la immagino, immagino uno dei tanti cortei a cui ho partecipato. In quei cortei ho saputo della presenza di amici, solo dopo, vedendo le foto, perché eravamo talmente tanti che fisicamente non potevi stare spalla a spalla con tutti, ma non importava, perché sapevamo di esservi tutti. In quei cortei ci siamo sempre stati tutti, ma un giorno mi trovavo accanto Roberto Fico, un giorno mi trovavo Salvatore Micillo oppure Luigi Di Maio, Sergio Puglia, Vilma Moronese, Paola Nugnes o una persona senza nome, ma con la stessa energia. Andavamo tutti nella stessa direzione, non importa chi. Importa che se qualcuno decideva di andare in una direzione diversa, si trovava in ospedale, non a causa della nostra violenza (non lo siamo) ma per l’applicazione di una semplice legge della fisica.

Tante persone in “moVimento” si sono trovate affianco a Bartolomeo Pepe, ma lui è sempre stato “uno” e non sono state le persone a seguire Bartolomeo Pepe, è sempre stato Bartolomeo Pepe a muoversi con gli altri. Ma gli altri chi?

“Gli altri” è un termine che non si potrebbe usare nei riguardi di persone che hanno sempre e solo fatto “moVimento”, ma queste persone, solo per essersi trovate in un punto particolare del “corteo” si sono viste un cerchio disegnato intorno e sono state chiamate “adepti”.

Io sono un “adepto”, quando ho scritto, ad esempio, sul gruppo facebook del moVimento 5 Stelle Campania, taggando tutti gli onorevoli deputati ho constatato che pochi hanno risposto agli appelli degli attivisti,ma chi ha sempre risposto si chiamava Bartolomeo Pepe.

Bartolomeo non è un uomo politico e non lo sarà mai, gli ho sempre detto queste parole, e lui mi ha sempre risposto “grazie”. Il politico non può rispondere pubblicamente, il politico parla solo con i discorsi preparati, il politico non si può mettere contro nessuno, il politico deve sempre dire sì.

Perdono Bartolomeo per non essere un politico ma non lo perdono per non essere un Parlamentare a 5 Stelle, di quelli che non importa quanto spendono, l’importante è avere la possibilità di rendicontare e restituire più degli altri, di fare “gruppo” con gli altri anche quando non si condividono le scelte, di accettare il volere della “base” anche quando la “base” non ne sa niente.

“Infame lui, infami gli altri”, così mi rispondono le persone quando gli chiedo cosa sanno di Bartolomeo Pepe, cosa sanno di cosa succedere a Roma.

Ogni cosa che io possa scrivere porta a pensare che quello che voglio dare a Bartolomeo Pepe, io lo voglia togliere agli altri Parlamentari, ma non è così, è il non-sistema che ci costringe ad essere così, perchè non giudichiamo le persone andandoci a parlare personalmente (come faccio io) noi giudichiamo le persone in base alla loro distanza dal “comportamento medio”. Non andiamo a controllare le rendicontazioni, andiamo a giudicare chi rendiconta più o meno degli altri, ma chi stabilisce quale sia il giusto? Chi stabilisce che se spendere 20.000 euro al mese sia il male, spenderne 18.000 sia il bene?

Chi mi salverà dalla tentazione di fare paragoni, di parlare male di qualcuno per parlare bene di qualcun’altro?

Ho intitolato questo post “A cosa serve parlare bene di Bartolomeo Pepe se non serve più?” perchè è questa la parte più triste di questa storia. Bartolomeo Pepe non serve più, e tutti hanno paura a dire quello che pensano. A me Bartolomeo non è mai “servito” e quindi posso continuare a parlare.

Bartolomeo Pepe ha lasciato il moVimento 5 Stelle e questa è una azione imperdonabile, e questa azione è paragonabile a quella di chi si toglie la vita.

Chi si toglie la vita commette in gesto estremo, lascia sbigottiti tutti, ed al suo funerale si accodano migliaia di persone con una sofferenza direttamente proporzionale alla distanza dalla bara.

Nelle retrovie, capita sempre che ci sia addirittura qualcuno che ride, poi man mano che ci si avvicina al carro funebre, le facce diventano più tese, e solo da chi ha vissuto veramente le persona defunta, quelli appesi alla stationwagon che trasporta i resti terreni della persona che hanno amato, solo da quelle persone in lacrime potrete sentire la frase : “Bartolomeo, perchè lo hai fatto???”